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Software etico per una società sostenibile

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Software etico per una società sostenibile

24 Lug 2014

di Patrizia Fabbri

Un incontro, organizzato dall’Associazione Joomla! Lombardia, per confrontarsi sul software libero e la diffusione di un software etico basato sulla condivisione del sapere.

E’ possibile pensare a un’evoluzione tecnologica che sia nel contempo solidale, sostenibile ed etica per le persone, le aziende e la comunità nel suo complesso? In una società dove la tecnologia digitale pervade tutti gli ambiti della nostra vita, non rischiamo di diventare completamente dipendenti dalle grandi major del software? L’Associazione Joomla! Lombardia è partita da queste domande per organizzare l’incontro “Software etico per una società sostenibile” che si è tenuto nei giorni scorsi presso il Palazzo Pirelli, sede del Consiglio Regionale della Lombardia.

Donato Matturro, presidente dell’Associazione, ha introdotto i lavori ricordando come il principale obiettivo di Joomla! Lombardia sia quello di promuovere incontri e organizzare corsi per diffondere  la cultura del software open source (in particolare del Cms Joomla!).

Il consigliere Carlo Borghetti e il relatore Claudio Romeo all'incontro che si è tenuto presso il Palazzo Pirelli.

Nel suo saluto di benvenuto, Carlo Borghetti, Consigliere Regionale e Presidente del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione che si occupa di verificare l’efficacia delle politiche regionali,  si è soffermato sul progetto Generazione Web della Regione Lombardia, finalizzato a dotare le scuole superiori della Lombardia di tecnologia informatica: “12 sono i milioni di euro destinati al Progetto nell’annualità passata e 15 sono quelli per la prossima. L’obiettivo è non solo l’acquisizione di strumenti informatici, che ovviamente rappresentano l’infrastruttura indispensabile per la digitalizzazione nelle scuole, ma anche fare formazione. Perché quello che stiamo riscontrando è una diffusa arretratezza culturale su alcune tematiche. Le attrezzature non bastano, e in questo obiettivo culturale – ha aggiunto il Consigliere – vedo l’importante valore aggiunto che un’associazione come la vostra può offrire”. Soffermandosi poi sul free software, Borghetti ha dichiarato come questo rappresenti “un potentissimo strumento per la diffusione della digitalizzazione, soprattutto laddove, come nelle scuole, le risorse sono minori rispetto ad altre realtà".

E’ quindi seguìto l’intervento di Claudio Romeo, divulgatore scientifico e scrittore di tematiche digitali, che, dopo aver ricordato come il vantaggio principale del software a codice libero non sia la gratuità ma la libertà, ha esemplificato in cosa puntualmente consiste questa libertà: “Secondo Richard Stallman [“padre fondatore” del concetto stesso di free software e presidente delle Free Software Foundation – ndr] un programma è software libero se l’utente ha la libertà di: eseguire il programma per qualsiasi scopo; modificare il programma secondo i propri bisogni (perché questa libertà abbia qualche effetto in pratica, è necessario avere accesso al codice sorgente del programma, poiché apportare modifiche a un programma senza disporre del codice sorgente è estremamente difficile); distribuire copie del programma, gratuitamente o dietro compenso; distribuire versioni modificate del programma, così che la comunità possa fruire dei miglioramenti apportati”.

E oggi, sostiene il relatore, il concetto di libertà connesso al software è particolarmente importante perché il software è il vero motore della produzione e della veicolazione della conoscenza: “Sembra di essere tornati indietro di un secolo e mezzo, quando Karl Marx descriveva il modo con cui il possesso dei mezzi di produzione rendeva possibile che un’esigua minoranza di persone potesse decidere in modo profondissimo della vita stessa della stragrande maggioranza dell’umanità. Oggi – così spiega il parallelismo Romeo – chi possiede la conoscenza del software può decidere dei destini di un’azienda, di un sistema industriale, di un paese”. Sostenendo che assicurare a tutte le persone che lo desiderano la possibilità di usare il software secondo le proprie necessità sia uno dei modi più diretti per fare vera democrazia, Romeo ha concluso il suo intervento con un esempio: “Alcuni paesi in via di sviluppo, dove il reddito pro capite è di poche decine di euro, hanno deciso di utilizzare il free software e, solo grazie a questa decisione, sono stati in grado di dotarsi di un sistema informatico localizzato nella propria lingua”.

L’incontro organizzato al “Pirellone” è stata inoltre l’occasione per presentare l’Evento Nazionale Meeting Joomla che si svolgerà a Verona  il 13 settembre e al quale parteciperà, il Presidente dell’associazione internazionale no profit Open Source Matters, Inc. – Joomla! di NewYork, Sarah Watz, che interverrà sull’Open Source Joomla Content Management System Project.

Un’intensa giornata di lavori nella quale verranno illustrate le novità del mondo Joomla! e argomenti inerenti la realizzazione di siti Internet con la facilità di utilizzo del software freeware; si potrà capire come costruire un sito dinamico in modo semplice; verranno approfonditi aspetti contrattuali/legali e relativi alla privacy dei siti internet; si potranno toccare con mano case history di siti aziendali, e-commerce, turismo, enti pubblici e associazioni realizzati con Joomla!.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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