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Horizon VMWare: il posto di lavoro diventa mobile

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Horizon VMWare: il posto di lavoro diventa mobile

27 Feb 2013

di Elisabetta Bevilacqua

Con la nuova suite, la società strizza l’occhio alla nuova generazione di utenti aziendali sempre più mobili e abituati ad usare i propri dispositivi in una logica consumer, ma offre ai Cio gli strumenti di governance per tenere sotto controllo le policy aziendali e la sicurezza.

“Per la prima volta presentiamo una suite pensata per l’end user computing, con un nuovo concetto di user experience, per tener conto delle nuove aspettative da parte degli utenti”, spiega Alberto Bullani, regional manager VMWare per l’Italia, ricordando al tempo stesso le necessità del Cio, che in passato aveva il controllo completo delle policy aziendali e oggi rischia di subirle a causa del fenomeno Byod o dell’utilizzo diffuso di strumenti come Dropbox (uno dei più diffusi sistemi consumer, gratuiti e accessibili via web, per memorizzare online e scambiare file, filmati, foto ecc.).
La nuova offerta cerca dunque di disinnescare i rischi di un potenziale conflitto evidenziati anche dal recente report di Forrester Research – “Building The Business Case For A Bring-Your-Own-Device Program” (realizzata analizzando il comportamento degli information worker in Usa ed Europa), nel quale si evidenzia che il 67% dei dipendenti usa il proprio smartphone  sul luogo di lavoro e il 46% che utilizza il proprio notebook per attività di lavoro, senza che il loro uso sia stato approvato dall’azienda. Una situazione che preoccupa non poco l’It. Secondo una survey, condotta da VMware in gennaio fra i propri clienti che hanno sperimentato la versione Beta di Horizon Workspace, l’83% dei Cio vorrebbe infatti prevenire, considerandolo rischioso e difficile da gestire, l’uso di sistemi e applicazioni di tipo consumer per lo storage online (come ad esempio Dropbox) e per la collaborazione.
VMware Horizon Suite si propone dunque di risolvere i problemi legati alla sicurezza e alla governance che queste applicazioni e questi dispositivi causano alle aziende, consentendo all’It di rispondere alle esigenze degli utenti con un ambiente di lavoro virtualizzato e sicuro, conforme alle policy aziendali e facile da gestire, assumendo come dato di fatto che lavorare in mobilità,  usare più dispositivi personali e connettersi a reti locali o globali non è l’eccezione ma la norma.
La proposta si basa su tre pilastri: Workspace, che definisce il nuovo ambiente di lavoro virtuale e rappresenta la principale novità dell’annuncio; View, di cui è annunciata la nuova versione (5.2), che provvede alla virtualizzazione del desktop, trasformando i Pc fisici in servizi centralizzati; Mirage 4, la nuova versione che punta a migliorare la gestione del Pc fisico, mantenendone l’immagine centralizzata, ma consentendo l’esecuzione locale in modo da permettere, ad esempio, il lavoro anche in caso di banda insufficiente.
Secondo la logica Workspace, il posto di lavoro non è più rappresentato da un Pc, per quanto virtualizzato, ma è indipendente dal device. All’utente si offre dunque un’unica interfaccia attraverso cui accedere, in modo sicuro (via password ed eventualmente token Rsa) e integrato a quanto è presente sul Pc, a dati esterni, alle applicazioni. E per evitare di fornire applicazioni che non vengono utilizzate, ma per le quali viene pagata una licenza, l’It può predisporre un catalogo da cui l’utente può attingere in una logica self-service. Fra i vantaggi per l’It, la possibilità di aggiungere facilmente nuovi dispositivi, nuovi utenti o applicazioni senza necessità di riconfigurazione.
La nuova versione di Mirage potrà, a sua volta, gestire un’immagine che suddivide il PC in strati logici alcuni dei quali controllati dal singolo utente, altri di proprietà dell’IT (e dunque condivisi fra più utenti) che li gestisce per garantire l’aggiornamento dei dati e delle applicazioni, effettuare le migrazioni di sistema operativo, ripristinare il sistema in caso di guasto o interruzione del servizio.
View, infine, consentirà l’accesso semplificato ai desktop remoti e alle applicazioni utilizzando qualsiasi browser Html5 da qualsiasi dispositivo senza dover installare alcun software client. Offrirà inoltre una nuova interfaccia intuitiva gesture-oriented, secondo le modalità di interazione tipiche dei sistemi touch, per sfruttare le caratteristiche dei tablet e dei dispositivi mobili.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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