Automazione e analytics sono le due parole chiave dei cambiamenti profondi nel modo di gestire l’IT (e in particolare nell’It Operations management) in Rabobank. Parliamo di una banca olandese nata nel secolo scorso dalla fusione di due istituti di credito per gli agricoltori e che oggi è uno dei maggiori istituti di credito mondiali, con oltre 9 milioni di clienti in 40 Paesi, e circa 60mila dipendenti. Nel tempo, Rabobank ha esteso i propri servizi dal credito alle famiglie e alle imprese, alla gestione del risparmio, al leasing, ai servizi immobiliari e di assicurazione.
“Il viaggio nell’automazione dell’It management in Rabobank è iniziato già da qualche anno – ha spiegato Toine Jenniskens, business architect dell’istituto – ma è dal 2017 che abbiamo intrapreso un piano per l’automation di tutta l’IT, a supporto di quella dell’intero business della banca”.
Who's Who
Toine Jenniskens

Il manager dell’istituto olandese ha raccontato nei dettagli questo “journey” durante una presentazione all’evento internazionale Micro Focus Universe 2018, tenutosi lo scorso mese di marzo nel Principato di Monaco. In questo percorso, che mira, in ultima analisi, a rendere l’azienda in grado di garantire un sempre migliore “customer journey” (per usare le parole di Jenniskens), Rabobank si avvale di tool sia di Micro Focus (molti dei quali già adottati quando facevano parte del portfolio di HP Enterprise) sia di altri software vendor. Ai tool dei software vendor, vanno poi aggiunti quelli offerti dai public cloud, i più utilizzati dei quali sono Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure, e diverse tecnologie open source, fra le quali Apache Hadoop (framework per il distributed computing affidabile e scalabile) e Apache Kafka (piattaforma di stream processing). L’ambiente IT in cui Rabobank sta investendo a livello di automazione, machine learning e analytics è decisamente di tipo hybrid IT: “Abbiamo un data center ormai altamente automatizzato – ha sottolineato il business architect – stiamo migrando sempre più workload in cloud, ma abbiamo ancora molto legacy di cui prenderci cura, mainframe inclusi”.
Indice degli argomenti
Alla ricerca della migliore CI/CD pipeline
Che cosa è successo in Rabobank negli ultimi anni? “Abbiamo deciso – ha raccontato Jenniskens – che, avendo un’offerta di servizi finanziari molto ampia, per sopravvivere in un mondo che sta cambiando, dovevamo modificare le regole con cui perseguiamo la nostra mission”. Tra i cambiamenti delle regole, il business architect ha citato in primo luogo l’automazione, ma ha aggiunto anche le collaborazioni con alcune Fintech (soggetti, come start up o aziende, che sono entrati nel business finanziario utilizzando fin dall’inizio le nuove tecnologie digitali, che sovvertono il modo di fare banca tradizionale). Fra gli obiettivi (anche della partnership con le Fintech) quelli di “essere più agili, veloci, curiosi, creativi e inclusivi”. Una vera trasformazione culturale, insomma, che a livello più tecnologico ha portato a scelte finalizzate a un “IT management più agile, orientato all’implementazione della metodologia DevOps, con la creazione di workplace in grado di aumentare la motivazione di chi lavora, e che consente di fare le cose in modo più facile”.














