Managed Service Provider di nuova generazione: il differenziale di Storm Reply | ZeroUno

Managed Service Provider di nuova generazione: il differenziale di Storm Reply

pittogramma Zerouno

Attualità

Managed Service Provider di nuova generazione: il differenziale di Storm Reply

La società di consulenza IT, partner di AWS, mette a disposizione dei clienti soluzioni di gestione su misura per massimizzare i vantaggi derivanti dai servizi cloud

16 Apr 2021

di Arianna Leonardi

Le aziende moderne si trovano a concorrere all’interno di un mercato sempre più globale e competitivo, con ritmi e pressioni senza precedenti. L’Information Technology permette di supportare il business e accelerare il passo, ma la complessità infrastrutturale e applicativa che accompagna la crescita digitale sta diventando insostenibile per molte organizzazioni.

Affidare la gestione del parco IT a un Managed Service Provider (MSP) come Storm Reply rappresenta una valida alternativa, che contribuisce a migliorare l’efficienza dei sistemi informativi e permette ai dipendenti aziendali di concentrarsi sulle attività core.

Il ruolo e i compiti del Managed Service Provider

Un Managed Service Provider è una società di servizi IT che fornisce server, rete e applicazioni agli utenti finali e alle organizzazioni. Tipicamente, possiede l’intera infrastruttura fisica da cui eroga le risorse in modalità remota tramite Internet, secondo un modello self-service e on-demand. Il monitoraggio, la gestione e la sicurezza degli asset è appannaggio dell’MSP, che fornisce ai clienti ulteriori servizi aggiuntivi.

Citando degli esempi, alcune mansioni tipiche del Managed Service Provider sono:

  • la gestione delle risorse informative (IT asset management) lungo l’intero ciclo di vita con obiettivi di ottimizzazione, efficienza, controllo dei costi e riduzione dei rischi;
  • il monitoraggio 24/7 dei servizi e dei relativi componenti per identificare e correggere eventi che potrebbero comportare anomalie di funzionamento e incidenti;
  • la definizione e la valutazione dei livelli di servizio, concordati sulle esigenze del cliente, garantendo la disponibilità dei sistemi come da contratto;
  • la messa in sicurezza dei servizi, riducendo la probabilità e l’impatto degli incidenti, quindi assicurando il ripristino veloce dei servizi in caso di eventuali interruzioni;
  • la protezione dei dati critici per l’organizzazione, con la garanzia di adeguati livelli di riservatezza, integrità, disponibilità e altri aspetti o requisiti di sicurezza;
  • il supporto alle attività di deployment hardware e software, quindi la supervisione dell’infrastruttura e delle piattaforme usate dall’azienda cliente.
  • raccolta e analisi dei dati per valutare lo stato dei servizi, con elaborazione di reportistica ad hoc e nell’ottica del miglioramento continuo.

Il Managed Service Provider di nuova generazione

Se le sopraccitate attività si riferiscono alle mansioni base di un MSP, oggi la complessità degli ambienti IT, sempre più eterogenei e distribuiti, richiede una marcia superiore e prestazioni a valore aggiunto, sfruttando il potenziale delle soluzioni cloud-based.

Il percorso evolutivo verso la nuova generazione di Managed Service Provider ruota attorno a una serie di dinamiche ed elementi di trasformazione.

Innanzitutto, la migrazione dei sistemi dal datacenter locale alle infrastrutture sulla nuvola, permette agli MSP di delegare le attività di gestione, manutenzione e aggiornamento dei sistemi, con la possibilità di dedicarsi esclusivamente alle applicazioni e ai servizi cloud critici per il cliente, aumentando la qualità delle prestazioni.

Cambia anche il modello organizzativo: se tradizionalmente i servizi venivano erogati da un unico punto, la nuova tendenza è decentralizzare le attività, introducendo funzionalità di automazione dei processi grazie all’intelligenza artificiale, alle tecniche di machine learning e alle soluzioni cloud native.

