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Le infrastrutture per il “New style of It”

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Le infrastrutture per il “New style of It”

17 Dic 2013

di Riccardo Cervelli

Server e storage ottimizzati per carichi di lavoro ad alta intensità, che portano vantaggi in termini di performance e costi, integrandosi in cloud convergenti. Innovazioni per la gestione di nuvole ibride. Novità nelle piattaforme e nei servizi big data. Sono alcuni dei “piatti forti” del recente Hp Discover 2013.

BARCELLONA – Tutta la tecnologia, soprattutto infrastrutturale, necessaria alle aziende per cogliere le opportunità del New Style of It con l’obiettivo di rendere più efficienti i business attuali e crearne di nuovi. Per New Style of It, Hp intende il nuovo scenario tecnologico alla cui formazione stanno contribuendo i quattro fattori ormai considerati comunemente “disruptive”: cloud computing, big data, mobility e security.

In questo momento di trasformazione, il vendor ha “lanciato le sue carte sul tavolo” la scorsa settimana a Barcellona nel corso dell’evento Hp Discover 2013, una kermesse dedicata al mondo It Enterprise.

Meg Whitman, presidente e Ceo di Hp

“Vogliamo essere il migliore fornitore di tecnologia non solo di oggi ma anche di domani” ha esordito, nella plenaria inaugurale dell’evento, Meg Whitman, presidente e Ceo di Hp, da due anni alla guida della multinazionale, sottolineando come oggi l’It “si trova in uno di quei punti di svolta che si verificano più o meno ogni quindici anni”. Un momento di grandi cambiamenti sia a livello tecnologico sia di competizione business e di problematiche economiche e ambientali. “Le aziende – ha rimarcato il Ceo – non possono più attendere nove mesi per avere una nuova applicazione business critical: la vorrebbero in una settimana o addirittura in un giorno. Allo stesso tempo, l’It tradizionale sta diventando sempre più insostenibile dal punto di vista dei consumi di elettricità, dello spazio occupato e dei costi di gestione. Urgono nuove architetture per l’era dei big data”.

Converged Infrastructure e cloud ibride

Nelle aree dei server, del networking, dello storage e della sicurezza, la società fondata oltre settanta anni fa in California da Bill Hewlett e David Packard ritiene che vi sia una domanda molto accentuata di infrastrutture convergenti (Converged infrastructure) predisposte per supportare carichi di lavoro particolarmente intensivi quali, per esempio, quelli derivanti dalla virtualizzazione, dall’elaborazione e analisi dei big data o da applicazioni accedute in mobility, e ridurre i tempi di rilascio di nuove applicazioni e servizi. “I dipartimenti It – ha sottolineato Bill Veghte, executive vice president e general manager Hp Enterprise Group – sono sotto pressione per accelerare i tempi di rilascio delle applicazioni, ridurre i costi e quindi fare di più con meno. Questi obiettivi possono essere conseguiti con sistemi in grado di fornire più capacità di elaborazione, più storage e più larghezza di banda per workload specifici ad alta intensità”.

