IBM: il cloud per valorizzare il patrimonio applicativo delle aziende

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IBM: il cloud per valorizzare il patrimonio applicativo delle aziende

Promosso da Big Blue e Digital360, l’evento digitale Time for Cloud ha messo sotto i riflettori il tema della modernizzazione software all’interno di ambienti It ibridi. Ecco il reportage della sessione dedicata

30 Set 2020

di Arianna Leonardi

La modernizzazione e valorizzazione delle applicazioni è stato il filo conduttore di un interessante dibattito sviluppato durante Time for Cloud, l’evento in diretta streaming organizzato da IBM con la partnership di Digital360.

Simone Cerroni, Giornalista Class CNBC – Italia 4.0, ha moderato la sessione dedicata al tema, accompagnando la platea attraverso una serie di interventi focalizzati su progettazione cloud-native, migrazione e portabilità applicativa, integrazione, automazione dei processi tramite robotica e intelligenza artificiale, digitalizzazione del business tramite servizi innovativi.

Bentley SOA digitalizza il processo di qualificazione delle imprese con blockchain

Il primo speech porta all’attenzione del pubblico un esempio concreto di innovazione realizzato nell’ambito della PA.

Bentley SOA, organismo di attestazione nel comparto dei lavori pubblici, ha attuato un importante progetto di digitalizzazione documentale, come risultato di un’esigenza partita dal basso. “Secondo un’indagine condotta nel 2018 – racconta infatti il presidente Tiziana Carpinello – la quasi totalità degli stakeholders ha richiesto la semplificazione e la digitalizzazione del settore. Per soddisfare il bisogno, abbiamo scelto una soluzione basata su blockchain, perché offre certezza di autenticità e notarizzazione dei documenti, un requisito indispensabile”.

L’iniziativa sta procedendo con tempi rapidissimi. “Ci siamo rivolti a IBM – prosegue Carpinello – nel dicembre 2019, a giugno 2020 è stato siglato il contratto e già a ottobre partiranno i primi test per condurre il processo di qualificazione tramite blockchain. Come obiettivo finale, tutte le pratiche cartacee saranno sostituite dal fascicolo virtuale consultabile da qualsiasi istituzione autorizzata”.

La scelta è ricaduta su blockchain per una serie di vantaggi, tra cui l’accesso ai documenti previa autorizzazione o la piena compliance ai vincoli normativi grazie a tracciabilità, notarizzazione e notifica.

“Il progetto – conclude Carpinello – è stato avviato all’insegna della semplificazione e della sostenibilità ambientale (eliminando il cartaceo), con la volontà di superare le diffidenze degli stakeholder grazie alla trasparenza di blockchain e di sviluppare un strategia di digitalizzazione a livello sistemico”.

L’automazione tramite intelligenza artificiale e soluzioni Roa

Nell’intervento successivo, Giorgio Anselmi, Technical Sales Manager – Hybrid Cloud Software di IBM Italia, rimane sul concreto parlando delle principali sfide che le aziende devono affrontare: la volatilità della domanda, che richiede l’agilità per dimensionare rapidamente le risorse IT; la necessità di creare e offrire nuovi prodotti e servizi; l’effort per garantire la produttività dei dipendenti da remoto, con l’aggiunta di nuovi strumenti e applicazioni.

“La risposta tecnologica – chiarisce Anselmi – passa attraverso l’automazione del business, che include la digitalizzazione, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’introduzione dei digital workers (i robot) a supporto della forza lavoro. Un esempio di Robotic Process Automation (Roa), con il supporto dell’AI, è rappresentato dal customer requests routing, per smistare le richieste di assistenza secondo destinatari e priorità, accelerando le tempistiche del processo fino a 6 volte e riducendo l’intervento manuale anche dell’80%. IBM mette a disposizione la piattaforma Cloud Pak for Automation, modulare e flessibile, basata su RedHat OpenShift, che offre tutte le componenti necessarie per realizzare questo tipo di applicazioni”.

La novità di Big Blue nel campo delle soluzioni RPA, si chiama WDG Automation e permette alle aziende di abilitare rapidamente software bots in modalità as-a-service, con la possibilità di implementare anche gli assistenti virtuali. IBM Automation, come ricorda Anselmi, ha già realizzato 50mila applicazioni in 93 nazioni per 19 diversi settori.

Q8 innova lo sviluppo applicativo con l’API Management

La capacità di offrire al cliente servizi digitali efficaci è il leitmotiv anche dell’intervento successivo. Francesco Bove, Business Innovation Manager, e Simone Rischia, IT Infrastructures, Operations and Security Manager di Q8 Kuwait Petroleum Italia raccontano un’esperienza che parte proprio dalle strategie di customer-centricity.

