Il settore della tecnologia senza pilota in Italia attraversa una fase di maturazione profonda, segnata da una crescita dei volumi economici e da un fermento tecnologico che vede l’intelligenza artificiale come protagonista assoluta.
Durante il recente convegno «Droni e Mobilità Aerea Avanzata: l’Italia al test della competitività», organizzato dall’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano, Alberto Curnis e Davide Invernizzi, entrambi ricercatori senior dell’Osservatorio, hanno delineato i contorni di un’industria che nel 2025 si trova a un bivio cruciale tra sperimentazione e piena operatività commerciale.
Indice degli argomenti
Il valore del mercato italiano dei droni nel 2025
L’analisi economica presentata da Curnis fotografa un comparto in salute, ma che necessita di nuovi stimoli per mantenere il ritmo di crescita. Secondo le stime dell’Osservatorio, il mercato italiano dei droni ha raggiunto un valore complessivo di 168 milioni di euro nel 2025. Questo dato rappresenta un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Sebbene il numero sia positivo, Curnis sottolinea come l’incremento percentuale risulti progressivamente più limitato anno dopo anno.
A questo proposito, il ricercatore ha dichiarato che: «stiamo parlando di un settore altamente innovativo, di un’urgenza di un cambio di passo per sostenere efficacemente le imprese e la nostra filiera nazionale».
Un segnale incoraggiante arriva però dalla demografia aziendale: per la prima volta negli ultimi cinque anni si registra un’inversione di tendenza positiva, con un numero di imprese attive che sale a 675 realtà nel 2025, superando le 657 del 2024.
Un punto critico emerso dall’analisi riguarda il ruolo delle istituzioni. Attualmente, il contributo della Pubblica Amministrazione rimane marginale, pesando mediamente per solo l’8% del valore del mercato complessivo. Si tratta di un potenziale inespresso, tanto che il 78% delle imprese del settore identifica nella PA il volano necessario per sostenere lo sviluppo della filiera nazionale.
La doppia anima del settore: Aerial Operations e Innovative Air Mobility
Per comprendere le dinamiche del mercato italiano dei droni, è necessario distinguere tra i due segmenti principali che lo compongono. Da un lato le Aerial Operations, che coinvolgono droni di piccola e media taglia impiegati in settori tradizionali come le ispezioni di linee elettriche. Dall’altro l’Innovative Air Mobility & Delivery (IAM&D), orientato al trasporto innovativo di merci e persone.
Le Aerial Operations costituiscono la parte più consolidata, dove il 78% degli attori è rappresentato da fornitori di servizi. Nonostante la domanda sia già presente, il potenziale economico è frenato da ostacoli normativi. Oltre un terzo delle imprese segnala che le tempistiche per ottenere le autorizzazioni non sono adeguate alle operazioni ad alto valore aggiunto, compromettendo la competitività dei servizi. Nonostante ciò, il 70% delle aziende prevede una forte crescita in questo ambito entro i prossimi tre anni.
Lo scenario della Innovative Air Mobility & Delivery è invece caratterizzato da una fase prevalentemente sperimentale. In questo segmento operano 37 imprese in Italia, di cui l’84% ricopre il ruolo di produttore di hardware, software o payload. Il business è fortemente sbilanciato verso il trasporto merci (92% delle imprese), che dovrebbe raggiungere la maturità commerciale prima del trasporto passeggeri, quest’ultimo penalizzato da una complessità elevata e alte barriere all’ingresso.
L’impatto dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie
La componente tecnologica è stata approfondita da Invernizzi, che ha identificato tre direttrici fondamentali: l’intelligenza artificiale, i sistemi eVTOL (aeromobili a decollo e atterraggio verticale) e le soluzioni counter-drone. L’adozione dell’AI è considerata molto rilevante dal 62% delle imprese italiane , con il 44% delle aziende che ha pianificato investimenti in questa direzione entro il 2028.
