Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Kingston: scegliere gli Ssd giusti per le diverse esigenze

pittogramma Zerouno

Kingston: scegliere gli Ssd giusti per le diverse esigenze

30 Set 2014

di Riccardo Cervelli

I due Solid State Drive proposti da Kingston Technology sono destinati a server che devono supportare progetti mission-critical. Ai due prodotti si affianca un servizio di consulenza “pre-acquisto” per la scelta ottimale di memorie e Ssd. Perché non esistono soluzioni valide per tutte le esigenze e compatibili con tutte le macchine nuove o già in azienda

Alla conquista dei data center interessati da progetti di virtualizzazione e big data. È Kingston Technology, multinazionale specializzata nelle memorie Ram e flash per i più disparati utilizzi. Negli ultimi due anni, infatti, l’azienda ha effettuato tre annunci destinati alle nuove priorità dei data center, dalle prestazioni alla riduzione dei consumi energetici e di spazio fisico, fino all’ottimale ritorno degli investimenti. Le prime due riguardano i moduli Ssd (Solid State Drive) Ssd Now E100 e Ssd Now E50, il terzo è un servizio di assistenza “pre-acquisto”, Kingston Consult, che supporta le aziende durante le decisioni che riguardano la configurazione dei server.

I due nuovi Solid State Drive per il mercato enterprise mirano a offrire il massimo dei vantaggi che gli array Ssd garantiscono rispetto a quelli basati su Hdd (Hard Disk Drive). Fra questi spiccano superiore performance a parità di watt (fino al 184,2%, secondo un test recente di Kingston), superiori prestazioni generali (+91,8% di Iops, Input/Output Operations Per Second), un maggiore risparmio energetico del server in standby o in attività (51%) e un più elevato utilizzo delle Cpu prima della saturazione (39% con gli Hdd e 92,9% con gli Ssd). Gli E50 offrono le stesse prestazioni degli E100, ma sono indirizzati a un’utenza con minori esigenze di robustezza e quindi costano meno. Gli E100, secondo Kingston, garantiscono un’autonomia dieci volte superiore alla media dei prodotti della concorrenza.

Fabio Cislaghi, Business Development Manager, Kingston Technology

Sempre per l’utenza aziendale, ma destinato a desktop e laptop, più di recente Kingston ha rilasciato il drive Ssd Now KC 300, disponibile in sei versioni da 60 GB fino a 480 GB di capacità. Secondo il produttore, questo drive garantisce fino a 40 minuti di autonomia in più rispetto agli hard drive tradizionali. Come gli altri dischi a stato solido (per pc aziendali) del vendor, anche questo modello include la tecnologia Smart, che consente il monitoraggio del livello di usura, della durata residua, del fattore di amplificazione in scrittura, dei byte totali scritti, per un’analisi dei carichi di lavoro e per il monitoraggio dello stato di salute del disco. Fra le altre funzionalità si segnalano anche Dura Write e Raise, che garantiscono una maggiore durata del disco.

Infine, per quanto riguarda Kingston Consult, “la filosofia di base – spiega Fabio Cislaghi, Business Development Manager del vendor in Italia – è che le esigenze di performance, capacità ed efficienza energetica delle memorie e degli Ssd cambiano a seconda degli obiettivi che i server devono perseguire. Non esiste un’unica soluzione per tutte le applicazioni e sbagliare la scelta iniziale può comportare spese inutili e mancato Roi”. Cislaghi conclude con una considerazione: “Quando si compra un server, per quanto riguarda le Ram si parte da zero; quando forniscono tecnologie Ssd, la maggior parte degli hardware vendor li propone come storage esterni già completi di Solid State Drive generici. Noi non vogliamo vendere Ssd come mero storage, ma moduli finalizzati ad aumentare le prestazioni dei server, tenendo conto dei requisiti dei diversi tipi di utilizzi oltre che della compatibilità con ogni specifica macchina”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

Articolo 1 di 5