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Software usato, Vendosoft in Italia per la rivendita di licenze

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Software usato, Vendosoft in Italia per la rivendita di licenze

L’azienda si pone l’obiettivo di aprire la propria sede italiana entro l’anno prossimo, ma ha già avviato la sua attività dalla Germania nel nostro Paese dove attualmente ha una trentina di clienti

23 Mag 2019

di Cristina Mazzani

Il software usato ha le stesse caratteristiche di quello nuovo (non si tratta infatti di un prodotto soggetto a usura) e può rappresentare una interessante opportunità per le aziende che vogliano risparmiare. La tedesca Vendosoft, Microsoft Silver Partner e Adobe Certified Reseller, ha fatto dell’acquisto e rivendita di licenze software il proprio business proponendo ai suoi interlocutori finali (enti pubblici e imprese attive in qualsiasi settore) soluzioni a norma di legge e certificate in base al pronunciamento della Corte di Giustizia europea del 2012 che ha legittimata e regolata la commercializzazione di queste tipologie di licenze nei Paesi UE.

“L’azienda – ha spiegato Bjorn Orth, founder & managing director di Vendosoft – è nata in Germania nel 2014, oggi ha 3.500 clienti in 21 Paesi europei; nel 2018 ha realizzato 13,5 milioni di euro di revenue e stima di raggiungere i 16 milioni quest’anno. Il modello di business di Vendosoft si articola in due aspetti, l’acquisto del software al miglior prezzo possibile e poi la rivendita. Il nostro valore aggiunto è rappresentato dalla specializzazione sui prodotti Microsoft e Adobe delle nostre persone che possono così offrire, ove necessario, anche consulenza in termini di Software asset management”.

Foto di Bjorn Orth
Bjorn Orth, founder & managing director di Vendosoft

Vendosoft in Italia

L’azienda ha iniziato a lavorare in Italia dalla seconda metà dell’anno scorso.

“Vediamo un grande potenziale nel mercato di software usato in tutta Italia – ha affermato Andrea Migoni, Microsoft licensing professional per l’Italia di Vendosoft – abbiamo già una trentina di clienti attivi e il nostro obiettivo è arrivare a 100 entro i prossimi 6 mesi. Attualmente continuerò a lavorare da Monaco, ma entro l’anno prossimo apriremo la sede italiana e ci poniamo l’obiettivo di raggiungere i 3,7 milioni di euro di fatturato. I settori industriali in cui ci stiamo muovendo per rivendere il software usato sono principalmente logistica, manufacturing, PA, food, healthcare, IT service provider e software supplier, guardando soprattutto a organizzazioni dai 100 dipendenti in su. Stiamo avviando anche la attività di acquisto delle licenze in Italia, perché al momento trattiamo prodotti provenienti da altri Paesi. Non vi sono infatti problemi di lingua, perché lavorando con Volume licensing (licenze che consentono più installazioni su diverse macchine tramite un unico numero seriale) si hanno sempre disponibili pacchetti multilingua”.

Foto di Andrea Migoni
Andrea Migoni, Microsoft licensing professional per l’Italia di Vendosoft

I vantaggi del software usato

Il principale beneficio sperimentato dalle aziende che adottano software usato è il risparmio, si tratta di prodotti che possono arrivare a costare fino al 70% in meno rispetto al nuovo pur avendo le stesse caratteristiche del nuovo. Anche la soluzione usata infatti è aggiornata dal punto di vista tecnico e della sicurezza.

Inoltre, bisogna ricordare che non per tutte le aziende l’ultimo prodotto uscito rappresenta la scelta migliore. Basti pensare ad aziende che magari devono aumentare le loro postazioni di lavoro ma non stanno usando software di ultima generazione, comprando il nuovo sarebbero costretti a un downgrade del software stesso… Ancora, vi sono tante realtà che possono fare a meno di tutte le funzionalità più attuali oppure comunque che preferiscono evitare di investire in formazione del personale all’utilizzo di novità, così come in aggiornamento dei requisiti hardware. In tutte queste situazioni il ricorso al software usato è dunque un’opzione da prendere in considerazione.

Cristina Mazzani

Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

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