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Ibm, i nuovi sistemi high-end in Italia: riflettori su PureData e zEC12

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Ibm, i nuovi sistemi high-end in Italia: riflettori su PureData e zEC12

Presentati anche nel nostro Paese gli annunci delle ultime settimane, tra cui spiccano il terzo componente dell’offerta PureSystems, mirato all’analisi di grandi volumi di dati, e il mainframe erede dello z196.

21 Nov 2012

di Daniele Lazzarin

MILANO – Ibm ha presentato anche in Italia la recente ondata di annunci nei sistemi high-end. “Abbiamo rivisto tutte le principali linee in quest’ambito, con due comuni denominatori: la sempre più stretta integrazione tra hardware e software Ibm, e il focus sui tre pilastri della strategia Ibm Smart Computing: cloud, gestione dei dati e sicurezza”, spiega Enrico Cereda, vice president Systems & Technology Group di Ibm Italia. La rassegna di novità comprende tra l’altro anche i Power Systems 770 e 780, con il nuovo processore Power7+, e il System Storage DS8870, ma la presentazione alla stampa italiana si è concentrata su PureData e sul nuovo mainframe zEC12.

Enrico Cereda, vice president Systems & Technology Group di Ibm Italia

PureData è un sistema preconfigurato per la gestione e analisi di grandi volumi di dati mirata a specifici utilizzi di business. È il terzo componente della linea di sistemi esperti integrati midrange PureSystems (di cui abbiamo ampiamente parlato nelle scorse uscite), dopo PureFlex, basato su preconfigurazioni di hardware e system management, e PureApplication, che aggiunge uno strato di middleware Ibm. Il parallelo più immediato degli analisti è con Oracle Exadata, la cui nuova versione X3 è uscita sempre in ottobre. PureData è disponibile in tre modelli, ottimizzati per altrettanti tipi di workload. Nel dettaglio, PureData System for Transactions è indicato per applicazioni di transaction processing, per esempio di e-commerce. Dato che Ibm non ha applicazioni transazionali, ha stretto accordi con oltre 200 Isv terze parti, tra cui Sap e Infor. PureData System for Analytics invece è l’evoluzione della linea di appliance Netezza: la tipica applicazione, spiega Ibm, è l’analisi dei dati dei clienti per ricavarne rapidamente promozioni mirate al cross-selling o alla riduzione del churn (tasso d’abbandono). Infine PureData System for Operational Analytics è per esigenze miste di parallelizzazione massiva ed elaborazione in tempo reale, per esempio per rilevare frodi nell’uso di carte di credito o tracciare le variazioni di domanda nei settori utility. In Italia, spiega Cereda, la linea PureSystems ha per ora due grandi clienti e diversi altri più piccoli. “È promossa da un team Ibm di 8 persone che supportano 40 partner, di cui 30 già certificati PureSystems”. Tra questi ci sono Ricca, Posdata, BinHexS (che hanno acquisito sistemi PureFlex per erogare servizi cloud), Computer Gross (primo cliente PureFlex europeo), Techdata, e V-Valley, che ha un demo center itinerante a bordo di un Tir con un PureFlex.

Passando al mainframe zEC12, Ibm ne sottolinea l’alto livello di sicurezza (anche grazie al nuovo co-processore crittografico Crypto Express4S), la particolare predisposizione per operational analytics e cloud computing e i miglioramenti prestazionali rispetto al predecessore z196: fino al 45% per workload Java, fino al 30% per workload Sap, fino al 27% per applicazioni compute-intensive e floating-point C o C++. Quanto al software, tra le innovazioni in zEC12 ci sono zAware, tecnologia di autoanalisi che individua comportamenti anomali e ne minimizza l’impatto, e Flash Express, che gestisce i picchi di carico di applicazioni con grandi basi dati. “Inoltre zEC12, abbinato a Ibm Db2 Analytics Accelerator (Idaa), permette analisi di dati operazionali direttamente su mainframe senza doverli estrarre: una soluzione già adottata da due banche italiane”, spiega Cereda.

Il nuovo zEC12 rappresenta già il 5% dell’installato mainframe Ibm in Italia, dove le organizzazioni con macchine z sono circa 125: “Il numero di mainframe è in calo perchè il rapporto Mips/macchina continua a salire, ma nell’ultimo anno abbiamo conquistato sei nuovi clienti: nessuna è una banca e nessuna aveva un mainframe”, conclude Cereda.

Daniele Lazzarin

Giornalista

Ingegnere gestionale (Politecnico di Milano) e giornalista professionista dal 1999. Scrivo di progetti di digitalizzazione nelle aziende e business application.

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