Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Hyper Converged Infrastructure: come usarle in modo ottimale

pittogramma Zerouno

TechTarget Technology HowTo

Hyper Converged Infrastructure: come usarle in modo ottimale

18 Lug 2017

di Riccardo Cervelli - Fonte TechTarget

Come ottimizzare la gestione dei carichi di lavoro nelle infrastrutture iperconvergenti? Non tutte le applicazioni necessitano con la stessa priorità di una workload optimization dei sistemi sui quali girano. Meglio iniziare l’assessment con la configurazione delle soluzioni Robo (Remote Office/Branch Office) e VDI (Virtual Desktop Infrastructure)

L’implementazione di sistemi iperconvergenti è sempre più nei piani di evoluzione dell’IT delle aziende. Molti utenti sono attratti da queste appliance che integrano computing, storage e networking in un singolo box per la semplicità di installazione e gestione che consentono. Ma le hyper-converged infrastructure (HCI) non sono una soluzione semplice per tutto e in particolare possono risultare difficili da integrare e condividere in ambienti virtualizzati e cloud. Meglio quindi scegliere i workload per i quali questi sistemi esprimono il massimo delle loro potenzialità e iniziare la workload optimization dei sistemi iperconvergenti per questi. Tra gli ambienti ai quali le HCI offrono i maggiori vantaggi, in questo momento spiccano le Virtual Desktop Infrastructure (VDI) e le infrastrutture e i servizi applicativi Remote Office/Branch Office (RoBo).

VDI e Robo nel mirino dei sistemi iperconvergenti

Una VDI richiede una piattaforma in grado di gestire molti file immagine di grandi dimensioni e picchi di connettività (networking), garantendo al contempo una end-user experience ottimale. Una HCI riesce a garantire requisiti di questo tipo perché è concepita per non soccombere ad elevate quantità di login in contemporanea e per minimizzare la latenza tra le risorse di computing e storage attraverso le connessioni di networking interna. Questo significa che è necessario concentrarsi su eventuali problemi di latenza fra i sistemi e gli end-user.

Se non ci sono eccessivi workload applicativi in gioco, gli ambienti RoBo sono fra quelli che possono più facilmente beneficiare dell’implementazione di una HCI. E questo anche per il fatto che, essendo contenute in un singolo box, è sufficiente che il vendor le spedisca all’indirizzo di destinazione, che qualcuno le connetta alla rete e all’alimentazione, e che un amministratore IT (anche generalista, cioè non esperto specificatamente di server o networking o storage), le attivi e le monitori da remoto. Anche da un punto di vista della strategia applicativa (oggi è più attuale parlare di Virtual Machine Strategy), va ricordato che è molto più semplice implementare VM in una piattaforma dove tutte le risorse infrastrutturali si trovano in un’unica appliance, piuttosto che su un mix di componenti separati, che gli amministratori IT devono connettere e configurare individualmente tramite script manuali o tool di configuration management.

HCI, scelta migliore per workload specifici 

Tuttavia, anche le tecnologie iperconvergenti, così come qualunque infrastruttura It, possono entrare in crisi se vi si installano troppi workload disparati. La ragione sta nel fatto che non è semplice ottimizzare un sistema “ingegnerizzato” per supportare una troppo elevata varietà di carichi di lavoro. Se i maggiori problemi non sorgono subito, possono emergere a fronte di un imprevisto aumento di richieste alle risorse. A dispetto di quanto viene pubblicizzato, non tutti i sistemi HCI sono in grado di scalare bene in modo orizzontale (scale out). Di conseguenza, se ci si trova in una situazione in cui c’è carenza di risorse storage o di compute, potrebbe non essere fattibile acquistare solo altro storage o solo altro compute, ma ci si potrebbe trovare costretti a comprare una nuova appliance.

Considerate le possibili limitazioni di scalabilità e di supporto a workload disparati; si consiglia di preferire l’uso delle HCI come piattaforme dedicate a specifici workload piuttosto che come mattoni fondamentali per la costruzioni di infrastrutture cloud (che farebbe crescere anche il rischio di vendor lock-in).

Infine va anche sottolineato che le applicazioni di online transaction processing (Oltp) e Big Data non rientrano fra quelle che possono maggiormente beneficiare dei vantaggi offerti dalle HCI. Va ricordato, comunque, che esistono tecnologie iperconvergenti pensate specificamente per i Big Data – come IBM Pure Data o Oracle Big Data Appliance – ma sono ottimizzate al massimo per questo tipo di workload e difficilmente vengono acquistate per altri. In ultima analisi, le HCI rappresentano un’opzione interessante per i team IT che mirano ad acquistare e fornire rapidamente piattaforme per specifici tipi di workload, non vanno considerate una risposta per tutto.

Riccardo Cervelli - Fonte TechTarget

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things

Articolo 1 di 4