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Disegnare la SD-Wan per la user experience: metodologie ed esperienze

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Disegnare la SD-Wan per la user experience: metodologie ed esperienze

10 Apr 2017

di Arianna Leonardi

Al tavolo dell’Executive Dinner organizzato da ZeroUno in partnership con InfoVista, il confronto tra le aziende italiane ha messo in luce criticità e soluzioni per la gestione di reti sempre più complesse, con l’obiettivo di migliorare la Quality of Service

All’Executive Dinner “Software-defined Wan: le applicazioni disegnano il networking per una migliore user-experience”, organizzato da ZeroUno in collaborazione con InfoVista, il dibattito tra i partecipanti ha messo al centro il paradigma software-defined come chiave per reti geografiche flessibili e in grado di soddisfare la user experience.


SD-Wan per reti che si complicano

 

“La garanzia delle performance – ha dichiarato Gianluca Maiolini, Customer Solution Director, InfoVista – oggi è un imperativo, perché l’esperienza consumer, in termini di velocità di rete e delle applicazioni, supera quella aziendale. La sfida per l’IT è offrire prestazioni superiori, con l’obbligo di contenere i costi”. Maiolini ha riportato alcuni dati worldwide per tratteggiare il quadro di complessità delle reti: “L’80% delle applicazioni va su cloud (fonte: IDC) e il traffico internet diventa business critical. L’80% dei dipendenti utilizza applicazioni SaaS non aziendali (fonte: McAfee). Il 79% delle organizzazioni soffre di problemi di performance (BT). La banda è occupata al 70% da applicazioni non critiche (fonte: Orange). La matrice di traffico si complica con le soluzioni di Unified Communication, il SaaS, il proliferare dei punti di accesso e della tipologia di applicazioni – ha detto Maiolini -. L’Sd-Wan può essere la risposta a questi scenari, che permette di passare da Mpls alla rete Internet più economica e connessa direttamente al cloud”. Tra le promesse di Internet, infatti, vi è il contenimento dei costi e l’agilità del network; tra gli svantaggi la minore sicurezza e affidabilità delle connessioni. La soluzione ibrida, che sfrutta entrambi i protocolli, è vantaggiosa perché fornisce sia connettività veloce per i nuovi branch office con Internet sia sicurezza alle applicazioni business critical con Mpls.

 

Gianluca Maiolini, Customer Solution Director, InfoVista

 

“Il punto cruciale è garantire la user experience – ha proseguito Maiolini -: l’Sd-Wan (vedi box per l’offerta Application Aware Software-Defined WAN basata su Ipanema) consente di adattare dinamicamente l’utilizzo della rete, offrendo visibilità e controllo unificati su tutte le applicazioni, funzionalità di Wan Optimization e Security, orchestrazione centralizzata, così da garantire la qualità e le performance dei servizi”.

 

 L’importanza dei dati di monitoraggio

 

La possibilità di monitoraggio sui parametri di funzionamento del network è un requisito che suscita l’interesse della platea. “Abbiamo la necessità di rispondere con dati oggettivi alle ‘lamentele’ degli utenti circa presunti malfunzionamenti della rete – è intervenuto Simone Campera, Corporate Security Analyst Senior di Amplifon -. Senza dati oggettivi, non possiamo capire se si tratta di inefficienze oppure desiderata troppo pretenziosi”.

 

Simone Campera, Corporate Security Analyst Senior di Amplifon

 

“La nostra soluzione Ipanema – ha risposto Lorenzo Ruggiero, Sales & Channel Manager Italy di InfoVista – mette a disposizione tutte le metriche per capire dove risieda l’eventuale problema: sulla rete, su un preciso ambito applicativo o sull’infrastruttura It. Così è possibile individuare e motivare l’origine e la causa del ticket”. “La nostra soluzione – ha aggiunto Maiolini – offre una dashboard real-time sugli eventi e permette di instradare dinamicamente il traffico, in modo che eventuali colli di bottiglia non inficino le performance di un’applicazione, ma tutto rimanga trasparente all’utente”.

 

 Come misurare la user experience?

 

Lorenzo Ruggiero, Sales & Channel Manager Italy di InfoVista

 

“La qualità di servizio – ha sottolineato Stefano Uberti Foppa, direttore di ZeroUno – è misurabile attraverso le performance di rete e la user experience. Ma quali competenze servono all’IT per individuare e soddisfare le prestazioni attese dagli utenti?”.

 

Secondo Antonio Capone, Full Professor, DEIB e ANTlab Director, Politecnico, bisogna avere una competenza specifica sia dell’applicazione sia della configurazione della propria rete. “Il problema sollevato dagli utenti deve essere tradotto in metriche precise, cosicché avendo sotto controllo questi parametri si possono prevenire eventuali inefficienze con conseguenti lamentele. Il monitoraggio fine e centrale è il vantaggio portato dalle soluzioni SDN. Così si impara dalla propria rete e si valorizzano le competenza di chi lavora sul network. Le competenze esistono, queste soluzioni possono valorizzarle senza richiedere particolare formazione”.

 

Antonio Capone, Full Professor, DEIB e ANTlab Director, Politecnico

 

“La qualità dell’experience è estremamente soggettiva e relativa – ha ribadito Maiolini -: il confronto diretto con l’utente è il solo modo per verificarla. Stiamo sviluppando dei sistemi adattivi, che in funzione delle statistiche raccolte, possano fare una previsione della user experience percepita”.

 

“All’utente non interessa quale sia la causa dei disservizi – ha sottolineato Antonio Giustino, IS Industrial Risk Manager di Solvay Chimica Italia – vuole solo il risultato. Ma a volte la qualità del servizio è anche in stretta correlazione con una riduzione dei budget”.

