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SlimPay e la crescita dei pagamenti digitali ricorrenti

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Mercati

SlimPay e la crescita dei pagamenti digitali ricorrenti

20 Mar 2018

di Patrizia Fabbri

In poco meno di un anno di attività nel nostro paese, l’Italia è già diventata il secondo mercato per l’azienda francese. Il modello di business? Sfruttare il crescente trend della fruizione di beni e servizi in abbonamento gestendone l’intero processo, compreso il recupero crediti

MILANO – Il 74% degli italiani dichiara di avere sottoscritto almeno un abbonamento a qualsiasi tipo di servizio, con una media di 2,2 abbonamenti per persona, media destinata ad aumentare: sono i risultati di una ricerca condotta da SlimPay sul grado di diffusione del fenomeno degli abbonamenti con addebito diretto (su conto corrente, carta di credito ecc.) realizzata intervistando 5.000 persone in diversi paesi europei. Ed è proprio su questa diffusione che SlimPay scommette per giocare la propria partita.

Consumatori europeiu favorevoli alla sottoscrizione di servizi in abbonamento
Consumatori europei favorevoli alla sottoscrizione di servizi in abbonamentoFonte: SlimPay

Fondata nel 2009 in Francia da Jérôme Traisnel, l’azienda, che può contare su un team di oltre 70 professionisti specializzati in pagamenti digitali in 6 sedi nel mondo, è sbarcata in Italia nello scorso maggio stringendo una partnership con Banca Sella e aderendo a Fintech District di Milano, il primo polo italiano dedicato alla finanza digitale. Specializzata in soluzioni tecnologiche per la gestione dei pagamenti digitali ricorrenti tramite l’addebito diretto per l’acquisto di beni e servizi in abbonamento, alla base del modello di business dell’azienda francese c’è il cambiamento del comportamento di acquisto degli utenti che sta decretando il successo delle logiche della sharing economy (utilizzo in condivisione di beni o servizi con pagamento in base all’utilizzo) e della subscription economy (quella degli abbonamenti appunto). Nel modello di SlimPay rientrano in quest’ultimo ambito anche tutti i cosiddetti pagamenti ricorrenti, ossia quelli che normalmente vengono effettuati tramite RID bancario o analogo sistema online. Sono oltre 2000 i clienti gestiti in 34 paesi, tra cui aziende e organizzazioni internazionali come Deezer, Nespresso, Unicef, Sncf, Gaumonte.

Settori con potenziale di trasformazione in servizi in abbonamento
Settori con potenziale di trasformazione in servizi in abbonamentoFonte: SlimPay

I pagamenti digitali crescono anche in Italia

Attualmente in Italia i consumatori utilizzano l’addebito diretto sul conto corrente per pagare le bollette di telefonia (che raggruppano una serie di servizi, oltre al costo del traffico telefonico vero e proprio: frequentemente noleggio e utilizzo smartphone, Adsl, Tv e applicazioni varie) (59%); per saldare i consumi di luce e gas (51%); per liquidare le rate di polizze e assicurazioni varie (30%). La ricerca rileva poi un alto potenziale di crescita anche in altri settori, in particolare nell’addebito diretto delle tasse (52%), trasporti (36%) e affitto (29%) (figura 2). Il mercato potenziale è dunque ampio, ma nel nostro paese l’azienda mira soprattutto a convertire i pagamenti effettuati tramite bollettini postali, che rappresentano ancora oggi il mezzo più utilizzato, in pagamenti digitali tramite il proprio servizio.

Jérôme Traisnel

CEO di SlimPay

“L’Italia registra una crescita costante nella diffusione dei pagamenti online – ha affermato Traisnel, attualmente CEO dell’azienda, in un recente incontro con la stampa italiana – anche se, a differenza di altri Paesi europei, i consumatori tricolore risultano ancora poco abituati a utilizzare servizi in abbonamento. Ma è solo una questione di tempo; dalla nostra ricerca emerge come gli italiani si dimostrino aperti al cambiamento e come le loro abitudini di consumo e di acquisto stiano cambiando profondamente. Quella in atto è una rivoluzione senza ritorno che coinvolgerà tutti. Per questo l’Italia rappresenta per SlimPay un mercato strategico ad alta potenzialità di sviluppo”.

Sabatino Abagnale

Head of Italy di SlimPay

E l’Italia sembra avere risposto positivamente: “L’anno scorso – ha affermato Sabatino Abagnale, Head of Italy dell’azienda – abbiamo registrato un’esplosione del business tanto che a oggi siamo il secondo mercato, dopo la Francia. I nostri clienti vanno da una grande società telefonica che utilizza il nostro servizio per il recupero crediti di bollette non pagate che i clienti saldano un poco per volta, al commercialista che utilizza il nostro servizio per i suoi corsi di formazione. Tra i clienti italiani annoveriamo anche Itas Assicurazioni”.

Ecco come funziona il servizio offerto da SlimPay

In pratica la piattaforma si integra, tramite API, con il sito Web, mobile o l’app mobile del merchant che offre il bene o servizio e gestisce poi l’intero processo di pagamento: l’utente finale compila un form attivando la sottoscrizione in pochi click e senza uscire dal sito o app del merchant (l’opzione SlimPay viene inserita tra quelle di pagamento del sito e l’utente deve semplicemente inserire l’IBAN del proprio conto); da quel momento SlimPay gestisce il processo di pagamento fino all’acquisizione e gestione delle operazioni per riprovare quelle non andate a buon fine, fino al recupero crediti (con formule, come nel caso illustrato da Abagnale, di rateizzazione del debito). Il servizio non costa nulla all’utente finale mentre al merchant viene applicata una commissione.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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