Configurare un data center: meglio infrastruttura tradizionale, convergente o iperconvergente?

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Configurare un data center: meglio infrastruttura tradizionale, convergente o iperconvergente?

Cluster iperconvergente, infrastruttura convergente e server rack offrono una pluralità di vantaggi. Per i responsabili dei data center capire quale possa essere la soluzione migliore e più facile richiede una fase di valutazione e pianificazione. In questa guida gli esperti aiutano a capire

08 Set 2020

di Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Configurare un data center oggi è meno complesso che in passato. Questo perché le tecnologie sono progredite e, oltre all’approccio tradizionale, esistono sistemi più intelligenti ed evoluti. I criteri di scelta tra un’infrastruttura hardware e software tradizionale e le opzioni legate all’adozione di architetture virtuali, convergenti o iperconvergenti dipende dai requisiti specifici dell’architettura opzionata. A volte una piattaforma di virtualizzazione è l’unica soluzione possibile per un’organizzazione mentre in altri casi è sufficiente una piattaforma più generica.

Configurare un data center scegliendo la virtualizzazione

Se la piattaforma di virtualizzazione richiede un’attività di personalizzazione per adattarsi alle necessità aziendali è molto probabile che l’IT voglia scegliere ogni singola componente. Quando le specifiche della piattaforma di virtualizzazione non sono fattori di differenziazione del business, generalmente i vendor propongono un servizio di selezione dei componenti predefinito. Configurare il data center diventa così relativamente semplice dal punto di vista dell’operatività, anche se nel tempo la gestione sarà estremamente time-consuming.

Che si tratti di un cluster di server tradizionale, di un rack associato a un’infrastruttura convergente o di alcuni nodi infrastrutturali iperconvergenti, esistono diverse opzioni per soddisfare le esigenze di virtualizzazione del data center. In questo articolo si mettono a confronto infrastruttura tradizionale, convergente e HCI.

Architettura di server tradizionale

Per configurare un data center adottando un’infrastruttura tradizionale, l’opzione migliore per ogni categoria di soluzione è quella di effettuare la selezione e l’acquisto in modo indipendente. Le categorie, che includono server, array di archiviazione e reti, impongono decisioni specifiche sulle singole schede adattatrici e persino sui cavi.

La dinamica di approvvigionamento prevede che, per ogni anno fiscale, si proceda ad acquistare una categoria diversa in modo da distribuire il costo di sostituzione dell’intera infrastruttura su 3-5 anni. Un anno viene acquistato e installato un nuovo set di server, l’anno dopo un nuovo array di archiviazione e quello dopo ancora una nuova rete di data center. Con questo modello, sono i responsabili dei data center a selezionare la giusta combinazione dei componenti assicurandosi che tutte le parti lavorino insieme.

L’infrastruttura tradizionale offre la massima libertà all’IT ma l’onere di gestione (operatività e risoluzione dei problemi) è interamente a carico del team preposto all’implementazione, al controllo e alla manutenzione. Se tutto funziona, non c’è problema. Ma, come sottolineano gli esperti, può succedere che l’aggiornamento dell’hypervisor in un ambiente esistente possano causare delle criticità. Un esempio? Che i driver della scheda di rete aggiornati causino incompatibilità tra le schede di rete in uscita e il file system di rete esistente. Configurare il data center in modo tradizionale significa che la risoluzione del problema ricade sul team IT, in quanto non solo unico responsabile di aver scelto ogni componente ma anche responsabile dell’aggiornamento alla nuova versione dell’hypervisor.

Infrastruttura convergente

L’infrastruttura convergente (Converged Infrastructure o CI) è un modello di acquisto e manutenzione in cui una raccolta di componenti viene acquistata da un fornitore come sistema completo. L’offerta include ogni singolo server, scheda di rete o cavo, persino quelli di alimentazione.

Le parti sono le stesse parti che potrebbero essere acquistate scegliendo un’infrastruttura tradizionale a supporto del data center, ma è il fornitore a convalidare che tutti i componenti hardware e software funzioneranno correttamente insieme. Il prodotto CI, infatti, viene venduto alla stregua di un singolo articolo, anche se è una suite di componenti. Per configurare un data center, di solito l’unica opzione è la dimensione dell’infrastruttura da cui varie opzioni fisse: piccole, medie e grandi dimensioni.

A presidiare e gestire gli aggiornamenti di un ambiente convergente distribuito è il fornitore che convalida le versioni specifiche di driver, firmware e hypervisor. Di fatto, l’infrastruttura convergente di solito richiede un coinvolgimento costante del fornitore nel mantenere operativa l’infrastruttura implementata. Avere il fornitore che offre servizi coerenti, supportando tutti i data center che un’azienda può aver distribuito anche in tutto il mondo permette alle aziende multinazionali di mantenere un team IT più snello. Tuttavia, bisogna tenere in contro che ogni modifica, essendo completata dal venditore, è un’attività a pagamento.

Configurare un data center 1

Infrastruttura iperconvergente

L’infrastruttura iperconvergente (Hyper converged Infrastructure – HCI) ha l’obiettivo di rendere l’infrastruttura il più invisibile possibile. La consueta architettura HCI è quella di utilizzare l’archiviazione locale nei server fisici per formare un cluster di archiviazione scalabile per le macchine virtuali. Sono gli stessi server fisici che eseguono un hypervisor e formano un cluster di calcolo scalabile per le macchine virtuali. Alcune piattaforme abilitano server di solo calcolo o solo di archiviazione che contribuiscono a un solo cluster.

