Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Meglio l’archiviazione su disco o quella su nastro?

pittogramma Zerouno

Storage

Meglio l’archiviazione su disco o quella su nastro?

24 Giu 2010

di redazione TechTarget

Mettiamo a confronto i due metodi di conservazioni dei dati utilizzati in azienda per evidenziarne pregi e difetti di backup su nastro e backup su disco. Ma anche per capire in quali casi è meglio usare l’uno o l’altro o addirittura una combinazione di entrambi

Per diverse ragioni l’archiviazione dei dati è un processo vitale per molti ambienti di storage.

In primo luogo, l’archiviazione dei dati, sia a lungo termine sia a breve termine, permette a una società di accedere ai file archiviati per recuperare un blocco specifico di informazioni inerenti i suoi clienti o se stessa. In secondo luogo, i dati archiviati devono spesso essere conservati per un determinato numero di anni per adempiere alle norme governative.

A fronte di ciò, le aziende hanno generalmente tre strategie di archiviazione dei dati tra cui scegliere:

  • archiviazione su disco
  • archiviazione su nastro
  • archiviazione su disco e su nastro

Quali sono i pro e i contro di ciascun metodo? Qual è il più adatto alla vostra azienda? Oppure, è meglio utilizzare un mix disco e nastro per i vostri dati archiviati?

Sia l’archiviazione su disco sia quella su nastro comportano diversi vantaggi e svantaggi. Per questo motivo molte aziende hanno optato per una combinazione delle due, utilizzando il disco per gli archivi a breve termine e su nastro per la conservazione a lungo termine.

«Tutti dovrebbero usare entrambe le soluzioni – ha dichiarato Brian Babineau, analista senior della società di consulenza Enterprise Strategy Group (ESG) -. I requisiti di accesso variano nel tempo, ma nei primi anni del periodo di conservazione è bene mantenere i dati in modo da poterli recuperare nella maniera più facile e veloce. Se gli archivi devono solo essere disponibili ma non vi dovete accedere, il nastro è la scelta più logica per il lungo termine».

Quindi, la combinazione delle due tecnologie offre agli utenti il meglio dei due mondi. Ma quali sono i pro e i contro specifici di dischi e nastri?

Vantaggi e svantaggi dell’archiviazione su disco

L’archiviazione su disco ha diversi vantaggi. In primo luogo, rende molto più veloce l’archiviazione e il ripristino dei dati rispetto al nastro. In secondo luogo, su disco è più semplice indicizzare e ricercare gli archivi. In pratica, se si vuole trovare una singola e-mail o un file, il processo di recovery dovrebbe essere decisamente rapido con un disco. Ma la memorizzazione degli archivi di grandi dimensioni su disco può richiedere un sacco di gigabyte, spazio fisico ed energia inutili, rendendolo un processo costoso.

Vantaggi e svantaggi dell’archiviazione su nastro

Molte aziende riversano i dati su nastro per l’archiviazione a lungo termine, perché questa tecnica richiede meno spazio ed energia. Inoltre, il nastro consente un’archiviazione più sicura, in particolare se i file sono criptati. Anche se gli amministratori sperano di non dovere mai scandagliare i loro nastri alla ricerca di informazioni, sanno che questa opzione è disponibile, se necessario. Questi fattori rendono l’archiviazione su nastro una soluzione efficace per le aziende di grandi dimensioni con una notevole quantità di dati da memorizzare.

“Il nastro ha un vantaggio, la quantità dei dati – ha sostenuto Dean Flanders, Cio di un istituro di ricerca biomedica-. Se state valutando il nastro, dovete disporre di più di 100 TB di dati da archiviare. Se avete meno di 50 TB di dati, è bene verifichiate se davvero questa soluzione è l’ideale per voi”.

Prezzo/prestazioni, il nastro è meno costoso nel lungo periodo rispetto al disco

“Se pensate di archiviare dati per 10 a 15 anni, la bilancia del total cost of owernership pende decisamente dalla parte del nastro – ha detto Babineau -. Non si deve passare attraverso una migrazione. Il nastro è decisamente più economico”.

