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Servizi via web per un nuovo business

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Servizi via web per un nuovo business

29 Ott 2013

di Patrizia Fabbri

Quanto sono pronte le aziende a cogliere i vantaggi della fruizione di servizi cloud accessibili via web in modalità self service, con un focus specifico sul modello Public? È il tema della WebSurvey, realizzata da ZeroUno in partnership con Google, “Servizi cloud via web” che ha coinvolto 78 aziende italiane.

Le logiche di consumerizzazione tecnologica entrano ormai pesantemente all’interno dei contesti aziendali sempre più permeati da progetti e strategie in chiave mobility, social/collaboration e cloud. Fenomeni che hanno un profondo impatto sulla trasformazione dei processi per una maggiore flessibilità, dinamicità, velocità di risposta al mercato. Il cloud è la forza che integra, abilita, amplifica le altre: la mobile enterprise, affinché risulti efficace sul piano del business, deve poter garantire accesso ad app e informazioni ai mobile workers; il social business ‘funziona’ grazie al cloud. Ma la consapevolezza aziendale dei vantaggi e del ‘potere’ che la correlazione tra queste forze determina è solo all’inizio.
Obiettivo della web survey di ZeroUno è quindi capire in dettaglio quanto le aziende siano pronte a cogliere i vantaggi della fruizione di servizi cloud accessibili via web in modalità self service, con un focus specifico sul modello Public. Oltre al tema del cloud, l’indagine si focalizza anche su un’altra area ad oggi particolarmente all’attenzione delle aziende, ovvero quella del Social, indagando la presenza progetti evolutivi in questo ambito.

La Survey, inoltre, fornisce un particolare focus sul livello di conoscenza dell’offerta Google Apps for business e delle soluzioni Google per il cloud presso le aziende italiane.

Il panel di riferimento

L’indagine si basa su un panel composto da 78 aziende attive prevalentemente nei settori Industria, Servizi, Pubblica Amministrazione e Media-TLC: in questi comparti opera complessivamente oltre il 70% delle realtà che hanno partecipato all’indagine.

Il restante 30% circa del panel appare polarizzato nel settore Finance, a cui appartiene l’11,5% delle aziende intervistate, e Utilities (7,7%).

Completano il panel realtà appartenenti ad altri settori (tra cui GDO e Associazioni).

La partecipazione all’indagine ha visto un ruolo particolarmente attivo delle risorse appartenenti all’area ICT, sia Responsabili ICT (42,3%) che, in misura inferiore, i primi riporti del CIO (15,4%), come responsabili applicativi o infrastrutturali.

Tra gli altri interlocutori non appartenenti all’area ICT si segnalano, in particolare, le seguenti figure:

  • Amministratore Delegato/ Direttore Generale/ Presidente (11,5%)
  • Marketing manager (9%), Responsabili di line of business (5%) e Direttori Risorse Umane (2,6%)
  • Consulenti (3,8%) che si occupano di tematiche tecnologiche soprattutto nelle realtà di piccole dimensioni, in cui spesso non sono presenti strutture ICT organizzate, o supportano realtà di maggiori dimensioni nella gestione dell’IT
  • Nella categoria Altro (complessivamente il 10,6% delle risposte) sono inclusi dirigenti, responsabili area acquisti e account manager

I risultati dell’indagine sono stati classificati sulla base della dimensione delle aziende del panel, in termini di numerosità di addetti. Una serie di comportamenti e di problematiche nell’utilizzo di strumenti social e mobile sono infatti direttamente influenzati dalla dimensione aziendale e dalla numerosità dei dipendenti a cui i servizi sono indirizzati.

I cluster identificati all’interno del panel sono tre:

  • Aziende piccole (< 50 addetti)
  • Aziende medie (da 50 a 499 addetti)
  • Aziende grandi (da 500 a > 1.000 addetti)

Il cluster più rilevante all’interno del panel è quello delle grandi aziende, che rappresentano il 44,9% del campione, seguito dalle aziende di piccola dimensione (28,2%) e, infine da quelle di media dimensione (26,9% delle aziende del campione). E’ rilevante segnalare che il segmento delle piccole aziende è composto in prevalenza da società di servizi, mentre quello delle grandi aziende da realtà appartenenti al settore industriale.

Osservando la distribuzione delle aziende del panel per numerosità di sedi, si rileva che poco meno di un terzo delle realtà possiede un’unica sede (principalmente aziende di piccole e medie dimensioni), mentre il 23% delle aziende ha segnalato tra le 2 e le 5 sedi (cluster composto in modo indistinto da piccole, medie e grandi realtà).

Infine, circa il 46% del panel ha segnalato un numero di sedi uguale o superiore alle 6 unità (si tratta in questo caso di aziende di media e grande dimensione).

Di seguito alcune tra le figure più significative della survey con relativa spiegazione a lato.


Figura 1

Le soluzioni innovative: livello di diffusione attuale

La survey ha indagato il livello di presenza in azienda di una serie di tecnologie innovative:

  • Mobility: la penetrazione di device mobili (smartphone e tablet) in azienda è in rapida crescita negli ultimi anni e si rileva aver raggiunto un elevato livello di diffusione nel 44,9% delle aziende del panel, in particolare società dei settori servizi e finance.
  • Collaboration: la diffusione di strumenti di collaboration interna è un fenomeno in divenire presso le aziende, guidato dall’esigenza sempre più pressante di ridurre i costi per le comunicazioni aziendali e le trasferte.
  • Cloud: le aziende del panel evidenziano un approccio ancora moderato all’adozione di soluzioni in modalità a servizio (solo il 20,5% delle aziende indica una diffusione elevata).
  • Social: gli strumenti social per relazionarsi con clienti, prospect, stakeholder e fornitori presentano ancora una bassa diffusione all’interno delle aziende (il 59% del panel dichiara una diffusione nulla o bassa), seppur il fenomeno sia in rapida crescita. Molta curiosità, ma l’implementazione e la gestione di questi modelli richiede competenze e risorse specifiche che non tutte le aziende sono già in grado di mettere in campo.

