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Rischi sul lavoro: un aiuto dall’Internet delle cose… e delle persone

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Rischi sul lavoro: un aiuto dall’Internet delle cose… e delle persone

03 Nov 2015

di Valentina Bucci

Con il progetto SeES@W – Sensing Safety at Work l’Iot può trovare, nel settore della sicurezza sul lavoro, un campo d’applicazione ricco di potenzialità; soprattutto se, accanto alle smart things, sono i lavoratori a divenire produttori di dati

Consoft Sistemi ha da poco chiuso con successo il progetto SeES@W (Sensing Safety at Work); i lavori sono stati finanziati, grazie al bando “Internet delle Cose”, nell'ambito del POR FESR (Programma Operativo Regionale – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007/2013 della Regione Piemonte – con il concorso di risorse comunitarie del FESR, dello Stato Italiano e della Regione Piemonte stessa – e l'Iot è di fatto il tema attorno a cui si sviluppa il progetto, finalizzato allo studio e alla realizzazione di una soluzione capace di individuare, monitorare e mitigare i rischi negli ambienti di lavoro.

Massimiliano Canevaro, BU manager di Consoft Sistemi

Hanno collaborato al progetto, “aprendo le porte” a Consoft e mettendo a disposizione dell'azienda diversi scenari lavorativi all'interno dei quali testare il sistema, la Città della Salute e della Scienza e l'Università di Torino. I laboratori e gli ambienti coinvolti, entrando nello specifico, sono stati attrezzati con sensori di ambient intelligence (per la rilevazione di elementi chimici aerodispersi), indossabili (orologi smart che riconoscono impatti e stasi prolungate e producono dati relativi all'utente e all'ambiente circostante) e di wellness (in grado di rilevare temperatura, umidità, luminosità ecc.); tutti i dati raccolti sono inviati a una Smart Data Platform (Sdp) in cloud che permette di ricavare una serie di indicazioni utili per gestire situazioni di emergenza e che, come spiega Massimiliano Canevaro, BU manager di Consoft Sistemi, che ha coordinato il progetto, “è concepita in modo tale che i dati possano essere facilmente condivisi con eventuali aziende terze che volessero utilizzarli per realizzare altri servizi”.

Ma SeES@W non è solo Iot: “Anche gli utenti – spiega Canevaro – sono parte integrante del progetto: attraverso applicazioni web e mobile, interagiscono con i sistemi, fornendo informazioni utili e segnalando eventuali fattori di rischio” (questi ultimi peraltro geolocalizzabili tramite una mappa interattiva). Entra in gioco dunque anche il tema dell'Internet of Persons, e Consoft sottolinea con forza il valore aggiunto derivato dalla metodologia del Living Lab [che prevede che lo sviluppo di soluzioni innovative avvenga “sul campo”, all'interno di ambienti reali – ndr], che ha permesso ai lavoratori stessi di testare e validare la soluzione: “Questo coinvolgimento – aggiunge Canevaro – ha anche evitato che alcune delle tecnologie, le wearable in particolare, fossero vissute come forme di potenziale controllo sulle abitudini lavorative dei dipendenti”: spiegare le finalità ben più nobili del progetto, è stato dunque fondamentale per gettare le basi per quelle forme di collaborazione proprie del Living lab.

“Quello della sicurezza sul lavoro – conclude Canevaro – è un settore dove l'Iot e l'Iop possono davvero fare la differenza: il primo, consentendo di prendere consapevolezza di situazioni pericolose altrimenti difficili da evidenziare, il secondo, attraverso una raccolta di informazioni che solo i lavoratori che quotidianamente vivono gli ambienti monitorati possono avere”.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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