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Storage: per Ctera, il private cloud batte il SaaS pubblico

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Storage: per Ctera, il private cloud batte il SaaS pubblico

28 Apr 2014

di Redazione

Secondo un’indagine di Research Now, commissionata dal vendor, il 63% delle aziende preferisce le soluzioni di archiviazione sulla nuvola privata rispetto alle corrispettive as-a-service come Dropbox. Questo per contrastare la sottrazione dei dati e aumentare la produttività.

Secondo la nuova indagine commissionata da Ctera Networks, il 63% delle aziende preferisce soluzioni cloud storage private rispetto a cloud pubblici, come Dropbox. I dati emersi dall’analisi sono pubblicati nell’Enterprise Cloud Storage Report 2014, un sondaggio condotto all’inizio del 2014 su 200 professionisti It dalla società di ricerche indipendente Research Now. Il report esamina lo stato dell’utilizzo del cloud storage nelle aziende e le misure intraprese dai dipartimenti It per migliorare la sicurezza dei sistemi cloud storage all’interno dei rispettivi ambienti.
Tra i principali risultati, la ricerca evidenzia il ricorso sempre più frequente delle aziende verso soluzioni cloud storage su cui è possibile esercitare il controllo. Delle imprese che hanno già implementato o stanno valutando prodotti Fss (File Sync & Share), il 63% ha indicato di preferire una soluzione cloud storage privata appoggiata a un’infrastruttura hosted (“privata virtuale”) o all’interno del proprio datacenter, con le grandi aziende da oltre 10.000 dipendenti che preferiscono un cloud completamente privato.
La tendenza, insomma, è una rapida accelerazione delle aziende verso prodotti per la sincronizzazione e condivisione dei file al fine di ottenere i vantaggi collaborativi e di mobilità del cloud storage, ma sempre rivolgendo la massima attenzione verso il rispetto delle proprie policy interne di riservatezza e controllo.
A riprova di questa evidenza, la ricerca ha rilevato che il 25% delle aziende ha già implementato strumenti File Sync & Share su cloud privato e il 20% ha implementato gateway per cloud storage, mentre il 45% delle aziende sta valutando gli strumenti di sincronizzazione condivisione dei file su cloud privato, mentre il 38% sta valutando i gateway per cloud storage.
Secondo Ctera, il cloud storage basato su SaaS pubblico sta creando problemi a livello organizzativo. Il 31% degli intervistati ha registrato sottrazioni di dati aziendali nel 2013 a causa della condivisione di file da parte dei dipendenti, attraverso servizi Fss spesso non approvati. Inoltre, il 71% è preoccupato o molto preoccupato per possibili violazioni dei dati. Cosicché, per evitare sottrazioni di dati, il 55% delle aziende con oltre 30.000 dipendenti proibisce l’utilizzo di soluzioni di file sharing basate su SaaS.
“Le aziende stanno cercando soluzioni per sfruttare i vantaggi offerti dal cloud storage senza però dover perdere il controllo dei loro dati. Il mercato è pieno di proposte SaaS, ma le soluzioni capaci di scalare su cloud ibridi e privati sono molto poche – ha dichiarato Donato Antonangeli, Regional Director Italy di Ctera -. Questa ricerca indipendente conferma quel che sentiamo dire dai nostri clienti: vi è una netta preferenza nei confronti di una piattaforma che possa essere gestita e adoperata con l’infrastruttura preferita, con una sicurezza di livello enterprise e con un’esperienza utente coinvolgente”.

Redazione

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