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Un “Arcipelago” cloud per il canale

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Un “Arcipelago” cloud per il canale

03 Set 2014

di Nicoletta Boldrini

Si chiama Arcipelago.net ed è il nuovo programma di Computer Gross pensato appositamente per supportare i rivenditori e i system integrator nella proposta e sviluppo di progetti, soluzioni e servizi cloud. Per attuare progetti di questo tipo, il distributore italiano ha realizzato un nuovo data center ‘cloud ready’ e ha scelto le tecnologie di Schneider Electric per i sistemi di alimentazione e di raffreddamento, i gruppi di continuità, i quadri elettrici e le componenti di distribuzione dell’elettricità.

La domanda crescente, anche in Italia, di soluzioni e servizi ‘as a service’ porta con sé una riconfigurazione del panorama dell’offerta, in particolare di tutto l’ecosistema di partner che ruotano attorno ai player Ict e compongono il canale. Questo fenomeno si collega al nostro tema “Next generation data center“ perché, nello sviluppo di sistemi informativi sempre più “business ready” da parte delle aziende, il ricorso a servizi cloud sta diventando ormai molto frequente. In Italia, almeno da quanto emerso da una nostra indagine condotta nel 2011, fino a due/tre anni fa non era ancora ben chiara la percezione del modello cloud, in particolare dei suoi effetti rispetto ai modelli di business tradizionali dei partner di canale”, spiega Moreno Falchi, Cio & Process Manager di Computer Gross. “Dalla nostra survey, in particolare, ci siamo resi conto che i rivenditori identificavano come ‘cloud service provider’ solo le aziende Telco, percependole per altro più come minaccia che come opportunità, temendo di perdere potere contrattuale con il proprio cliente finale”.
Resasi conto del ‘vuoto d’offerta’ e convinta delle potenzialità di business insite nel cloud, Computer Gross, che nell’ecosistema di partner figura come uno dei più grandi distributori a valore aggiunto del mercato Ict italiano, ha così deciso di proporsi ai propri interlocutori (rivenditori e system integrator) con una veste nuova, di ‘cloud service provider’ appunto, avviando una business unit e un programma ad hoc per fornire servizi e soluzioni cloud (Arcipelago.net).
 

Moreno Falchi, Cio & Process Manager di Computer Gross.

Un data center cloud-ready
“Il team di Arcipelago.net è stato coinvolto anche nella costruzione del nuovo data center ‘cloud ready’, primo importante tassello della nostra strategia”, fa notare Falchi. “Il nuovo data center, infatti, costituisce la ‘base operativa’, il cuore tecnologico attraverso il quale Arcipelago.net, da un lato, eroga tecnologia secondo il modello ‘as a service’ (risorse server, storage e networking) sulla quale rivenditori e system integrator possono costruire le proprie soluzioni applicative per le aziende utenti, dall’altro, sviluppa soluzioni e progetti ad hoc per le Pmi (insieme ai rivenditori che hanno il contatto diretto con le aziende)”.
Ad oggi, infatti, “non tutti i rivenditori hanno le capacità economiche e le competenze per sviluppare in autonomia progetti in ottica cloud”, invita a riflettere Falchi. “Attraverso Arcipelago.net vogliamo svolgere la funzione di ‘attuatori’ delle soluzioni cloud del ‘nostro canale’, fornendo quindi non solo la tecnologia abilitante attraverso il nuovo data center, ma anche gli skill necessari allo sviluppo progettuale (attraverso attività di consulenza, supporto alla progettazione, formazione, ecc.)”.  
Il modello di go-to-market di Computer Gross ha sempre contemplato un affiancamento ai partner (dalla generazione della domanda presso le aziende finali, alla costruzione della soluzione fino al suo delivery supportato anche da servizi professionali post vendita), “il cloud rappresenta quindi un’evoluzione ‘naturale’ del nostro tradizionale modello distributivo”, dichiara Falchi. “Per poter sviluppare un progetto cloud specifico per il canale, colmando il ‘vuoto’ lasciato dalle Telco (o perlomeno così percepito dai rivenditori), era però necessario un ‘adeguamento’ sul piano tecnologico trasformando il nostro data center in una sorta di ‘incubatore’ di soluzioni cloud (Iaas, Paas, Saas, in ottica private, public e hybrid)”.
Il data center, che si trova a Empoli, ha già ottenuto la certificazione di settore Iso/Iec 27001:2005 (alla prima verifica e senza elementi di non conformità rilevati), ed è strutturato in maniera modulare (un ambiente totale di 1400 mq – già predisposto per future espansioni – supportato da 4 megawatt di potenza disponibili).