 

 Reti software-defined nell’Industry 4.0

 

Antonio Giustino, IS Industrial Risk Manager di Solvay Chimica Italia

 

Giustino aggiunge una seconda riflessione sul mondo dello smart manufacturing: come si inseriscono le soluzioni software-defined nello scenario Industry 4.0, caratterizzato dalla proliferazione di protocolli e nuove applicazioni, garantendo sicurezza e affidabilità?

 

“Per raggiungere l’obiettivo di ottimizzazione e flessibilità delle reti promessa dal SDN – ha detto Maiolini – bisogna ripensare completamente l’architettura, è necessario investire. La sfida non è soltanto la complessità di gestione, ma anche la difficoltà di trovare competenze sulla Sd-Wan; i professionisti sono a caro prezzo e, delegando in esterno, si corre anche il rischio di perdere il controllo”. Come uscire dall’impasse? Per Maiolini, l’input a cambiare il sistema può partire grazie ai finanziamenti per Smart Cities e IoT che stimolano l’innovazione tecnologica di Telco e operatori di infrastrutture critiche, mentre sul piano della formazione l’incontro tra università e vendor può fare la differenza.

 

 Le multinazionali e la latenza

 

La chiusura della tavola rotonda ha affrontato poi il tema delle grandi realtà, con sedi distribuite in tutto il mondo e la difficoltà a gestire reti complesse, garantendo una user experience ottimale in sedi remote. “È possibile – ha chiesto Salvatore Lanzillotti, Network Services – HQ IT di Prysmian – che i provider consentano il controllo effettivo delle reti, permettendo ai clienti di maneggiare e orchestrare la propria infrastruttura Wan a livello worldwide? Oppure sarà possibile soltanto avere un monitoraggio del network cercando di mitigare eventuali inefficienze? Non mi aspetto che i fornitori rendano pubbliche le API degli switch, ma potremo aspettarci maggiore apertura?”.

 

Salvatore Lanzillotti, Network Services – HQ IT di Prysmian

 

“In prospettiva – ha commentato Capone – i servizi di rete dei provider esporranno maggiori possibilità di controllo e personalizzazione. Oggi la parte software-defined delle Telco è minimale, ma in crescita: inizialmente le funzionalità SDN saranno usate per i scopi interni e successivamente esposte verso i clienti. Quando? Impossibile da prevedere, perché c’è resistenza: i margini sulla gestione delle rete sono già bassi e gli operatori non sono disposti a cedere il proprio business”. “Alcune Telco stanno tentando di diversificare l’attività con servizi come la distribuzione di contenuti – ha fatto notare Maiolini – ma spesso mancano le competenze per cui diventa difficile condividere la parte di gestione con il cliente. Occorre cambiare il modello”.

 

Arrigo Guzzon, Group ICT Architect di Chiesi Farmaceutici

 

La testimonianza di Arrigo Guzzon, Group ICT Architect di Chiesi Farmaceutici, riporta l’attenzione sulle multinazionali che devono affrontare i problemi di latenza nell’erogazione di servizi su scala globale, con l’aggravante di budget ridotti. “Perché una Telco internazionale – ha chiesto – non è in grado di proporre soluzioni alternative all’Mpls tradizionale, spingendoci semplicemente verso l’acquisto di banda aggiuntiva in caso di necessità? La promozione di strumenti Sd-Wan, in grado di bilanciare Mpls e Internet, dovrebbe partire proprio dagli operatori, mentre al massimo propongono tecnologie di Wan Optimization”.

 

“L’accelerazione funziona bene quando il protocollo è sviluppato male – ha affermato Maiolini -, perché si lavora sulle inefficienze riducendo il ritardo. Ma l’approccio non è scalabile perché i vendor migliorano la tecnologia eliminando il problema. La soluzione per ridurre la latenza non risiede direttamente nella Wan: piuttosto bisogna provare a remotizzare sul branch-office il server (con soluzioni di virtualizzazione però molto costose) e sviluppare le applicazioni in modo che riducano le transazioni sulla rete geografica”.

 

“La rete – ha concluso Capone – arriva fino a un certo punto, oltre ci sono limiti invalicabili che possono essere colmati solo con una corretta progettazione applicativa”.

 

 

 InfoVista per reti geografiche Software-defined

 

Tra i cavalli di battaglia del vendor francese, Ipanema include soluzioni di Sd-Wan, ottimizzazione delle reti geografiche, visibilità e controllo sulle applicazioni

 

Con headquarter a Courtaboeuf Cedex, InfoVista è una multinazionale francese specializzata in soluzioni di orchestrazione delle performance di rete, che permettono di migliorare la qualità dei servizi applicativi. All’inizio del 2015, il vendor ha ampliato il proprio portfolio grazie all’acquisizione di Ipanema, società che propone soluzioni di application aware Sd-Wan ART 2, visibilità e controllo sulle applicazioni e ottimizzazione delle reti geografiche, con l’obiettivo di accelerare e soddisfare la user experience lungo i wide area network. Oltre a consentire il provisioning delle funzionalità di rete e il monitoraggio del network da un unico punto, permette di semplificare la gestione della sicurezza in reti ibride per le connessioni Internet dei branch office, di analizzare e risolvere le cause di inefficienza delle applicazioni, di accelerare la risposta di soluzioni SaaS.

 

Risale allo scorso febbraio, l’annuncio di EE, il principale operatore di rete mobile del Regno Unito, parte di BT Group, che ha scelto Ipanema per proteggere le performance delle sue applicazioni in store critiche.

 

La base clienti di InfoVista annovera l’80% tra i più grandi service provider di telecomunicazioni, oltre 250 operatori di rete mobile, grandi aziende distribuite in tutto il mondo del settore privato e pubblico.

 

 

 

 

Arianna Leonardi

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