L’applicazione dell’AI si distribuisce in diverse fasi della missione:
- Il 71% delle startup internazionali si concentra sulla fase post-missione, ovvero l’elaborazione dei dati per ispezioni infrastrutturali e rilevamento anomalie.
- Il 24% sviluppa algoritmi per la navigazione e il controllo, essenziali per l’evitamento di ostacoli in scenari dinamici.
- Solo il 5% lavora sulla preparazione della missione, come la pianificazione automatizzata o il supporto documentale.
Parallelamente, lo sviluppo tecnologico deve affrontare il limite dell’autonomia di volo. Invernizzi ha evidenziato come «l’attuale densità energetica delle batterie utilizzate è un limite per la competitività dei droni rispetto ad altri strumenti sulle stesse applicazioni». Per superare questo ostacolo, la ricerca si sta muovendo verso batterie di nuova generazione e la sperimentazione di vettori energetici alternativi come l’idrogeno.
Il panorama internazionale e la crisi europea degli eVTOL
Mentre il mercato italiano dei droni cerca di consolidarsi, il contesto internazionale mostra velocità differenti. Tra il 2019 e il 2025 sono stati censiti 2.178 progetti internazionali, di cui il 70% rivolto alle Aerial Operations. Tuttavia, la percentuale di progetti che raggiungono la piena operatività rimane stabile, segno che è necessario un salto di qualità per trasformare la sperimentazione in servizi ricorrenti.
Sul fronte degli eVTOL, l’Europa sta vivendo un momento di forte criticità. Mentre in Cina EHang ha già ottenuto certificazioni locali e negli Stati Uniti aziende come Joby e Archer attraggono ingenti investimenti col supporto governativo, il settore europeo soffre per il ridimensionamento di pionieri come Lilium e Volocopter. Secondo Invernizzi, «per restare competitivi in Europa occorre sicuramente una nuova fase di finanziamento per i costruttori, in modo tale da non restare indietro e non dover poi dipendere dalle soluzioni sviluppate altrove».
Sicurezza e sistemi counter-drone: una necessità strategica
Un ambito in rapida ascesa è quello dei sistemi counter-drone, tecnologie nate per monitorare e mitigare i rischi posti da droni non autorizzati. Le tensioni geopolitiche e le frequenti incursioni presso aeroporti o infrastrutture sensibili hanno accelerato la domanda di queste soluzioni. Sono state censite 60 imprese a livello internazionale e nazionale che offrono circa 220 soluzioni differenti.
La distribuzione geografica vede l’Europa dominare la produzione di queste tecnologie. Le applicazioni principali includono:
- Difesa e sicurezza nazionale.
- Protezione di infrastrutture critiche e aeroporti.
- Sicurezza in occasione di eventi pubblici e sportivi.
- Tutela della privacy e protezione di ambienti urbani e monumentali, particolarmente rilevante per il patrimonio italiano.
La velocità dell’innovazione nel settore dei droni mette però a dura prova l’efficacia di questi sistemi. Come sottolineato da Invernizzi, è fondamentale supportare la ricerca per creare soluzioni all’avanguardia che sappiano rispondere alle sfide poste da una tecnologia in continua evoluzione.
FAQ: Industrial Iot
Che cos’è l’Industrial Internet of Things (IIoT)?
L’Industrial Internet of Things (IIoT) si riferisce all’applicazione della tecnologia IoT nell’ambito industriale. Consiste in una rete interconnessa di dispositivi, macchinari, sensori e software che raccolgono, scambiano e analizzano dati in tempo reale all’interno di ambienti industriali. Rappresenta un pilastro dell’Industria 5.0, consentendo la creazione di fabbriche intelligenti e processi produttivi più efficienti, flessibili e sostenibili.
Quali sono le principali differenze tra IoT e IIoT?
