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STF 2014: Agile e mobile, le nuove frontiere della certificazione

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STF 2014: Agile e mobile, le nuove frontiere della certificazione

11 Giu 2014

di Nicoletta Boldrini

Cresce in Italia il numero delle certificazioni dei professionisti che operano sul fronte del testing e dello sviluppo software. La metodologia Agile entra a pieno titolo nelle certificazioni delle competenze con nuovi percorsi sia nello schema mondiale Istqb sia in quello Reqb per la gestione dei requisiti. Importante novità anche la verticalizzazione nell’ambito dello sviluppo e testing di applicazioni mobili.

Partito in Italia nel 2007, il programma di certificazione delle competenze nell’ambito del testing e dello sviluppo software, delineato a livello mondiale dallo schema di Istqb (International Software Testing Qualifications Board), è oggi ‘a pieno regime’ e ha superato le 1200 certificazioni rilasciate [dato aggiornato a marzo 2014 – ndr]. “Il riscontro ottenuto in questi anni dal board italiano (Ita-Stqb) dimostra l’efficacia dello schema di certificazione delle professionalità sviluppato a livello mondiale – commenta Gualtiero Bazzana, Presidente di Ita-Stqb -. Dopo i primi anni che hanno visto principalmente la partecipazione a questi programmi di professionisti che operano nei segmenti Telco, Automotive e ambienti Safety Critical, oggi possiamo dire che l’interesse si sta estendendo a tutti i settori industriali, compresi Banking, Insurance e Pubblica Amministrazione”.

Gualtiero Bazzana, Presidente di Ita-Stqb

E proprio rispetto a quest’ultima realtà, Bazzana ci tiene a sottolineare “il prezioso operato di Poste Italiane che sta contribuendo a diffondere la cultura e l’importanza della certificazione dei professionisti di software testing inserendola come pre-requisito fondamentale nei bandi di gara pubblici, invitando e ‘stimolando’ altre realtà pubbliche a fare altrettanto”.
A testimonianza concreta della crescita di interesse, nel nostro paese, di queste tematiche da parte dei professionisti, il continuo e progressivo ampliamento dei percorsi di certificazione: “Nel 2013 è stato inserito il modulo Technical Test Analyst, che rappresentava l’ultimo ‘tassello’ mancante, in Italia, per le certificazioni di livello Advanced [gli altri due moduli sono Test Manager e Test Analyst, mentre il primo livello di certificazione, lo ricordiamo, si chiama Foundation – ndr]”, spiega Bazzana, che precisa: “Il 2014 rappresenta un anno importante per l’estensione delle certificazioni al mondo Agile”.


Agile entra nelle certificazioni Istqb e Reqb
“Entro la fine di quest’anno – spiega in dettaglio Marco Sogliani, Membro del Board di Ita-Stqb – conteremo le prime certificazioni per i professionisti di Agile Testing. Abbiamo infatti recepito il modulo di certificazione internazionale per la figura di ‘Agile Tester’ che, di fatto, rappresenta un’estensione del livello Foundation; per accedere all’esame, infatti, è necessario essere già in possesso della certificazione di primo livello (o superiore). Entro la fine di maggio saranno pronti Syllabus e Glossario (come sempre resi disponibili pubblicamente); a settembre avvieremo i primi esami per il conseguimento della certificazione. Si tratta di una verticalizzazione il cui successo mondiale è praticamente già scritto. – dice Sogliani – per via, da un lato, della maturazione della metodologia Agile, dall’altro, della necessità di rispondere a esigenze di time to market stringenti e a requisiti di qualità del software che devono ormai tener conto delle esigenze degli utenti fin dalle primissime fasi di sviluppo: questo significa che anche il testing deve integrarsi coerentemente lungo i vari cicli di sviluppo”.

Marco Sogliani, Membro del Board di Ita-Stqb

La certificazione di Agile Tester, infatti, non solo focalizza l’attenzione sulle tecniche di testing (come per esempio quelle di ‘non regressione’, fondamentali quando i cicli di sviluppo sono distribuiti fra più team diversificati), ma anche sul ruolo e le responsabilità di queste figure, sempre più determinanti. “Questo modulo di certificazione rappresenta un altro importante tassello nella crescita di Istqb – prosegue Sogliani -: uno degli obiettivi dell’associazione, infatti, è uniformare e centralizzare le domande di esame, in modo da renderle omogenee a livello globale. Oggi ogni Board nazionale scrive le proprie domande d’esame e Istq controlla l’operato attraverso audit periodici. Il primo step è rappresentato proprio dal modulo di Agile Tester che vedrà esami uniformi in tutti i paesi che introdurranno questo tipo di certificazione”.

