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Evoluzione dei sistemi IT: perché scegliere un sistema iperconvergente

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Evoluzione dei sistemi IT: perché scegliere un sistema iperconvergente

Dalla maggiore efficienza operativa alla possibilità di accedere a servizi gestiti in grado di garantire la Business Continuity. Ecco le ragioni per cui, oggi, i referenti CIO e CTO hanno tutto l’interesse a puntare sull’Iperconvergenza per potenziare l’IT governance.

28 Feb 2020

di Domenico Aliperto

I referenti CIO e i CTO lo sanno bene: gestire l’evoluzione dei sistemi IT aziendali vuol dire indirizzare e orchestrare una trasformazione continua che di lineare non ha più nulla. Applicazioni, architetture e infrastrutture sono ormai coinvolte in processi evolutivi che procedono a balzi, seguendo il ritmo delle tecnologie esponenziali.

Il Cloud Computing ha cambiato per sempre le carte in tavola e il classico approccio addizionale all’IT (attraverso cui hardware e software vengono stratificati e adattati con altri, man mano che crescono le esigenze dell’organizzazione) sta diventando inadeguato oltre che obsoleto.

Dal tema della sicurezza a quello dell’integrazione del parco applicativo nei cosiddetti digital workplace, passando per la stessa gestione delle risorse a cavallo di servizi in cloud e installazioni on-premises; le imprese oggi non possono più permettersi un ecosistema strutturato come un patchwork: continuando infatti ad accumulare programmi, sovrapponendo layer non nativamente progettati per funzionare all’unisono, aumentano i rischi sul fronte della Cyber Security e, in generale, cresce la complessità dell’IT governance. Il tutto, nella stragrande maggioranza dei casi, impatta anche in modo consistente sui risultati di business e sul conto economico, ma non solo.

Un’eccessiva sofisticatezza dell’Information Technology porta l’azienda ad un’inevitabile scelta di campo rispetto agli investimenti: le risorse vanno allocate per mantenere elevata l’efficienza di architetture fisiologicamente sempre meno performanti oppure possono essere utilizzate per sostenere l’innovazione di business e di processo? Chi preferisce la seconda opzione sa che deve puntare sui sistemi iperconvergenti.

Le caratteristiche di un sistema iperconvergente

Cominciamo col definire cos’è, oggi, un sistema iperconvergente. Facendo leva sulle tecniche di virtualizzazione ed esternalizzazione delle operazioni IT rese possibili dal cloud computing, l’Iperconvergenza (o Hyperconvergence) consente di traslare interi ambienti digitali – a cavallo di infrastrutture, hardware, sistemi operativi e applicativi – su architetture software capaci di far confluire in un’unica soluzione e su un unico pannello di controllo, risorse di calcolo, di networking e di storage. Si viene a creare così una piattaforma omogenea ma polivalente, modulare ed estremamente flessibile, ma soprattutto semplice da monitorare e controllare.

Merito del middleware posto a mediazione delle varie risorse virtualizzate, il quale mette in comunicazione, gestisce e ottimizza tutti i flussi dell’ecosistema venutosi così a creare. Ed è sempre il software che permette di standardizzare la user experience dando vita a interfacce intuitive, ad hoc, realizzate con funzionalità specifiche per andare incontro alle esigenze degli amministratori e degli utenti: in questo modo diventa possibile, per esempio, spostare carichi di lavoro da una macchina virtuale all’altra con una semplice azione di drag & drop; agendo su una dashboard che, grazie alla logica as-a-service, è ottimizzata per funzionare a pieno regime e senza soluzione di continuità su desktop come su qualsiasi dispositivo mobile.

L’altra caratteristica fondamentale è la scalabilità. Nel momento in cui occorrono più risorse – in termini di capacità computazionale o di memorizzazione – è sufficiente aggiungere alla struttura core un nuovo nodo (on-premises o in cloud), estendendo le stesse policy e le stesse regole di distribuzione applicate al resto dell’architettura IT oppure, nel caso di destinazioni d’uso specifiche, creandone di peculiari. Allo stesso modo il parco applicativo può essere ampliato o integrato con estrema semplicità ottimizzando lo spazio a disposizione, senza il rischio di incorrere in problemi di compatibilità e comunicazione tra un software e l’altro.

Sfruttare il cloud per massimizzare i benefici dell’iperconvergenza

Ma il vero grande vantaggio dei sistemi iperconvergenti sta nella possibilità, per le aziende che li scelgono, di farsi supportare nella loro gestione da provider specializzati.

Una nuova logica collaborativa che, espressa al suo massimo potenziale, consente ai dipartimenti IT di esternalizzare in toto la governance, affidandola in outsourcing al partner, liberando risorse (umane e finanziarie) da devolvere a progetti innovativi.

Quando si parla di Iperconvergenza, i servizi gestiti da remoto (o Managed Services) offrono infatti una serie di benefici che vanno dall’abbattimento dei costi energetici e di manutenzione del parco macchine all’efficienza sul piano delle operazioni di installazione, distribuzione e ripristino delle varie componenti del sistema.

Senza naturalmente dimenticare Cyber Security e Disaster Recovery, i quali rappresentano due facce della stessa medaglia: quella della Business Continuity. Così come accade per i sistemi operativi e le applicazioni generiche, infatti, le soluzioni di Data Protection vengono aggiornate costantemente con upgrade e patch che consentono agli amministratori e agli utenti di disporre di un ambiente e di strumenti informatici sempre allo stato dell’arte sotto il profilo della sicurezza. L’Iperconvergenza rappresenta anche la strategia migliore per garantire completa ridondanza delle operazioni e assicurare, in caso di interruzioni, disservizi e altri imprevisti, il rapido ripristino dei workflow con la minore perdita di dati possibile.

Tutte facoltà che si traducono in una sola parola: risparmio. Questo vale sia nell’ordinaria amministrazione, sia quando si tratta di far fronte a picchi di lavoro preventivati o a situazioni di emergenza e criticità meno evidenti nella mappa dei rischi IT.

I sistemi iperconvergenti sono, in effetti, la risposta più concreta a due dei fenomeni che da anni stanno contribuendo a cambiare il volto dell’Information Technology: da una parte i sistemi necessitano sempre più risorse per sostenere la trasformazione digitale del business; dall’altra, sull’onda del cloud e della sempre più ampia familiarità degli utenti con il mondo digitale, l’IT è diventata una vera e propria commodity.

L’Iperconvergenza, specialmente se associata ai Managed Services, rappresenta il perfetto punto di incontro tra la possibilità di poter contare su performance di livello e la necessità di abbattere gradualmente la spesa operativa.

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Domenico Aliperto

Nato ad Aversa nell'ormai lontano 1980, Domenico Aliperto gravita intorno a Milano, dove si è laureato in Relazioni Pubbliche all’università IULM e dove segue da giornalista e copy writer i temi dell’economia digitale e dell’innovazione tecnologica. Viaggia, scrive e all'occorrenza fotografa per portali di informazione specializzati come CorCom, Digital4 e Pagamentidigitali.it. Ha collaborato con ItaliaOggi e Milano Finanza e con i magazine Capital, Business People e Bell’Italia. Nel 2017 ha pubblicato il romanzo "Non conquistammo che sabbia".

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