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Il controllo dei costi nel Cloud

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Analisi

Il controllo dei costi nel Cloud

10 Giu 2013

di Redazione

Occorre fare molta attenzione ai costi occulti dell’integrazione degli ambienti “nella nuvola”. Ecco come fare a riconoscerli e preventivarli.

cloud-economy-sicurezza-3.gifSino a non molto tempo fa il Cloud computing era solo uno slogan, che le aziende faticavano a comprendere. Ora, siamo nel bel mezzo di una grande ondata tecnologica di portata pari o superiore a quella dei social network, del mobile o degli strumenti di analisi. Anzi, il Cloud sta progressivamente favorendo la convergenza di tutti questi fenomeni, aprendo la strada dell’IT a nuovi sviluppi senza precedenti noti.

Questa convergenza significa che ogni azienda è, di fatto, una realtà digitale. Lo studio 2013 Technology Vision di Accenture identifica sette trend tecnologici che stanno plasmando il futuro dell’IT aziendale, con il cloud alla base di tutto.

Il Cloud è pervasivo ed è un approccio tecnologico destinato a perdurare. Vedremo un numero sempre maggiore di software e piattaforme trasferiti nel Cloud nel corso dei prossimi anni. Con l’accelerazione dell’adozione del Cloud, le organizzazioni hanno bisogno di processi e strumenti già idonei a prevederne e gestirne i costi.

Le imprese, quindi, hanno bisogno di prendere in considerazione questi aspetti.

La complessità della scelta


I contratti relativi ai Cloud pubblici dovrebbero essere più simili ai contratti di telefonia mobile che non a un contratto di utenza fissa. Ciò è dovuto in parte alle tariffe multiple, composte di molteplici componenti frammentarie e valutati attraverso una varietà piuttosto ampia di tipologie e combinazioni.

Le tariffe dei servizi Cloud sono spesso presentate in maniera accattivante, nell’ordine di pochi centesimi l’ora, ma qualsiasi analisi del costo totale di possesso (TCO) deve inevitabilmente ricomprendere tutti gli aspetti di una soluzione operativa. Ad esempio, l’implementazione interna del cloud privato richiede un hardware, storage e networking dedicati, insieme a strumenti di orchestrazione e automazione per rendere la tecnologia più ‘cloudy’, ognuno dei quali necessita di scelte di progettazione a lungo termine, da compiersi nella fase iniziale.

Le organizzazioni dovrebbero adottare un approccio metodico per evitare di investire l’equivalente di una fuoriserie quando una monovolume più lenta potrebbe essere la scelta più efficace ed economica.

I modelli ibridi cercano di trovare un equilibrio tra i benefici del cloud privato e di quello pubblico. Anche in questi casi, però, occorre prendere in esame in modo attento e accurato gli aspetti architetturali, per cautelarsi contro il rischio di disservizi.

Costo d’ingresso e aspettative di integrazione

Per entrambi le adozioni del Cloud privato e pubblico, le aspettative di creazione dell’infrastruttura di base, i costi di connettività e quelli di integrazione devono essere gestiti con attenzione. I fornitori di Cloud pubblici recuperano l’investimento iniziale spalmandone entità e rischi su un numero di clienti piuttosto ampio, dando a ciascuno di essi un livello di flessibilità tale da riuscire a scalare in poco tempo la tecnologia sia verso l’alto che verso il basso laddove, invece, le piattaforme di cloud private interne devono essere pagate sin dal primo giorno, in un modo o nell’altro, attraverso le spese in conto capitale o tramite finanziamenti.

Senza un’attenta pianificazione e controllo, il costo relativo alle operazioni day-by-day, alla manutenzione, all’integrazione dei servizi e alla gestione del cloud finisce per essere sottostimato.

Per il calcolo del costo totale, l’integrazione con i sistemi e i processi già esistenti deve essere considerata attentamente. Quindi è assolutamente necessario che le aziende tengano presente l’intero “iceberg”, non solamente ciò che emerge dall’acqua.

Un approccio olistico garantirsi il successo

Il Cloud aiuta già ad apportare notevoli vantaggi in termini di riduzione dei costi dell’IT e agilità del business in molte organizzazioni, ma è importante che i reparti IT cerchino di limitare qualsiasi sorpresa, in quanto ciò potrebbe compromettere la loro posizione nei confronti delle linee di business.

Con un approccio strutturato e metodico, centrato sulla roadmap di adozione, l’IT ha l’opportunità di diventare un acceleratore per il business e di far emergere quelle capacità “nascoste” che si traducono in benefici concreti e articolati per il business, cosa questa che fa meglio digerire al management e alle diverse business unit il costro complessivo di un progetto di questo tipo.

Appaltare servizi Cloud può essere relativamente facile, ma la loro integrazione all’interno degli ambienti IT esistenti è un compito più arduo e complesso di quanto non possa apparire in prima istanza. Tuttavia, se questa operazione viene condotta correttamente, le aziende possono trarre enormi benefici dal cloud computing e dalle tecnologie innovative che supporta.

Il Cloud, infatti, offre la possibilità di connettersi con i clienti in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, di migliorare la comprensione dei report e delle applicazioni analitiche, di eliminare i confini organizzativi, di sostenere un’innovazione più veloce e di ampliare la presenza sul mercato dell’impresa, sostenendo tutte quelle capacità di cui ogni azienda necessita per competere nel mercato di oggi.

Redazione

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