Tuttavia, il nastro ha alcuni svantaggi con cui molte aziende si trovano a combattere. Nasser Mirzai, VP di TradeBeam utilizza disco e nastro per archiviare i propri dati, ma dice che ha ancora problemi quando tenta di effettuare il recovery da un supporto a nastro più vecchio.

“Le cartucce dei nastri si possono danneggiare nel corso del tempo – ha precisato Mirzai -. Così possono diventare illeggibili, e, inoltre, i vecchi formati possono non essere più supportati”. Secondo Mirzai, questo significa che potreste non essere in grado di recuperare i dati dai nastri quando necessario.

Inoltre, l’e-discovery, l’indicizzazione e la capacità di ricerca sui sistemi a nastro richiede parecchio tempo ed è frustrante. Se la vostra nastroteca di un po’ di anni fa è stata archiviata su un software di backup differente o con un sistema operativo diverso di quello che usate attualmente, sarà necessario un lungo periodo di ripristino e di ricerca per trovare ed estrarre anche solo pochi file dalla libreria.

“Può essere necessaria una considerevole quantità di tempo per identificare i nastri giusti e il posto giusto in cui si trovano i dati – ha evidenziato Mirzai -. Se non sapete dove si trovano i dati, diventa un incubo. Si finisce letteralmente con il ripristinare una miriade di nastri nella speranza di trovare l’ago nel pagliaio”.

I problemi di archiviazione su nastro

Le organizzazioni che ritengono che il nastro sia la strada da percorrere per l’archiviazione possono avvalersi di soluzioni di terze parti che rendono più facile la ricerca e l’indicizzazione.

Per esempio, Index Engines ha recentemente messo a punto il Tape Assessment Program, che cerca ed estrae i file memorizzati sugli archivi a nastro. Tale programma è in grado di individuare uno o più file in vecchie librerie a nastro. Una volta individuati questi file, li può estrarre senza dover utilizzare il software di backup che in origine era stato utilizzato per crearli.

Secondo Jim McGann, vice president marketing di Index Engines, non essere costretti a utilizzare il vecchio software di backup vuol dire per molte aziende risparmiare tempo e denaro nelle operazioni di ripristino dei file di dati. “Se una società ha nastri molto vecchi, il software usato per il backup può essere una versione non più distribuita – ha detto McGann – e questo rende complicato risolvere tutti i problemi connessi. Oggi abbiamo utenti che recuperano i loro dati su nastro in qualche ora e lo possono fare da sé, senza doversi rivolgere a servizi di terzi”.

Il Tape Assessment Program supporta la maggior parte dei comuni formati di backup, inclusi ARCServe di CA, CommVault, EMC NetWorker, IBM Tivoli Storage Manager (TSM) e Symantec Backup Exec e NetBackup. Secondo McGann, “il 90% del mercato utilizza queste piattaforme. Per quanto riguarda il nastro fisico, supportiamo DLT, LTO e tutto ciò che tramite una connessione SCSI può essere connesso al nostro appliance”.

Un altro prodotto che ha compiti simili al Tape Assessment Program è l‘Archived Data Manager (ADM) di B&L Associates che è anch’esso in grado di cercare gli archivi su nastro e recuperare i file senza il software originale di backup.

Qual è il migliore metodo di archiviazione per la vostra azienda?

Globalmente, la strategia di archiviazione dati che scelgono le imprese dipende dai loro requisiti e dalle policy legali. Se avete solo bisogno di memorizzare limitate quantità di dati (e non centinaia di terabyte) per un breve periodo di tempo, l’archiviazione su disco è la soluzione migliore.

Se dovete memorizzare una grande quantità di dati a lungo termine, senza aver bisogno di accedervi ma solo per far fronte a eventuali contenziosi, l’archiviazione su nastro è più economica ed è l’opzione più semplice.

Tuttavia, la maggior parte delle aziende ha necessità che richiedono l’utilizzo di entrambi i metodi di archiviazione. E questa è solitamente la soluzione migliore.

redazione TechTarget

Articolo 1 di 5