Radix: il cloud nel cuore di una montagna svizzera | ZeroUno

Radix: il cloud nel cuore di una montagna svizzera

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Radix: il cloud nel cuore di una montagna svizzera

La società ungherese e il suo fornitore Ca Technologies propongono un data center e una piattaforma software che permettono di creare servizi It sulla nube in modo rapido, flessibile e affidabile. Nel mirino service provider e clienti corporate. Compresi quelli per cui il green è un valore competitivo.

20 Lug 2012

di Riccardo Cervelli

Uno scorcio delle strutture sotterranee del data center di Radix Technology a Attinghausen

ATTINGHAUSEN (Svizzera) – Fuori, prati e mucche che pascolano diffondendo nell’aria il suono continuo dei loro campanacci. Dentro, oltrepassate porte pesanti decine di tonnellate, e percorse centinaia di metri lungo gallerie scavate nella roccia, alcune sale ospitanti server, sistemi storage, due grandi motori diesel in grado di generare elettricità in caso di black out della rete pubblica, Ups e pompe in grado di estrarre l’acqua da fonti sorgive e riutilizzarla per raffreddare i sistemi. Siamo nel data center di Radix Technology a Attinghausen, piccola località vicino a Altdorf, nel cantone svizzero di Uri. Qui, in un grande bunker antiatomico che ospitò una fabbrica di jeep americane durante la seconda guerra mondiale e poi il centro di comando dell’esercito e della marina elvetica durante la guerra fredda, questo partner di Ca Technologies ha costruito uno dei più originali data center destinati a ospitare servizi cloud basati sulla piattaforma AppLogic di Ca.

“La location – spiega a ZeroUno Stéphan Grouitch, Chairman of the Board di Radix Technologies – è stata ‘decommissionata’ alcuni anni fa [per motivi di sicurezza non è reso noto l’anno esatto, ndr] – ed è stata messa all’asta. I criteri per l’aggiudicazione non erano solo economici ma prevedevano anche una valutazione del progetto di utilizzo”. A risultare vincente è stata la proposta di un gruppo formato dalla società di consulenza It svizzera Itecor e dal global service provider ungherese Radix Technologies (fra i cui azionisti ci sono il fondatore David Corriveau, la stessa Itecor e altri investitori privati con esperienze in grandi aziende). Il progetto mirava a utilizzare il sito per creare un data center per offrire servizi di cloud computing e hosting all’insegna, fra le altre cose, della sicurezza e del green computing. Nel 2007 sono iniziati i lavori di riconversione dell’ex centro militare (sono state preservate alcune strutture caratteristiche – come i dormitori con pareti in legno, i bar, la map room, la posta) seguiti dalla costruzione delle vere e proprie infrastrutture It, con l’implementazione dei sistemi informatici, la connessione con il backbone Internet che passa a un chilometro dal data center (“Ci passa il 75% del traffico dati fra il Nord e il Sud Europa”, ci spiega Grouitch), con una prima rete elettrica pubblica (presto ci sarà il collegamento anche con una seconda, proveniente da un’altra direzione) e di tutti gli altri sistemi di ridondanza e di raffreddamento basato su acqua sorgiva.

Chris Dickson, vice president Enterprise Management, Ca Technologies Emea

Il progetto del cloud data center di Attinghausen prevede l’utilizzo di quattro data room. Al momento ne è già in funzione una. La creazione delle altre dipenderà dalla domanda della clientela. Per lo sviluppo di questa è cruciale l’utilizzo della piattaforma di cloud AppLogic, “che consente – spiega Chris Dickson, vice president Enterprise Management, Ca Technologies Emea – di astrarre le esigenze dei clienti e creare, in modo agile e flessibile, i servizi necessari. Una piattaforma destinata sia ai service provider sia alle aziende per offrire o dotarsi in tempi rapidi di servizi cloud privati, pubblici e ibridi”. Quali le tipologie di utenti più nel mirino? “Uno dei settori potenzialmente più interessati – risponde Dickson – è quello dei software provider. Basando le loro operation su AppLogic, possono offrire rapidamente le loro applicazioni ovunque”. Ma, ovviamente, non mancano anche altre industry. Fra queste, le Telco e le Banche, forse fra quelle più in grado di apprezzare i vantaggi di sicurezza, discrezione ed efficienza che da sempre fanno rima con Svizzera.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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