Tra le altre caratteristiche che concorrono al profilo del nuovo MSP, l’adozione di pratiche Dev(Sec)Ops permette di accorciare il ciclo di gestione del software, accelerando le tempistiche di rilascio e integrando i principi di sicurezza già nella fase iniziale di progettazione.

Infine, la trasformazione prevede un cambio di ruolo sostanziale: il Managed Service Provider diventa un consulente a tutti gli effetti (non soltanto un fornitore di tecnologia), che indirizza le scelte del cliente verso la soluzione ottimale, in base alle necessità effettive e con percorsi personalizzati. I dipendenti aziendali vengono inoltre coinvolti nel progetto e seguiti costantemente con corsi di formazione, perché siano sempre allineati con gli strumenti proposti dal fornitore e implementati nell’organizzazione.

il differenziale di Storm Reply

Nel panorama degli MSP di nuova generazione si inserisce Storm Reply, specializzata nella realizzazione di servizi innovativi basati su cloud, con competenze riconosciute in ambito Security, SaaS (Software as a Service), Data & Analytics, DevOps, Machine Learning, Industrial Software, IoT (Internet of Things), Migration, Oracle.

La società vanta una lunga e proficua collaborazione con Amazon Web Services: Premier Consulting Partner dal 2014 (attualmente tra i primi dieci a livello mondiale), rientra anche nei programmi Managed Service Provider e Well-Architected rispettivamente dal 2013 e 2018.

Le qualifiche ottenute e l’esperienza maturata permettono a Storm Reply di gestire i carichi di lavoro dei clienti su infrastruttura AWS, offrendo diversi modelli di pricing e formule contrattuali che meglio si adattano alle esigenze dei clienti.

Tra i punti forti dell’offerta, il provider ha maturato nel corso degli anni un framework di onboarding basato sulle best practice ITIL e AWS riconosciute a livello mondiale.

Il processo si sviluppa in quattro fasi, con l’obiettivo di definire il perimetro dei sistemi presi in carico, identificare eventuali inefficienze e intervenire in ottica di ottimizzazione.

  1. Come punto di partenza, il Lite Assessment permette di raccogliere velocemente le informazioni essenziali su un ambiente cloud tramite interviste al cliente al fine di fornire una stima per la fase successiva del servizio e identificare da subito spunti di miglioramento.
  2. Con il Full Assessment, si procede all’analisi del gap tra la situazione attuale e i desiderata, arrivando a definire una proposta di gestione del servizio per il perimetro specifico. Il processo richiede cinque giorni e prevede la raccolta delle informazioni attraverso colloqui, workshop e riunioni in presenza o da remoto.
  3. L’attività di Onboarding si articola in tre livelli: la presentazione al cliente dei risultati dell’assessment, con una proposta di intervento; l’esecuzione del piano di Gap Recovery; l’avvio della fase successiva di gestione del servizio, una volta completata un’implementazione di successo.
  4. Lo stato di Servizio Attivo segna la definitiva presa in carico del servizio da parte di Storm Reply, che si assume ogni responsabilità in merito. In ottica di miglioramento continuo, il provider monitora i livelli di servizio, redige report e organizza tavoli di discussione con il cliente su base mensile o trimestrale.

Grazie al framework di onboarding e al know-how per la gestione di ambienti IT complessi, Storm Reply assicura per i propri clienti soluzioni su misura, massimizzando i vantaggi tecnologici e di business derivanti dall’adozione dei servizi cloud.

Arianna Leonardi

Giornalista

Collaboratrice e redattrice per numerose pubblicazioni tecniche, specializzate in Informatica, Automazione ed Elettronica, Arianna Leonardi ha maturato una significativa esperienza anche nel campo della fotografia, dell’industria video e dei media online. In ambito giornalistico, segue principalmente le tematiche legate alla digitalizzazione delle imprese, con un focus su cloud transformation, big data analytics e intelligenza artificiale. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2008 e all’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti, lavora con ZeroUno dal 2013.

Articolo 1 di 4