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È Fast l’It immaginato da Cisco

pittogramma Zerouno

È Fast l’It immaginato da Cisco

30 Apr 2015

di Patrizia Fabbri

Fast It: è così che Cisco definisce la nuova architettura che le aziende devono implementare per cogliere le opportunità della digital transformation. Ne parla Agostino Santoni, amministratore delegato dell’azienda in Italia, che dimostra, nel concreto, come queste opportunità nascano spesso da contesti ai quali non si era neppure pensato

“È un momento molto divertente per chi lavora in questo ambiente, perché è in atto una grande trasformazione e l’It ne è uno degli artefici principali; mai come oggi ci troviamo così vicini al business e questo è di grande stimolo”; l’entusiasmo per quello che sta accadendo traspare chiaramente dalle parole di Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia, che aggiunge: “Cisco ha sempre cercato di fare market disruption andando anche su mercati consolidati per rinnovarli completamente ed è quello che stiamo facendo anche oggi con l’Internet of Everything, che offre una straordinaria opportunità di collegare persone, cose, processi e dati. E tutte le aziende stanno rivedendo il proprio modello di business per cogliere questa opportunità; chi non lo fa è destinato a scomparire”.

Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia

Sono le tre categorie che, secondo la multinazionale americana, rientrano sotto il grande ombrello dell’IoE: M2M, ossia il classico IoT, gli oggetti connessi alla rete con una crescita esponenziale della sensoristica, dei robot, dei wearable; M2People, ossia la capacità di intercettare dati dagli oggetti connessi alla rete che offre una grande opportunità interpretativa dei comportamenti e delle esigenze delle persone; P2P (people to people), ossia tutto il tema dell’Unified Collaboration.

“Essere un’azienda digitale – prosegue Santoni – significa ripensare i propri processi di business e collegare l’It con l’operational technology [ossia la produzione, ndr]; al centro di tutto vi è una rete agile, semplice e che fornisce in tempo reale una visione dettagliata del business: un’architettura Fast It”. I cardini su cui si basa l’offerta Cisco per supportare le aziende in questa trasformazione sono: l’Application Centric Infrastructure  e Intercloud. La prima garantisce elevati livelli di automazione, gestione delle policy e security lungo tutto il data center, portando la rete intelligente anche negli ambienti di produzione. La seconda, Intercloud, è una rete globale di cloud interconnessi (distribuiti in 50 Paesi), appositamente progettata per l’Internet of Everything, realizzata con decine di alleanze con fornitori di connettività, infrastrutture, software e servizi (solo per fare alcuni nomi, ci sono realtà come Deutsche Telekom, British Telecom, Ntt Data, Equinix, Tech Data, NetApp, Red Hat, Telstra, Microsoft ecc.); grazie all’Application Centric Infrastructure e alla tecnologia Cisco Intercloud Fabric per la gestione di hybrid cloud, questa rete globale e distribuita consente di utilizzare, per esempio, soluzioni di real time analytics  sulle informazioni che giungono dai milioni di oggetti connessi a questa “grande rete”.

E a dimostrazione delle opportunità finora impensabili che la tecnologia offre, Santoni ricorda come Cisco, che ha sempre avuto un’offerta trasversale, stia proponendo anche soluzioni verticali, specifiche per alcuni mercati: “Cisco è uno degli sponsor di Expo2015 [con un investimento di 40 milioni di euro, ndr] e quando abbiamo intrapreso questo percorso abbiamo cercato qualcosa da ‘lasciare’ all’industria alimentare: con Penelope, partner napoletano, abbiamo sviluppato una soluzione che consente la tracciabilità alimentare e ne è nata un’offerta per questo segmento”. Si tratta di ValueGo, una piattaforma basata su tecnologia Cisco, che consente la tracciabilità e rintracciabilità completa dei prodotti, documentando tutti i passaggi compiuti lungo la filiera: dall’origine, alla distribuzione, alla vendita. Gli operatori lungo la filiera, gli addetti ai controlli legali e soprattutto i consumatori finali possono rintracciare istantaneamente le informazioni acquisite lungo l’intero ciclo di lavorazione del prodotto, utilizzando anche un semplice cellulare dotato di tecnologia Nfc.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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