Infrastrutture

Cloud e AI spingono gli investimenti in data center



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La spesa in conto capitale è aumentata del 59% su base annua. Parallelamente cresce la domanda di server e dei sistemi a raffreddamento liquido. Al via l’iniziativa Meta Compute per la realizzazione di infrastrutture su scala gigawatt

Pubblicato il 14 gen 2026



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Il mercato dei data center sta attraversando una fase di espansione senza precedenti. Secondo il Data Center IT Capex Quarterly Report di Dell’Oro Group, la spesa in conto capitale (capex) per i data center è aumentata del 59% su base annua, segnando l’ottavo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra.

Investimenti cloud e AI: la spinta che guida la crescita

Gli investimenti nei data center sono oggi trainati principalmente dalla diffusione del cloud computing e dall’adozione accelerata delle tecnologie di intelligenza artificiale. I provider di servizi cloud e le grandi piattaforme tecnologiche stanno ampliando la capacità di calcolo per sostenere carichi di lavoro legati all’AI, dalla modellazione avanzata dei dati fino all’erogazione di servizi intelligenti su larga scala. Il fenomeno riflette un’evoluzione del mercato: adeguare l’intera infrastruttura a nuove esigenze di potenza di calcolo, resilienza e scalabilità.

La domanda di server e il ruolo degli hyperscaler

La crescita dei data center si traduce direttamente in un aumento della domanda di server, spinta da requisiti di calcolo sempre più elevati. In quest’ambito convivono due famiglie distinte di macchine:

  • Server “general purpose”, utilizzati per servizi cloud tradizionali, archiviazione dati e infrastrutture core.
  • Server ad alte prestazioni e acceleratori AI, dotati di GPU, TPU, indispensabili per il training e l’inferenza di modelli di intelligenza artificiale.

Dell ha guidato i produttori di server per fatturato, seguita da Hpe e Lenovo, guadagnando quote di mercato grazie alle forti spedizioni di Nvidia Blackwell e a un portafoglio x86 rinnovato.

Un elemento chiave della crescita infrastrutturale è il ruolo dei hyperscaler. Amazon Web Services, Microsoft, Google e Meta continuano a guidare gli investimenti nei data center, ampliando i propri centri di calcolo per sostenere carichi di lavoro AI intensivi e scalabili.

Anche Oracle sarebbe sulla buona strada per raddoppiare quest’anno la spesa in conto capitale per i data center, sostenuta dall’espansione della capacità legata al progetto Stargate.

L’iniziativa Meta Compute: data center su scala gigawatt

Una delle novità più recenti nel panorama delle infrastrutture AI-oriented è l’iniziativa Meta Compute di Meta. Lanciata nei primi giorni del 2026, questa iniziativa è progettata per costruire capacità di calcolo su scala gigawatt, ovvero infrastrutture data center in grado di sostenere un’intensa domanda di energia elettrica e potenza di calcolo per le tecnologie AI di nuova generazione.

Meta ha indicato questa espansione come un elemento centrale della propria strategia per rafforzare il vantaggio competitivo nello sviluppo e nell’addestramento dei modelli AI, integrando hardware e ottimizzazione software. Il progetto avrà impatti diretti sulla gestione dei consumi energetici e sull’approvvigionamento di risorse nei mercati in cui l’azienda opera.

Crescita dei sistemi a raffreddamento liquido

L’evoluzione delle architetture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale sta rendendo il raffreddamento a liquido una componente strutturale dei data center di nuova generazione. Il progressivo ampliamento del panorama degli acceleratori – che include GPU sempre più potenti e ASIC progettati su misura – sta portando a un aumento significativo dei consumi energetici.

Secondo le stime di Dell’Oro Group, il thermal design power (TDP) delle GPU di fascia più avanzata è destinato a superare i 4.000 watt entro il 2029, un livello che rende il raffreddamento ad aria sempre meno praticabile per molte configurazioni AI-centriche. Questo spinge un mercato che dovrebbe toccare i 7 miliardi di dollari a livello globale entro il 2029 (contro i 3 miliardi del 2025).

Le soluzioni di direct liquid cooling a singola fase rappresentano oggi la quota prevalente della capacità installata e rappresenteranno il riferimento di mercato nel breve periodo. La loro diffusione è legata alla maturità tecnologica e alla relativa semplicità di integrazione con le architetture esistenti. Questa posizione di leadership, tuttavia, dipenderà in larga misura dai progressi attesi nella progettazione dei cold plate, chiamati a gestire carichi termici sempre più elevati generati dai chip di nuova generazione.

Parallelamente, il raffreddamento a liquido diretto a due fasi è destinato a crescere in modo più graduale. L’adozione su larga scala è attesa quando il TDP e il flusso termico supereranno i limiti operativi delle soluzioni a singola fase. Fino ad allora, queste tecnologie resteranno prevalentemente confinate a progetti pilota o a data center progettati specificamente per carichi AI estremi.

Anche il panorama competitivo del raffreddamento liquido è in rapida evoluzione. Secondo Dell’oro Group, Vertiv mantiene una posizione di leadership nel mercato, mentre player consolidati come CoolIT, nVent e Boyd continuano a detenere quote rilevanti grazie a portafogli tecnologici maturi. Allo stesso tempo, la crescita accelerata di attori come Aaon mostra come partnership strette con gli hyperscaler e la capacità di fornire soluzioni altamente personalizzate possano tradursi rapidamente in guadagni di quota di mercato.

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