Programmatore Java: ecco perché è una delle professioni del futuro | ZeroUno

Programmatore Java: ecco perché è una delle professioni del futuro

pittogramma Zerouno

Attualità

Programmatore Java: ecco perché è una delle professioni del futuro

Che cosa fa un programmatore Java? Quali competenze deve avere? Tutto quel che c’è da sapere su questa figura professionale sempre più ricercata dalle aziende, a qualsiasi comparto appartengano, dal finance alle TLC

17 Dic 2020

di Cristina Mazzani

Gli analisti sono concordi nell’affermare che Java è il linguaggio di programmazione più diffuso, si stima che la quasi totalità dei pc desktop aziendali lo utilizzi e che venga sfruttato da 3 miliardi di cellulari e 125 milioni di televisioni. Tale linguaggio serve infatti per realizzare siti Web, così come video giochi, per sviluppare software desktop, per dispositivi mobili e per creare app più o meno complesse. Diventare programmatore Java è quindi una scelta ideale se si vuole essere sicuri di trovare lavoro.

Perché imparare proprio questo linguaggio di programmazione? Cosa fa un programmatore Java?

Semplicità e versatilità, sono le due caratteristiche principali di Java che è stato pensato (nei lontani anni 90) come evoluzione di C++, proprio per migliorare la facilità di scrittura del codice e per essere multipiattaforma ovvero usato su qualsiasi architettura ed eseguibile da qualunque sistema.

Questi sono i due motivi per cui le competenze Java continuano a essere richieste da anni e per i quali i programmatori di questo linguaggio non hanno problemi a trovare lavoro, anzi mancano costantemente figure esperte in questo campo.

Più nello specifico, è interessante notare che diventare programmatori Java significa trovare occupazione in aziende di qualsiasi settore e sempre più sarà così. Sono in aumento le organizzazioni che al loro interno infatti realizzano servizi e applicazioni utilizzando Java sia per metterli a disposizione dei loro dipendenti sia per i propri clienti e fornitori.

Come diventare programmatore Java? Ecco le competenze indispensabili

Per diventare programmatori Java non è strettamente necessario essere laureati anche se conoscenze di informatica generali possono essere molto utili. D’altra parte, è sufficiente prendere un diploma in un istituto tecnico con indirizzo informatico e poi, in ogni caso, seguire un percorso di studio specifico sul linguaggio di programmazione.

Bisogna poi tener presente che come sempre accade in questo ambito (ma più in generale in campo tecnico informatico) ci si deve predisporre ad aggiornarsi costantemente, mantenendo il passo con l’evoluzione tecnologica.

Accanto a questo know-how è importante che un programmatore Java acquisisca i cosiddetti soft skill, si richiede per esempio la capacità di saper lavorare in team e avere attitudine al problem solving. Insomma, come si è anticipato le applicazioni di Java sono le più disparate e rappresentano per le aziende la preziosa opportunità di compiere quel salto culturale all’insegna del digitale che è sempre più percepito come fattore competitivo e quindi è importante che il programmatore sappia integrarsi in team strutturati che includano varie figure, dagli esperti IT ai rappresentanti del business. Business che appunto possono essere diversi, spaziando in differenti comparti e dei quali è necessario imparare a capire dinamiche e linguaggi specifici per raggiungere obiettivi comuni.

Quanto guadagna un programmatore Java? Lo stipendio in Italia e all’estero

Prima di tutto, il programmatore Java in Italia ha generalmente un buon contratto (spesso un’assunzione a tempo indeterminato) sin dall’inizio del proprio lavoro, dal primo impiego, cosa che nel nostro Paese non è del tutto scontata.

Per quanto riguarda lo stipendio, si può partire da una RAL -Retribuzione annua lorda che va dai 21 ai 25mila euro, una cifra che naturalmente va poi aumentando con l’esperienza.

Un programmatore Java che decida di spostarsi all’estero può arrivare a guadagnare il doppio in Paesi vicini come la Germania e l’Olanda, mentre un programmatore Java senior in USA arriva ad avere uno stipendio annuo di 150mila dollari.

Programmatori Java, il punto di vista e il ruolo di eNetworks

“In base alla nostra esperienza – ha dichiarato Stefania Papa, HR Recruiter area IT di eNetworks – possiamo dire che vi è un gap del 25% tra la richiesta di programmatori Java sul mercato e gli attuali laureati in informatica. Costantemente riceviamo richieste di competenze in quest’ambito e sappiamo che spesso vengono integrati in azienda alcuni giovani ancora impegnati a terminare il loro percorso accademico”.

Basti pensare che nel periodo tra inizio aprile 2018 e la fine di ottobre 2020 la sola eNetworks ha ricevuto quasi 14mila richieste di programmatori Java.

I settori industriali che richiedono skill Java al loro interno sono principalmente automotive, finance e telco.

eNetworks punta tantissimo sulla figura del programmatore Java e, presso la propria Tech School (punto di riferimento per neodiplomati e neolaureati nel settore IT), ha avviato un percorso che prevede 1000 ore di formazione tra corsi in aula e training on the job nel quale vengono curati non solo gli aspetti tecnici ma anche le cosiddette soft skills che aiuteranno il giovane professionista anche a presentarsi a figure di alto livello per essere inseriti in team strutturati come consulenti.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Stefania Papa – è formare giovani (spesso neo diplomati) che poi possano inserirsi in team – interni o di nostri partner. Selezioniamo ragazzi che assumiamo con un contratto di apprendistato, completiamo la loro formazione, iniziamo a farli lavorare su progetti concreti per poi poterli inserire in squadre di lavoro. Il primo corso per programmatore Java si è concluso lo scorso luglio (con un po’ di ritardo rispetto al previsto a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19) e tutti gli 8 ragazzi che vi hanno partecipato stanno già lavorando in organizzazioni attive soprattutto in campo telecomunicazioni e bancario”.

I ragazzi coinvolti in questo percorso hanno modo di affrontare tematiche tecniche specifiche ma anche di acquisire le soft skill (capacità comunicative, di problem solving, di cooperare in team eccetera). Avendo accumulato competenze di varia natura ogni ragazzo ha a disposizione molteplici scelte, per esempio, può consolidare la propria carriera in ambito tecnico specializzandosi come architetto Java, oppure optare per una professione più tecnico gestionale.

Con questo percorso eNetworks permette, tra l’altro, di ottenere la certificazione Java Oca (Oracle Certified Associate) un attestato ufficiale e ricercato per essere selezionato e impiegato come programmatore Java.

Dato il successo riscontrato con l’esperienza della Tech-School, eNetworks sta già organizzando nuove e sfidanti edizioni, che possano mettere in luce il talento di tanti giovani e inserirli realmente nel mondo del lavoro.

New call-to-action

Cristina Mazzani

Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

Programmatore Java: ecco perché è una delle professioni del futuro

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 3