Digitalizzazione dei processi, l’esempio del Policlinico di Monza

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Digital360 Awards 2020

Digitalizzazione dei processi, l’esempio del Policlinico di Monza

Omnicom presenta Orchestrator che nasce dall’esigenza del Policlinico di Monza di percorrere nuove modalità di approccio alla gestione dei processi intra – extra Hospital e sfruttare le opportunità date dalle potenzialità delle interconnessioni I4.0. L’Orchestrator, basato su un’architettura a microservizi, definisce: la sequenza degli elementi che caratterizzano un processo; l’interazione tra diversi rami dello stesso processo; l’interazione tra diversi processi; le modalità di interazione con sistema di archiviazione dati. I processi sono mostrati tramite elementi grafici dinamici

02 Set 2020

di Redazione

L’idea che sta dietro al progetto Orchestrator realizzato da Ominicom (risultato finalista ai Digital360 Awards 2020 per la categoria Mobile Business – Big Data Analytics – IoT) è stata quella di creare una applicazione che sia in grado di adattarsi dinamicamente a un qualsiasi possibile processo del Policlinico di Monza.

Orchestrator, tutti i dettagli del progetto

Il progetto ha previsto l’integrazione di due componenti base della applicazione attraverso un terzo componente motore di orchestrazione. Nello specifico, i primi due componenti si occupano rispettivamente di rappresentare i dati e di istanziare gli stessi secondo un modello a classi (campi strutturati, ereditarietà).

Il terzo componente (l’Orchestrator) governa la logica del flusso (stati) e si occupa di informare la dashboard sulla gestione del dato nei confronti del documentale.

La logica della base dati prevede un database per gli eventi e uno per la rappresentazione (modello Data Transfer Object) dei dati, secondo quanto definito dal pattern CQRS – Command Query Responsibility Segregation.

L’architettura a micro servizi permette di fruire di sistemi distribuiti e ROA (Resource Oriented Architecture) oltre a Loose coupling ed elevate resilienza e scalabilità.

Per implementare il modello Request/Response, è stata adottata la architettura REST (Representational State Transfer), direttamente ispirata dal Web.

Dal canto suo, l’Orchestrator definisce: la sequenza degli elementi che caratterizzano un processo; l’interazione tra diversi rami dello stesso processo; l’interazione tra diversi processi; le modalità di interazione con il sistema di archiviazione dati.

I processi sono mostrati tramite elementi grafici dinamici. All’interno delle singole aree dei processi, si possono definire: quali informazioni mostrare; in quale posizione mostrare le informazioni; con quale tipologia di contenitore rappresentare le informazioni. Per questo progetto specifico i dati dell’assistito sono presentati come Card (contenitori), con due modalità di visualizzazioni, small e large.

Le informazioni possono anche essere rappresentate tramite grafici di tipo TimeLine, dove il dato segue il flusso delle attività.

La gestione verso il collegamento dei devices o verso altri nodi di input di informazioni (per esempio, servizi resi da AWS), è stato definito tramite un ambiente grafico di workflow utilizzando dei tools chiamati Activity.

Lo stesso modello architetturale è utilizzato per definire l’area Medical Journal. Questa è resa disponibile al singolo fruitore del servizio come ambiente dove contattare, consultare e condividere le informazioni sia amministrative (prenotazioni, informazioni generali, …) sia sanitarie (cicli di terapie farmacologiche, meeting eccetera) con i propri referenti della struttura in ospedale. Secondo i promotori del progetto è proprio a questo livello che si concretizza l’idea di un nuovo modello di offerta dove non necessariamente il soggetto che richiede assistenza deve recarsi presso l’istituto, ma è quest’ultimo che si reca, in senso virtuale, presso il richiedente.

Per quanto riguarda l’implementazione del progetto Orchestrator si è partiti dall’analisi per la definizione dei processi e dalla loro rappresentazione virtuale nel sistema. È stata poi adottata la metodologia SCRUM, con la definizione di Sprint e quindi di fasi progressive con coinvolgimento diretto del committente.

I benefici raggiunti

Interoperabilità; virtualizzazione; funzionalità in tempo reale; facilità e agilità nel cambiamento delle configurazioni sono i principali vantaggi ottenuti dal progetto Orchestrator.

Inoltre, grazie alla soluzione Omnicom il Policlinico di Monza può decidere di virtualizzare in modo progressivo i processi e procedere a una maggiore condivisione delle informazioni, all’adozione del cloud computing, all’uso dell’Internet for Things per la personalizzazione del servizio e l’assistenza in tempo reale; il tutto all’insegna di sicurezza e protezione dei dati per la salvaguardia della privacy dei pazienti.

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Redazione

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