Iperconnessione, certificazione e sostenibilità: i pilastri del nuovo data center di IRIDEOS

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Iperconnessione, certificazione e sostenibilità: i pilastri del nuovo data center di IRIDEOS

Avalon 3 è il data center di ultima generazione realizzato a Milano da IRIDEOS che vanta caratteristiche costruttive e di design ispirate ai più elevati standard infrastrutturali e ai principi green legati all’efficienza energetica e al ridotto impatto ambientale. Ce ne parla Sandro Falleni, Direttore Tecnologie e Sistemi di IRIDEOS

Pubblicato il 30 Nov 2022

di Redazione

Il nuovo data center di IRIDEOS, inaugurato l’11 novembre scorso all’interno della manifestazione Milano Digital Week, ha nel numero 3 la sua cifra perfetta. Anzitutto il data center, che si estende su una superficie di oltre 3.500 metri quadri, si chiama Avalon 3 perché è il terzo in ordine di tempo realizzato come estensione dell’Avalon Campus situato nel Caldera Business Park di Milano.

In pratica, contribuisce a definire il più grande interconnection hub in Italia, cioè un unico grande data center di 13 mila metri quadri articolato in 3 siti. In secondo luogo, “sono 3 le caratteristiche che lo rendono speciale” sottolinea Sandro Falleni, Direttore Tecnologie e Sistemi di IRIDEOS, anche in questa video intervista. “Vale a dire: iperconnessione, certificazione e sostenibilità”.

Avalon 3, data center iperconnesso verso l’interno e l’esterno

L’iperconnessione di Avalon 3 si traduce nell’essere interconnesso verso l’interno e verso l’esterno. Nel primo caso, tutte le sale dei 3 data center di Avalon Campus sono interconnesse tra loro con 2 percorsi ottici separati, nel secondo l’iperconnessione avviene tramite il collegamento ai 165 operatori nazionali e internazionali ospitati nonché il collegamento diretto al MIX (Milan Internet Exchange), il principale Internet Exchange Point pubblico italiano.

“Grazie a una moderna architettura di interconnessione, la meet-me-room distribuita, in Avalon 3 i clienti possono interconnettersi con gli oltre 165 carrier, OTT, cloud provider e piattaforme di content delivery già presenti nell’Avalon Campus come se fossero in un’unica grande sala virtuale” spiega Falleni.

Sandro Falleni, Direttore Tecnologie e Sistemi di IRIDEOS

A questo si aggiungono i servizi di connettività di IRIDEOS sintetizzabili in 27 mila km di fibra ottica a 400 Gbps lungo le autostrade e la dorsale adriatica, 2.700 punti di accesso alla fibra ottica e 13.600 Km di MAN (metropolitan area network) nelle principali città. A completare il quadro, la rete SD-WAN (Software Defined Wide Area Network) permette una gestione intelligente e flessibile della rete aziendale dando l’opportunità di assegnare priorità al traffico e alle applicazioni in funzione della loro importanza.

Non mancano i servizi di cyber security dedicati alle imprese, che prevedono l’affiancamento per le attività di compliance al GDPR e risk assessment, vulnerability assessment e penetration test, protezione anti-DDOS, firewall as a service e endpoint protection. Servizi che, nel loro complesso, ruotano attorno al SOC (Security Operation Center) che comprende tecnologie specifiche e personale specializzato in materia di cyber security.

Le certificazioni ANSI TIA/942 e Uptime Institute Tier IV

“La seconda caratteristica di Avalon 3 è la certificazione ai massimi livelli” prosegue Sandro Falleni. “Il data center è stato progettato per garantire protezione e sicurezza al top secondo gli standard sia ANSI TIA/942 rating 4 sia Uptime Institute Tier IV. Ciò significa che le prestazioni sono le più alte che si possono raggiungere in termini di robustezza e continuità dei servizi erogati”. ANSI, la prima sigla, sta per American National Standard Institute e identifica l’ente statunitense che definisce le linee guida nella realizzazione delle infrastrutture. TIA, invece, è l’acronimo di Telecommunication Industry Association, associazione accreditata ANSI nata con lo scopo di sviluppare standard a carattere volontario con cui identificare livelli di classificazione dei data center. Il rating 4 certifica il livello più alto di disponibilità con un fault tolerant pari al 99,995%.

Analogamente, un data center certificato TIer IV da Uptime Institute deve rispettare determinate proprietà strutturali, tra cui la presenza di diversi sistemi indipendenti e fisicamente isolati che agiscono come componenti di capacità ridondanti e percorsi di distribuzione. Nel caso di Avalon 3, il data center dispone di una capacità di 500 rack e di 3,2 MW di potenza IT, 4 generatori con ridondanza 3+1, 4 UPS con ridondanza 3+1, 4 stazioni di energia con ridondanza 3+1, nonché di sistemi di refrigerazione ottimizzati e di sensori per il rilevamento fumi abbinati allo spegnimento automatico con gas Novec. Quest’ultimo è “l’agente antincendio meno nocivo per persone e cose presente oggi sul mercato” tiene a precisare Falleni, richiamando implicitamente il terzo fattore distintivo del data center.

Sostenibilità in termini costruttivi e di efficienza energetica

La terza peculiarità, infatti, è quella che si riferisce alla sostenibilità. “Nel progetto ci si è concentrati moltissimo sulla sostenibilità ambientale dal punto di vista costruttivo, dei materiali, delle procedure di costruzione, dei processi di costruzione e dell’efficienza energetica. Avalon 3 è alimentato al 100% da energia verde e ha un indice di efficienza energetica di 1,35, che può essere migliorato fino a 1,25 con l’utilizzo dell’acqua nel sottosuolo” dice ancora il Direttore Tecnologie e Sistemi di IRIDEOS.

L’indice di efficienza energetica o PUE (Power Usage Effectiveness) rappresenta l’indicatore con cui viene misurato quanto è efficiente un data center nell’usare l’energia elettrica che lo alimenta. Secondo il report annuale dell’Uptime Institute la media globale del PUE registrata nel 2022 è stata pari a 1,55. Il che colloca Avalon 3 tra i data center più “virtuosi” anche nel confronto internazionale, tanto più che, come ricorda lo stesso Uptime Institute, al momento non esistono normative nazionali che costringano gli operatori ad adottare pratiche rigorose in materia, ma solo la loro sensibilità nel voler contribuire a portare benifici all’ecosistema e alla comunità che circonda l’infrastruttura.

Anche la certificazione Gold all’interno del LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) Core & Shell ottenuta dall’edificio che ospita il data center è un’attestazione di questa sensibilità. In sostanza, si tratta di un riconoscimento inequivocabile dei requisiti green sia in termini di consumo di energia e di acqua, sia dei materiali e dei processi di costruzione impiegati. Ed è la prova che la tecnologia di ultima generazione può andare d’accordo con il rispetto dell’ambiente.

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Redazione

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