Il percorso di modernizzazione applicativa attuato con IBM attraverso l’implementazione di una piattaforma di API Management ha permesso infatti alla società di aprirsi alle nuove tendenze tecnologiche e soddisfare le necessità della clientela. La soluzione realizzata consente lo sviluppo di nuove applicazioni secondo i ritmi dettati dal business, integrando le infrastrutture It esistenti con sistemi di pagamento digitali, applicazioni mobile, soluzioni di loyalty e così via.

Il progetto è stato realizzato in Italia per essere poi esportato a livello di corporation; ha comportato quindi un processo di standardizzazione dei sistemi in tutte le country, con l’obiettivo però di garantire buoni margini di autonomia operativa.

Tra i punti di attenzione del progetto si sottolinea la necessità di bilanciare la flessibilità di progettazione e integrazione applicativa con la solidità e la resilienza delle infrastrutture, accentuando il focus sulla sicurezza.

I manager di Q8 Kuwait Petroleum evidenziano il supporto prezioso della consulenza IBM dal punto di vista tecnologico, ma anche riguardo alla formazione delle competenze con corsi rivolti sia alle risorse interne sia ai partner preposti al software development.

Cloud Pak per la progettazione e l’integrazione applicativa

La sessione prosegue con lo speech di Raffaele Calisti, IBM Cloud Sales Leader di IBM Italia, che riprende alcuni spunti tematici suggeriti dal case study appena presentato.

Secondo gli analisti, per i prossimi dieci anni i sistemi legacy continueranno a convivere con le applicazioni cloud native e l’integrazione sarà un nodo centrale dell’It. In questo scenario, la soluzione proposta da IBM è Cloud Pak for Integration, che racchiude, secondo un approccio modulare, una serie di componenti tra cui la piattaforma API Connect implementata da Q8. Il pacchetto consente l’integrazione di applicazioni che risiedono in ambienti multi-cloud e persino di edge.

Sul fronte della portabilità e della modernizzazione, invece, Big Blue propone Cloud Pak for Applications, una suite che riunisce strumenti per lo sviluppo software cloud-native, la containerizzazione, la migrazione applicativa e le metodologie DevOps. All’interno del pacchetto, software analitici permettono di suggerire le strategie di trasformazione applicative più adatte a seconda dei casi.

Servizi e metodologie per l’ottimizzazione del mondo applicativo

Dopo l’excursus tecnologico, è arrivato il momento di trattare gli aspetti metodologici dell’Application Journey con Luisa Farinella, Associate Partner, Cloud & IoT Architect di IBM Services Italia. “Forniamo – dichiara – le competenze, le metodologie e gli strumenti necessari per pianificare le strategie cloud, effettuare la migrazione, sviluppare soluzioni destinate alla nuvola, gestire le operations applicative. Il percorso va costruito sapendo da dove si parte e dove si vuole arrivare, costruendo percorsi personalizzati attraverso gli approcci esclusivi IBM Garage e Design Thinking”.

L’obiettivo finale della roadmap sarà la realizzazione di un ambiente ibrido e multicloud su misura, che permette di migliorare l’esperienza dei clienti interni e finali, aumentare la produttività, ridurre la probabilità di incidenti e in generale risparmiare sui tempi e quindi sui costi dell’It.

Sogei accelera lo sviluppo di nuove applicazioni utilizzando il cloud

A chiudere la carrellata degli interventi dedicati alle applicazioni, viene presentato il caso utente di Sogei, la società It controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“Gli sviluppatori – spiega il responsabile delle architetture applicative e SaaS Gero Morreale – oggi devono affrontare un universo applicativo dove si integrano nuove tecnologie come microservizi, container, blockchain. Si è creata così la necessità pressante di avere a disposizione un ambiente ricco di funzionalità dove testare le soluzioni. Grazie a Cloud Pak for Applications, abbiamo quindi dato la possibilità ad ogni developer di creare una sorta di sandbox in tempi rapidissimi (pochi minuti), dove potere familiarizzare e sperimentare le applicazioni”.

Oltre alla velocità di implementazione degli ambienti, Morreale sottolinea altri vantaggi derivanti dalla piattaforma di Big Blue: innanzitutto, la maggiore governance e standardizzazione dei processi di sviluppo; inoltre la possibilità di dare continuità alle attività di development anche in situazioni straordinarie, come durante l’emergenza Covid-19. Il cloud pubblico di IBM ha infatti consentito agli sviluppatori di connettersi da remoto e proseguire nei progetti.

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Arianna Leonardi

Giornalista

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