Salvatore Reale, Membro del Board di Ita-Stqb

L’Agile entra inoltre nello schema di certificazione Reqb (Requirements Engineering Qualifications Board), portato in Italia da Ita-Stqb meno di un anno fa con l’obiettivo di attestare in modo organico e strutturato anche i professionisti che operano nella cosiddetta ‘parte alta’ del ciclo di sviluppo del software, ossia coloro che devono gestire, controllare e verificare i requirement. “In questo caso possiamo parlare di un successo italiano ancor più evidente – commenta Bazzana -. La curva di crescita delle certificazioni Reqb è decisamente più accentuata di quella che fu nel 2007/2008 quella di Ita-Stqb; a meno di un anno possiamo già contare quasi 100 certificazioni rilasciate. Nello schema di certificazione Reqb, l’Agile entra come esame a se stante, come attestazione specifica di ‘practicioner’ e non come estensione del livello Foundation (come previsto, invece, nello schema Istqb)”, puntualizza Salvatore Reale, Membro del Board di Ita-Stqb. “Questo perché nella definizione dei requisiti, la metodologia Agile rappresenta un supporto determinante a più livelli: in team distribuiti o in presenza di modelli di sviluppo e testing in outsourcing, per esempio, nonché nello sviluppo di applicazioni mobili dove i requisiti ‘non funzionali’ stanno divenendo più critici di quelli ‘funzionali’, pensiamo per esempio ad usabilità e portabilità”.
Nella visione di Reale, “la crisi economica ha ‘esasperato’ la ricerca di efficienza e cost saving, ma al contempo ha ampliato le necessità di innovazione anche attraverso nuovi servizi alla clientela e all’utenza, come la proposta di applicazioni e servizi in mobilità. In questo scenario i requisiti cui deve rispondere un servizio applicativo diventano determinanti e, poiché questi cambiano con una certa dinamicità, è pressoché fondamentale avere una struttura e un metodo per gestire flessibilmente tali cambiamenti. L’Agile rappresenta una risposta concreta, ma servono competenze preparate e certificate”.


Focus verticale sul mondo Mobile
Sarà poi annunciata ufficialmente nel corso del Software Testing Forum 2014, che si terrà a Milano dal 23 al 26 giugno, la disponibilità in Italia di un ulteriore schema di certificazione totalmente dedicato al mondo delle mobile application: “Si tratta di uno schema di certificazione denominato Cmap (Certified Mobile App Professional), definito interamente dal provider tedesco Isqi (International Software Quality Institute) – spiega Bazzana -. Riteniamo sia una verticalizzazione importante perché rappresenta uno dei tasselli critici nelle strategie di business di molte realtà e dalla quale ci attendiamo ottimi risultati in termini di interesse e adesione al programma di certificazione”.
L’entusiasmo e le aspettative di Bazzana, ci dice il Presidente stesso in chiusura, sono conseguenza degli interessanti ritorni che, fino ad oggi, il Board italiano ha registrato: “Non solo notiamo una continua crescita di adesione da parte dei singoli professionisti che intendono certificarsi, ma stanno aumentando i ‘Training Provider’ accreditati (per i corsi di formazione e preparazione all’esame e alla certificazione) e le aziende aderenti al ‘Partner Program’; è da notare, infine, che in Italia registriamo il più alto tasso di conversione dal livello Foundation al livello Advanced. La percentuale di coloro che intendono proseguire con la certificazione a un livello superiore è infatti del 25%, contro il 16% della media globale”.


STF 2014: un’occasione anche per ‘certificarsi’

È giunto alla quarta edizione l’Italian Software Testing Forum che, in questo 2014, prevede un fitto calendario di appuntamenti disseminati su quattro giornate: dal 23 al 26 giugno, infatti, durante l’evento internazionale dedicato al testing e al requirement engineering, si farà il punto sullo stato dell’arte, le tecnologie, le soluzioni e le esperienze dirette delle aziende nel mettere a punto approcci organizzativi, metodologici e tecnologici per trarre il maggior valore dalle proprie applicazioni.
Come ogni anno, sul palcoscenico si alterneranno massimi esperti mondiali del testing e della qualità che si confronteranno con i Cio, i fornitori di tecnologie e servizi, gli utenti e i professionisti che lavorano nel mondo dello sviluppo software. “La prima giornata sarà interamente dedicata ai cosiddetti ‘tutorial’ – spiega Gualtiero Bazzana, Presidente di Ita-Stqb -, ossia a incontri mirati con i più grandi esperti a livello mondiale che condivideranno con i partecipanti esperienze e competenze su varie tematiche”.
Rex Black [autore del Syllabus per l’estensione della certificazione di ‘Agile Tester’ a livello Foundation, nello schema di certificazione Istb – ndr], per esempio, terrà nella prima giornata un tutorial sul tema dell’Agile Testing, analizzandone non solo fondamenti, linee guida, approcci e metodi ma anche gli aspetti organizzativi e di processo, di skill, ruoli e responsabilità, nonché quelli inerenti l’analisi del rischio e la qualità, portando alla platea anche casi studio concreti. Sempre il 23 giugno, Dorothy Graham e Mark Fewster spiegheranno come gestire efficacemente il Test Automation, mentre Alon Linetzki terrà un tutorial sulla ‘Root Cause Analysis’ nel Software Testing. “Il 24 giugno sarà interamente dedicato alla conferenza che, come sempre, sarà aperta al pubblico – puntualizza Bazzana – mentre 25 e 26 giugno rappresentano una data importante: in questi due giorni, infatti, terremo un corso, con esame finale, per la certificazione Cmap (Certified Mobile App Professional), secondo lo schema definito da Isqi (International Software Quality Institute). L’Italia è una delle prime country a lanciare questo tipo di certificazione”.

 

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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