La scelta di InfraStruxure: alimentazione e raffreddamento ottimizzati
Business continuity, alta affidabilità e prestazioni adeguate al programma strategico di business erano condizioni imprescindibili. “Arcipelago.net nelle fasi progettuali ha collaborato anche nella formulazione dei capitolati necessari e ha quindi identificato anche i requirement da sottoporre ai fornitori”, descrive Falchi. “Tra questi, abbiamo scelto Schneider Electric perché è stata l’unica azienda in grado di proporre sotto un unico brand, ponendosi quindi come ‘unico punto di contatto’, ciò di cui avevamo bisogno dal punto di vista della componente elettrica, delle strutture di compartimentazione e dei gruppi di continuità”.
Schneider Electric, in particolare, ha proposto la soluzione Infrastruxure, armadi di contenimento comprensivi dei sistemi di alimentazione e di raffreddamento, i gruppi di continuità, i quadri elettrici – sia di media sia di bassa tensione – e le componenti di distribuzione elettrica.
Il sistema di raffreddamento è stato implementato utilizzando la metodologia dei corridoi freddi e caldi. Le file di armadi rack destinati a contenere le tecnologie computazionali e storage sono state posizionate in modo che ‘a due a due’ abbiano il lato frontale contrapposto: il corridoio che si forma in mezzo ai fronte degli armadi viene aerato dal sistema a pavimento tramite bocchette di aerazione orientabili ed è completamente chiuso con porte scorrevoli agli estremi delle file e da una struttura in plexiglas nella parte alta a soffitto. In questo modo la potenza refrigerante dell’aria viene ottimizzata e indirizzata solo verso i fronte armadio (le tecnologie standard aspirano aria dal fronte delle apparecchiature per poi riemetterla dalle feritoie posteriori). Il resto dei corridoi, detti corridoi caldi, ricevono l’aria prodotta dagli apparati di ventilazione dei componenti installati nei rack. L’aria calda viene aspirata da appositi apparati che provvedono anche a raffreddarla, purificarla e reimmetterla nel pavimento flottante per procedere a un nuovo ciclo di raffreddamento all’interno dei corridoi freddi.
Quanto ai gruppi di continuità, Falchi esprime la soddisfazione nella scelta verso Schneider Electric non soltanto per la garanzia di autonomia di 36 ore a pieno carico in caso di interruzioni di corrente elettrica, ma soprattutto per il fatto che si tratti di un impianto automatizzato: “Nel momento in cui si verifica una caduta di tensione o si interrompe l’approvvigionamento energetico, si mettono in moto all’istante entrambi gli Ups Apc in parallelo, impedendo così qualunque interruzione. Questo è determinante per i livelli di servizio che garantiamo ai nostri clienti che devono basarsi su un sistema attivo 24/7, con controllo presidiato in real-time”.

Gestione centralizzata, presidio continuo
Quest’ultimo aspetto è garantito dalla piattaforma di gestione di Schneider Electric, StruxureWare for Data Center che consente il monitoraggio non solo degli apparati di compartimentazione, ma anche dell’intera architettura allestita. “Oltre agli alert che giungono alla struttura di presidio, la piattaforma consente di inviare in via automatica una serie di avvisi – via sms ed e-mail – in tempo reale direttamente alle strutture di supporto elettrico, idraulico e di sicurezza fisica”, spiega Falchi. “Attraverso StruxureWare for Data Center raccogliamo i dati da tutte le componenti interne (anche dalle linee dati del data center). In caso di guasto a un interruttore, o di indisponibilità di un fan-coil o di una componente di cooling o di una ventola, per citare alcuni esempi, riusciamo a individuare facilmente l’origine del problema, riducendo così i tempi di intervento”.
A completamento del progetto, Computer Gross ha anche stipulato con Schneider Electric un servizio di controllo da remoto: “L’obiettivo è avere un monitoraggio con funzione proattiva – conclude Falchi -, aggiungendo così un livello ulteriore di affidabilità della struttura data center su cui poggia oggi il nostro business”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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