La maggior parte dei prodotti HCI fornisce sia i server che lo storage; i clienti devono pensare alle apparecchiature di rete. I prodotti HCI semplificano e automatizzano anche i processi di aggiornamento, in genere consentendo ai clienti di gestire i propri aggiornamenti con una semplice interfaccia Web. I responsabili IT che per configurare il data center preferiscono l’HCI non vogliono perdere tempo a gestire la propria infrastruttura di virtualizzazione, puntando a focalizzarsi piuttosto a gestire le VM e applicazioni.

Configurare il data center: meglio un approccio tradizionale, convergente o iperconvergente?

  • Le infrastrutture tradizionali offrono la massima flessibilità e richiedono tempo e risorse per risolvere la progettazione, l’implementazione e l’operatività. Una serie di requisiti ad hoc porterà alla necessità di procedere in modo puntuale alla personalizzazione dell’infrastruttura.
  • L’infrastruttura convergente offre una varietà di configurazioni fisse scaricando la complessità sul fornitore CI. Quando un’azienda deve configurare il data center su larga scala la manutenzione in outsourcing di un sistema CI diventa un semplificatore per la governance dell’IT.

L’infrastruttura iperconvergente nasconde la complessità, fornendo un’infrastruttura che consente di gestire facilmente potenza computazionale, archiviazione, networking e persino l’alimentazione. Se per configurare il data center l’infrastruttura non ci sono requisiti particolari, l’HCI garantisce massime prestazioni e minima manutenzione.

Vantaggi di un’infrastruttura iperconvergente

  • Distribuzione semplice – La maggior parte delle piattaforme HCI dall’imballo di consegna al rilascio della soluzione, ci vuole meno di una mattinata per usufruire dell’infrastruttura.
  • Operazioni semplici – Le attività operative sono focalizzate sulle VM piuttosto che sull’infrastruttura. Il livello di programmazione consente di risolvere prestazioni e protezione dei dati come semplici criteri applicati alla VM.
  • Crescita semplice – L’HCI cresce con un modello scalabile in cui vengono aggiunti nuovi server fisici per aumentare la capacità del cluster HCI. A livello di configurazione del data center, la maggior parte delle soluzioni HCI triangola capacità di archiviazione, prestazioni e server. Questo significa che la capacità di archiviazione e le prestazioni aumentano quando aumenta la capacità di calcolo della VM.
  • Basso costo di ingresso – La maggior parte delle piattaforme HCI per iniziare richiede solo tre server fisici. Rispetto alle performance ottenute, i costi sono molto più contenuti rispetto anche alla più piccola distribuzione di un’infrastruttura convergente.

Svantaggi dell’infrastruttura HCI

  • Opzioni semplici – Molti server HCI hanno una capacità limitata per le schede di espansione, quindi la necessità di GPU per VDI o apprendimento automatico potrebbe limitare le opzioni HCI.
  • Server di piccole dimensioni – Le piattaforme HCI di solito utilizzano server a doppio socket. Se si hanno requisiti al di fuori dal dimensionamento standard potrebbero essere necessari server più grandi.
  • Solo virtualizzazione – Spesso l’archiviazione HCI è disponibile solo all’interno della piattaforma HCI. Se alla configurazione del data center sono richiesti requisiti per un’archiviazione condivisa collegata ai server fisici, potrebbe essere necessario un array di archiviazione esterno all’infrastruttura iperconvergente.
  • Ridimensionamento limitato – Le piattaforme HCI replicano l’archiviazione tra i server per garantire un’elevata disponibilità. Questa replica può essere limitata dalla larghezza di banda della rete che porta a prestazioni di archiviazione inferiori a quanto previsto in presenza di cluster di grandi dimensioni. Molte piattaforme HCI prevedono un dimensionamento dei cluster inferiore alle dimensioni massime dei cluster supportate dall’hypervisor.
  • Cicli di bilancio – Anziché acquistare in anticipo tre anni di capacità, man mano che il carico di lavoro aumenta l’HCI è convieniente quando si acquistano nuovi nodi HCI. La maggior parte delle organizzazioni aziendali ha cicli di budget che prevedono una spesa fissa ogni anno e potrebbero non adattarsi bene ai modelli di crescita di HCI.

Scegli il server migliore per la tua azienda

Nella configurazione del data center, quando si sta scegliendo una piattaforma di virtualizzazione è importante capire se si hanno dei requisiti speciali ma anche quanto si vuole impegnare risorse e tempo nel gestire la piattaforma. È importante valutare le opzioni HCI che richiedono la minima attenzione nel tempo. Se non si riescono a soddisfare i requisiti aziendali con l’iperconvergenza, va considerata l’infrastruttura convergente per valutare se questo approccio si adatta meglio all’infrastruttura aziendale.

Quando invece si considera di utilizzare un’infrastruttura tradizionale, è bene considerare le architetture di riferimento del fornitore come base e modificare il design in base alle esigenze. La scelta di ogni componente dovrebbe essere presa in considerazione solo nei casi in cui i requisiti sono atipici e la progettazione della piattaforma di virtualizzazione rappresenta un valore aziendale distintivo.

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Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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