L’IoT e l’IIoT sono concetti correlati ma con differenze sostanziali. L’IoT si riferisce alla rete di oggetti quotidiani connessi a Internet (smartphone, elettrodomestici, dispositivi indossabili) orientati principalmente al consumatore. L’IIoT, invece, è specificamente progettato per ambienti industriali, con requisiti più rigorosi di affidabilità, sicurezza e robustezza. L’IIoT si concentra sull’ottimizzazione dei processi produttivi, sul monitoraggio degli asset e sulla manutenzione predittiva, con un’enfasi particolare sull’integrazione tra sistemi IT e OT (Operational Technology).
Quali sono i principali vantaggi dell’implementazione dell’IIoT per le industrie?
L’implementazione dell’IIoT offre numerosi vantaggi alle industrie: aumento della produttività attraverso l’ottimizzazione dei processi basata su dati in tempo reale; riduzione dei costi di manutenzione, energetici e degli sprechi di materiali; maggiore flessibilità produttiva con adattamento rapido alle variazioni della domanda; miglioramento della sicurezza attraverso il monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro; accelerazione dell’innovazione nello sviluppo di prodotti; maggiore sostenibilità ambientale; e migliore integrazione della supply chain con maggiore visibilità e coordinamento tra fornitori e clienti.
Quali tecnologie abilitanti sono necessarie per implementare l’IIoT?
Per implementare efficacemente l’IIoT sono necessarie diverse tecnologie abilitanti: sensori e attuatori che raccolgono dati dall’ambiente fisico; tecnologie di connettività come 5G, Wi-Fi, Bluetooth e protocolli industriali specifici; cloud computing per l’archiviazione e l’elaborazione dei dati; edge computing per elaborare i dati vicino alla fonte; Big Data Analytics per analizzare grandi volumi di informazioni; Intelligenza Artificiale e Machine Learning per l’analisi predittiva; robuste soluzioni di cybersecurity; piattaforme IIoT per la gestione e l’integrazione dei dispositivi; Digital Twin per simulazioni in tempo reale; e tecnologie di Realtà Aumentata e Virtuale per supportare manutenzione e formazione.
Come l’IIoT migliora l’efficienza dei processi industriali?
L’IIoT migliora l’efficienza dei processi industriali attraverso la raccolta e l’analisi di dati in tempo reale dai macchinari e dagli impianti. I sensori intelligenti monitorano continuamente parametri operativi, consentendo l’identificazione immediata di inefficienze e sprechi energetici. Questo approccio data-driven permette di ottimizzare i consumi energetici, migliorare la pianificazione della produzione e implementare strategie di manutenzione predittiva che riducono i tempi di inattività. La tecnologia IIoT consente anche il monitoraggio remoto degli impianti, rendendo possibile intervenire rapidamente in caso di anomalie e garantendo un funzionamento più efficiente e sostenibile dell’intero processo produttivo.
Quali sono le best practices per la cybersecurity nell’IIoT?
Le best practices per la cybersecurity nell’IIoT includono: segmentazione della rete per isolare i sistemi critici; implementazione di solidi sistemi di gestione delle identità e degli accessi; utilizzo di crittografia per proteggere i dati in transito e a riposo; gestione proattiva delle vulnerabilità con aggiornamenti regolari; monitoraggio continuo e analisi dei log per rilevare attività sospette; formazione del personale sui rischi di sicurezza; creazione di backup regolari e piani di ripristino; applicazione del principio di minor privilegio per limitare gli accessi; protezione fisica dei dispositivi IIoT; e sviluppo di sistemi resilienti in grado di continuare a funzionare anche durante un attacco.
Come l’IIoT facilita la manutenzione predittiva?
L’IIoT facilita la manutenzione predittiva attraverso il monitoraggio continuo delle condizioni operative dei macchinari industriali. I sensori raccolgono dati su parametri come vibrazioni, temperature, pressioni e consumi energetici, che vengono analizzati tramite algoritmi avanzati e intelligenza artificiale. Questi sistemi sono in grado di identificare pattern e anomalie che precedono i guasti, consentendo di intervenire prima che si verifichino rotture. Ciò permette di ridurre i tempi di inattività non pianificati fino al 70%, abbattere i costi di manutenzione fino al 30% e prolungare la vita utile delle attrezzature, ottimizzando la pianificazione degli interventi e riducendo la necessità di ispezioni manuali.