Bill Veghte, executive vice president e general manager Hp Enterprise Group

Veghte ha precisato, però, che “Converged Infrastructure non significa creare nuovi silos It isolati”. I nuovi server Converged System presentati a Hp Discover, infatti, ha continuato il top manager Hp, “abilitano lo sviluppo di cloud convergenti, dove il concetto chiave è approvvigionamento self-service”. Ma per perseguire il modello self-service servono alla base sistemi flessibili, per cui, ha aggiunto Veghte, “anche nell’on-premise viene sempre di più adottato un approccio di Software defined data center”. Un approccio che non può non richiedere innovazioni sul lato dei software di service management, parallelamente all’adozione di piattaforme di cloud management che supportino la gestione integrata di infrastrutture eterogenee che spaziano dall’It tradizionale agli ambienti cloud nelle loro diverse accezioni nell’ottica di hybrid cloud. In questo ambito, fra le altre soluzioni, la società ha presentato la nuova generazione di Hp CloudSystem, soluzione per creare e gestire private cloud, che ha ora un’interfaccia utente ispirata al mondo consumer, tool di gestione più semplici e un processo di implementazione estremamente accelerato. CloudSystem si connette in modo nativo con diverse cloud pubbliche (inclusa Microsoft Windows Azure), integra la tecnologia OpenStack-based Hp CloudOs (una distribuzione open source per installare e gestire cloud potenziata e testata da Hp) e la nuova Hp Hybrid Cloud Management Platform. Tra le novità di quest’ultima, si segnala l’integrazione con la versione 4.0 della soluzione di orchestrazione e automazione Hp Cloud Service Automation (Csa) e il supporto nativo, oltre che di Hp CloudOs, dello standard open-source Tosca (Topology and Orchestration Specification for Cloud Application). Il tutto si traduce in una semplificazione della portabilità delle applicazioni e della gestione di ambienti ibridi ed eterogenei.

Sistemi ottimizzati per carichi di lavoro

Ma torniano ai Converged System, i server workload-optimized che derivano dal progetto con nome in codice Shark. A Barcellona Hp ha presentato due nuovi modelli dedicati alle esigenze di virtualizzazione (Cs 300, per ambienti con 50-300 virtual machine, e Cs 700, per 100-1.000 e oltre Vm), uno dedicato al supporto di analisi dei big data (Cs 300 for Vertica) e uno per le virtual desktop infrastructure (Vdi) dove gli utenti chiedono esperienze di personal computing senza compromessi dai punti di vista della grafica e dell’elaborazione (Cs 100 for Hosted Desktop). Quest’ultima soluzione si basa sui moduli server Hp Moonshot, cartridge, invece di blade, di dimensioni ridotte e a basso consumo energetico basate su processori Intel Atom e Amd. Un’innovazione che, insieme ai Converged System in generale, permette ai manager della società di affermare che Hp ha “ancora per una volta rivoluzionato il concetto di server”.

A fare “pendant” con i Converged System, supportandone le esigenze di archiviazione espanse dalla notevole “densità” di questi server e della loro integrazione con il cloud, sono i nuovi modelli dei sistemi storage Hp StoreOnce Backup e Hp StoreAll Archive e i miglioramenti del sistema all-flash Hp 3Par Store Serv Storage. Da gennaio sarà disponibile Hp StoreOnce Backup 6500, che secondo Hp garantisce una velocità di recovery dei dati dieci volte superiore al diretto concorrente sul mercato. Il sistema di archiviazione di dati non strutturati StoreAll Archive 8800, acquistabile a febbraio, oltre a un aumento della capacità (fino a 16 PB di file e oggetti), grazie a una nuova versione del software Hp Express Query, accelera fino a 100.000 volte la velocità di search rispetto al passato. Il supporto nativo dello standard OpenStack Object Storage Api consente lo scale out verso il cloud e permette, ad esempio, di trasferire facilmente in-house applicazioni sviluppate sul cloud. Last but not least, nella soluzione Hp 3Par Store Serv Storage debuttano nuovi Solid State Disk da 480 e 920 GB, che garantiscono un aumento delle performance (oltre 900.000 Iops) e una riduzione dello spazio fisico occupato a parità di storage. Arriva inoltre una nuova versione del sistema operativo, con miglioramenti sia per la gestione della qualità del servizi (QoS) sia per la sicurezza.

Accanto a server e storage di nuova generazione, ad Hp Discover è stata annunciata anche la release 2.0 della piattaforma per i big data Haven, che include la release 7.0 di Vertica e altre soluzioni e servizi professionali per aiutare le aziende a sviluppare strategie e applicazioni che permettono di ricavare da dati strutturati, semi-strutturati e non strutturati indicazioni per innovare il business e aumentare i vantaggi competitivi.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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