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Emc: le inevitabili “ridefinizioni” della rivoluzione digitale

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Emc: le inevitabili “ridefinizioni” della rivoluzione digitale

06 Feb 2015

di Nicoletta Boldrini

Anche nella tappa italiana del Forum Emc dedicato a clienti e partner si è analizzato il concetto strategico “redefine”, legato all’innovazione digitale di impresa. ‘Tecnologia e innovazione guidano il business della nuova era’, è il messaggio di fondo accompagnato da una focalizzazione sugli aspetti di multicanalità ed esperienza utente quali driver per ridefinire i business model, ma anche elementi dirompenti per un cambiamento di cultura e skill.

MILANO – Lo stiamo dicendo da tempo ormai, gli scenari di mercato stanno radicalmente cambiando per via di una serie di ‘effetti a catena’ che, partendo da globalizzazione e consumerizzazione, hanno nel corso degli ultimi anni innalzato le aspettative degli utenti/consumatori al punto da impattare in maniera dirompente sui modelli di business e la capacità di time e go-to-market delle aziende.

Marco Fanizzi – Amministratore Delegato e Direttore Generale, Emc Italia

Lo ricorda anche Marco Fanizzi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Emc Italia sul palco milanese del recente Emc Forum 2014, l’evento dedicato a clienti e partner italiani, commentando insieme a Jacques Boschung, vice president Europe West della multinazionale i risultati di un’indagine condotta dalla stessa Emc su oltre 630 decision maker italiani: “secondo le nostre indagini, il 62% delle aziende italiane ritiene che la propria crescita dipenda ormai inesorabilmente dalla leva tecnologica; nel 50% dei casi ci si affida all’It per trovare nuovi clienti”, commenta Fanizzi. “Entrando nel dettaglio, i motivi che spingono le imprese ad ‘affidarsi’ alla tecnologia vanno dall’aumento di efficienza (48%) alla creazione di nuovi prodotti e servizi (41%) passando per un miglior controllo e governo della customer experience (33%)”.

Architetti di App customer centric

“L’analisi evidenzia infatti come i progetti cloud, mobile e Big data oggi in corso nelle aziende siano guidati da esigenze di agilità e velocità di business dove aspetti quali la multicanalità e la focalizzazione sull’intero ecosistema degli utenti diventano prioritari”, gli fa eco Boschung secondo il quale tale ‘ridefinizione’ genera una serie di impatti critici sulle competenze It e la cultura aziendale.

Temi sui quali Adrian McDonald, President Emea di Emc ‘spende’ qualche parola in più analizzando come il concetto di ‘Redefine’ non debba però tramutarsi in una sorta di “paranoia del cambiamento”, trappola nella quale, secondo lui, “alcune aziende rischiano di cadere nel tentativo di rincorrere e trarre beneficio dalla trasformazione in atto dell’industria di mercato all’interno della quale operano, perché è di fatto innegabile che i rapidissimi cambiamenti in corso interessano organizzazioni di tutti i tipi, dalla grande distribuzione al settore bancario, dal mondo dei trasporti al settore manifatturiero, chimico o farmaceutico…”.

McDonald, nel suo intervento, analizza uno scenario di ‘ridefinizione’ che non lascia tranquilli nemmeno i player dell’Ict: “Ci saranno sempre meno vendor, i costi caleranno e con essi i livelli di occupazione nelle aziende, soprattutto a livello di It operation. Già oggi le competenze richieste si stanno spostando verso la capacità di erogazione di servizi, con gli It executive e i Cio che devono ‘ridefinire’ se stessi e trasformarsi in ‘architetti di nuove applicazioni customer-centric’, con competenze di business, capacità di analisi e decision making e con una più efficace capacità di governance (all’interno della quale gioca un ruolo determinante la sicurezza). Sul fronte dell’information management, per esempio, si sta passando da una impostazione statica incentrata prevalentemente sul data warehousing e la reportistica delle informazioni interne verso un sistema di data processing più snello e flessibile, basato su modelli predittivi e informazioni non strutturate; se guardiamo alla sicurezza, sarà breve il passaggio da una gestione perimetrale focalizzata sulla prevenzione delle intrusioni ad un sistema basato su analytics che abilita una sicurezza ‘adaptive’ in grado di proteggere identità digitali in contesti di multicanalità e proprietà intellettuale in organizzazioni estese”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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