La consulenza informatica come veicolo di innovazione

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La consulenza informatica come veicolo di innovazione

Il valore aggiunto di un consulente informatico è rappresentato dal suo bagaglio di esperienze che non si deve limitare agli aspetti tecnologici ma consiste anche negli skill acquisiti sul campo, questa è una delle premesse su cui si fonda la strategia di consulenza di eNetworks

15 Ott 2020

di Cristina Mazzani

Big data analysis, business intelligence, collaboration: oggi le aziende sono sempre più consapevoli del fatto che l’uso della tecnologia permette loro l’ottimizzazione dei processi e la possibilità di creare nuovi servizi e applicazioni per aumentare la produttività. Fare innovazione però significa delineare strategie e impostare e realizzare progetti che richiedono competenze squisitamente tecnologiche, ma anche di business e in entrambi i sensi la consulenza informatica rappresenta un significativo valore aggiunto.

Consulenza informatica cos’è e a cosa serve oggi

Viviamo in un momento sicuramente complesso, la pandemia ha sensibilizzato le aziende sull’importanza di poter contare su processi digitalizzati, ha dimostrato che, se correttamente organizzati, è possibile essere produttivi anche senza andare in ufficio, dovunque si voglia o si possa svolgere la propria attività. D’altra parte, l’emergenza sanitaria ha obbligato le aziende a correre ai ripari mettendo in piedi soluzioni per il remote working e, senza dubbio, sono cambiate le priorità di investimento e i progetti di più lungo periodo sono stati rimandati.

Gestire la collaboration e il tempo di svolgimento delle attività da remoto è stata la sfida più grande per tutte le organizzazioni nei mesi passati e, di conseguenza, si è percepito concretamente il valore degli strumenti a supporto in questi ambiti.

Parallelamente, si è compreso che la raccolta, omogeneizzazione e analisi di tutti i dati potenzialmente a diposizione delle aziende rappresentano il materiale su cui basare quella business intelligence che è ormai pre requisito imprescindibile per essere competitivi in qualunque settore, non solo nei mondi telco, finance e assurance che sono stati tra i primi a sfruttare la big data analysis.

Le imprese però fanno fatica a trovare competenze in questi campi, i percorsi universitari strutturati per formare su queste tematiche (per esempio per preparare i data scientist) sono stati inaugurati 5 o 6 anni fa in città come Milano, quindi si dovrà attendere per avere un bacino di giovani con un minimo di esperienza a cui attingere.

La consulenza informatica svolge dunque un ruolo fondamentale per supportare le aziende nell’aggiornare le loro competenze: sviluppatori, sistemisti stanno infatti acquisendo nozioni e professionalità nuove ma è un cammino lungo e i partner tecnologici possono e devono rappresentare un punto di riferimento.

Un consulente informatico cosa fa

Il consulente informatico è un prezioso valore aggiunto per le aziende che vogliano intraprendere progetti di digitalizzazione.

Si tratta di una figura che deve lavorare a supporto di tutte le funzioni aziendali, dall’amministrazione al finance, dal marketing alle vendite, sino naturalmente all’IT.

Un consulente informatico porta in azienda le conoscenze su tutte le tecnologie più all’avanguardia, così come le competenze di business e, in generale, del mondo del lavoro acquisite. Sono conoscenze e competenze acquisite sia presso la propria organizzazione sia lavorando ad altri progetti in realtà diverse sia dal punto di vista dimensionale sia da quello del settore di appartenenza. Egli man mano conosce a fondo l’impresa cliente e impara a condividerne valore e linguaggi in modo da poter davvero risultare parte attiva della trasformazione. Tra i suoi interlocutori principali vi è sicuramente il CIO, ma il suo ruolo deve essere cross funzionale in modo da poter raccogliere le esigenze di tutte le business unit per poter poi collaborare a rinnovare dal di dentro infrastrutture e metodologie di lavoro.

Il valore del consulente è generato proprio dalla sua capacità di lavorare all’interno delle organizzazioni dei clienti e quindi di acquisire un bagaglio di esperienza che può essere poi portato in dote in altri ambienti. Funzioni quali il marketing o l’amministrazione e il controllo di gestione hanno, per esempio, logiche simili anche in settori completamente diversi; gli stessi algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning possono essere messi a disposizione in vari contesti quindi il valore del consulente si esprime davvero sia a livello tecnologico sia, e forse soprattutto, dal punto di vista della sua abilità nel trasferire tutto il konw how acquisito e declinarlo ad arte nelle varie situazioni.

Competenze molteplici e complementari tra loro, il ruolo di eNetworks

eNetworks ha un centinaio di dipendenti suddividi su 4 sedi (Milano, Torino, Roma e Bari), tra questi oltre a una ventina di project manager vi sono esperti sviluppatori, vi sono persone dedicate a front end e tester: “Crediamo moltissimo – ha sottolineato Andrea Antonioni, sales manager eNetworks – nell’utilità del tester nei progetti come i nostri che sono sempre più basati sulla metodologia Agile e quindi comportano rilasci di software rapidi a cui devono seguire sviluppi ulteriori, allineamenti rispetto agli obiettivi che ci si è prefissi eccetera”.

Foto di Andrea Antonioni
Andrea Antonioni, sales manager eNetworks

eNetworks si impegna a creare percorsi ad hoc per portare innovazione presso ciascun cliente garantendogli elevate competenze dal punto di vista tecnico e di business: “È nostra cura – ha spiegato Antonioni – far sì che i nostri collaboratori arricchiscano man mano la rosa delle loro competenze, lavorando a progetti diversi che possano permettere di diversificare le esperienze in un’ottica di complementarità degli skill. Questo rappresenta un doppio valore, da un lato le persone hanno così la possibilità di arricchirsi a livello professionale, dall’altro noi come eNetworks possiamo portare sul mercato professionisti sempre più esperti. Al training on the job, tra l’altro, naturalmente affianchiamo formazione in classe e aggiornamento continuo sulle nuove tecnologie, in modo da dare un contributo a 360 gradi ai nostri clienti”.

Per fare un esempio pratico, in questa particolare situazione economica le imprese hanno bisogno per lo più di re-ingegnerizzare le loro applicazioni per renderle più efficienti, eNetworks sta quindi mettendo a frutto le proprie capacità relative ad Angular 8 (l’ultima versione del framework open source per lo sviluppo di applicazioni). Angular è uno dei framework Javascript open-source più popolari, utilizzato da numerosi sviluppatori in tutto il mondo per creare applicazioni web dinamiche grazie a una serie di funzionalità e strumenti che semplificano lo sviluppo delle applicazioni stesse garantendo contemporaneamente ottimi risultati in termini di prestazioni. Ugualmente, risulta molto apprezzata l’abilità dell’azienda per quanto riguarda l’approccio architetturale a microservizi che consente velocità di implementazione e massima flessibilità.

Cristina Mazzani

Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

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