Quali sono le tendenze attuali nel mercato dell’IIoT?
Il mercato dell’IIoT sta vivendo una crescita significativa, con un incremento del 13% nel 2022 rispetto all’anno precedente, superando la crescita del mercato digitale complessivo. Si osserva una riduzione del divario tra grandi imprese e PMI nell’adozione di queste tecnologie, con una conoscenza dell’IIoT che ha raggiunto il 98% nelle grandi aziende e l’87% nelle PMI. I settori più dinamici includono la Smart Agriculture (+32%) e la Smart Factory (+22%). Emerge inoltre una crescente consapevolezza dell’importanza dei dati e si sta evolvendo verso nuovi modelli di business basati sulla servitizzazione, dove i produttori offrono servizi a valore aggiunto basati sui dati raccolti dai dispositivi IIoT.
Cosa sono le Industrial IoT Platform e quali sono i leader di mercato?
Le Industrial IoT Platform sono soluzioni software che facilitano la convergenza IT/OT nelle aziende industriali, consentendo la raccolta, l’analisi e l’orchestrazione di dati complessi da fonti eterogenee. Queste piattaforme migliorano il controllo del plant e il decision-making strategico, offrendo funzionalità di connettività, analisi dei dati, visualizzazione e integrazione con sistemi esistenti. Secondo l’analisi di Gartner, i leader di mercato in questo settore sono pochi e ben consolidati, caratterizzati da una proposta completa e da uno sforzo innovativo costante. Si distinguono per la capacità di espandere il potenziale delle piattaforme IIoT per potenziare o sostituire applicazioni industriali come MES, EAM e APM, sia su cloud che on-premise.
Come l’IIoT contribuisce all’efficientamento energetico nelle aziende?
L’IIoT gioca un ruolo chiave nell’efficientamento energetico delle aziende attraverso un approccio data-driven. I sensori intelligenti integrati negli impianti industriali monitorano in tempo reale i consumi energetici, identificando inefficienze e sprechi. L’analisi di questi dati consente di ottimizzare i processi produttivi, regolare dinamicamente i sistemi HVAC e l’illuminazione in base all’effettiva occupazione degli spazi, e implementare strategie predittive per la gestione dell’energia. Secondo Giancarlo Divolo di NovaNext, “l’efficientamento energetico consente un risparmio nei consumi, solitamente frutto di un’ottimizzazione dei processi, che si traduce in una maggiore produttività e, quindi, nell’incremento dei margini di profitto”. Le tecnologie IIoT contribuiscono anche alla riduzione dell’impatto ambientale, considerando che il 37% delle emissioni di CO2 a livello mondiale proviene dagli edifici e oltre il 30% dell’energia usata in un edificio viene sprecata.
Quali sfide devono affrontare le aziende nell’implementazione dell’IIoT?
Le aziende che implementano soluzioni IIoT devono affrontare sfide che vanno oltre la tecnologia. Come evidenziato da Andrea Gozzi, Managing Director di MindSphere World Italia, “le difficoltà non dipendono dalla tecnologia, è molto più una questione di persone e processi”. Le principali sfide includono la mancanza di competenze specifiche e figure professionali adeguate, la difficoltà nel comprendere il valore reale dei dati raccolti, la resistenza al cambiamento culturale e organizzativo, e l’incertezza economica che può frenare gli investimenti. Un altro ostacolo significativo è rappresentato dal cosiddetto “inferno del pilota”, con troppe aziende che si bloccano dopo il progetto pilota senza riuscire a scalare le soluzioni. Secondo Siemens, adottare un approccio “buy” invece che “make” può aumentare significativamente le probabilità di successo dei progetti IIoT, portandole dal 5% a oltre il 60%.




