Fonte: ZeroUno e NetConsulting in partnership con Google


Figura 2

Ambiti in cui gli strumenti ICT possono avere un impatto positivo a supporto dei processi aziendali

La survey ha rilevato quali sono i principali ambiti in cui le tecnologie illustrate nel grafico precedente possono avere un impatto significativo a supporto dei processi aziendali.
Ciò che emerge dalle risposte fornite dalle aziende del panel è che le soluzioni di mobility hanno un impatto principalmente sul miglioramento delle relazioni sia tra i dipendenti all’interno dell’impresa (67,9%), sia tra l’azienda e i clienti (57,7%). Le soluzioni di collaboration, oltre a migliorare e rendere più efficienti le comunicazioni interne (78,2%), hanno impatti positivi anche nelle relazioni con l’ecosistema dei fornitori (21,8%) e dei collaboratori esterni all’azienda (30,8%). L’utilizzo di strumenti social permette alle aziende, prevalentemente di dimensioni medie e grandi, di relazionarsi in maniera più efficace essenzialmente con la propria customer base (66,7%) e i prospect (33,3%). Infine, relativamente all’adozione di soluzioni in modalità as a Service/cloud, l’impatto rilevato dalle aziende del panel risulta positivo soprattutto nell’ambito delle relazioni tra dipendenti dell’azienda (42,3%), dovuto essenzialmente a un utilizzo sempre più diffuso di soluzioni di posta elettronica e produttività individuale in cloud, e nell’ambito delle relazioni con i clienti (41%).

Fonte: ZeroUno e NetConsulting in partnership con Google


Figura 3

Presenza di una strategia che preveda il cloud come elemento abilitante le strategie di mobility e social

Se la percezione del cloud come elemento abilitante l’introduzione di logiche di Mobility e di Social Business è abbastanza positiva tra le aziende, l’effettiva presenza a oggi di strategie di questo tipo è ancora limitata (22,4%) e riguarda prevalentemente quelle aziende che, indipendentemente dalla dimensione, hanno mostrato una maggiore maturità dal punto di vista della conoscenza e dell’adozione dei vari elementi analizzati
Gran parte delle aziende prevede di avviare una strategia basata sul cloud per abilitare Mobility e Social Business dopo il 2013 (28,9%), mentre è più limitata la quota di imprese che ha in programma l’avvio di una strategia di questo tipo entro il 2013 (7,9%).
Da questo emerge come le aziende, in particolare quelle che adotteranno il cloud, non vedano ancora una connessione diretta tra i vari elementi, ma debbano essere “formate” a riguardo.
Tra le aziende che sembrano non ancora pronte a implementare una vera e propria strategia basata sul cloud, si evidenziano quelle di medie dimensioni. Questo dato è in continuità con quanto emerso in precedenza, poiché in questo cluster di aziende si trova la maggior parte delle realtà che anche nel medio periodo non adotteranno soluzioni cloud e di conseguenza non vedono questa modalità di fruizione dell’It come abilitante evoluzioni in ambito mobility e social.

Fonte: ZeroUno e NetConsulting in partnership con Google


Figura 4

Fattori di freno all’adozione del modello Public Cloud

Riguardo alle principali barriere all’adozione del Public Cloud, la maggioranza delle aziende mostra perplessità in tema privacy e sicurezza dei dati e delle applicazioni, seguita da timori sulla garanzia dei livelli di servizio da parte dei cloud provider e, dunque, sul mantenimento della continuità di erogazione del sevizio stesso.
Ulteriori dubbi delle imprese sono relativi alle problematiche tecnologiche che potrebbero verificarsi in merito a integrazione e interoperabilità con l’infrastruttura già presente in azienda, nonché ai vincoli normativi relativi al settore di appartenenza che possono imporre restrizioni sulla tenuta dei dati su infrastrutture localizzate all’estero. Tra le barriere si segnalano anche la difficoltà a stabilire l’affidabilità di un cloud provider di tipo pubblico e il timore di vendor lock in.
Infine, le aziende spesso ritengono che il cloud necessiti di una ridefinizione di ruoli e processi in azienda; ciò si pone come ulteriore barriera all’adozione di questo modello.

Fonte: ZeroUno e NetConsulting in partnership con Google


Figura 5

Benefici derivanti dall’adozione di un modello public cloud a supporto di mobility e social

La survey ha approfondito presso le aziende del panel quali possono essere i benefici derivanti dall’adozione di un modello Public Cloud a supporto di Mobility e Social.
Il primo vantaggio si identifica nel poter fornire un supporto più rapido a un numero elevato di soggetti in mobilità che hanno necessità di accedere alle risorse da remoto (61,5%).
Tra gli altri benefici citati emergono la maggiore velocità nella delivery di applicazioni di business (46,2%), così come la possibilità di sviluppare un Enterprise application store (43,6%), ovvero un catalogo di applicazioni mobile selezionate o sviluppate ad hoc per i dipendenti dell’azienda (e validate secondo policy aziendali).
Altri benefici, evidenziati in misura maggiore dalle aziende di medio-grande dimensione rispetto a quelle più piccole, sono rintracciabili nella maggiore facilità e flessibilità nell’attivazione di piattaforme Social (25%) e nella migliore gestione degli aspetti legati alla sicurezza (23,1%).

Fonte: ZeroUno e NetConsulting in partnership con Google

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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