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VMworld 2012: il cloud gestito e sicuro

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VMworld 2012: il cloud gestito e sicuro

Dall’evento mondiale di VMware tutti gli ultimi annunci di prodotti e servizi. Per le grandi aziende il mantra è il cloud computing; per le Pmi, l’azienda punta ad aiutare le organizzazioni a semplificare e automatizzare gli ambienti rendendoli più protetti.

29 Ago 2012

di Nicoletta Boldrini

SAN FRANCISCO – In occasione del VMworld 2012, VMware ha annunciato una nuova gamma completa di prodotti, competenze ed ecosistema di supporto per le infrastrutture e la gestione cloud.

Cardine dell'annuncio è la nuova VMware vCloud Suite 5.1, una soluzione che permette di realizzare un ambiente datacenter ‘software-defined’: la suite integra i prodotti VMware per la virtualizzazione, l'infrastruttura cloud e la gestione in un'unica Sku (stock-keeping unit), semplificando di conseguenza l'adozione delle nuove tecnologie per l'era del cloud. L'architettura del data center, definita dal software, astrae tutte le risorse hardware per concentrarle in un pool aggregato utilizzando l'automazione per renderlo disponibile in maniera sicura ed efficiente in base alle richieste delle applicazioni. Chi adotta questa architettura può disporre di datacenter virtuali proprietari, dotati di una raccolta isolata logicamente di tutte le risorse virtuali di calcolo, storage, networking e sicurezza alle quali sono abituati.

Di fatto, attraverso la riorganizzazione di tutti i layer dell'infrastruttura del datacenter in servizi software che girano su pool di risorse hardware standard, VMware vCloud Suite permette di semplificare e automatizzare le operazioni garantendo al contempo i livelli di servizio applicativo anche alle applicazioni business critical che consumano risorse in maniera intensiva. La suite mette a disposizione tutti i componenti necessari alla definizione e alla gestione dell'infrastruttura cloud – virtualizzazione, servizi per il datacenter software-defined, provisioning basato su policy, disaster recovery e gestione di operazioni e applicazioni.

Poiché il passaggio al modello cloud computing richiede approcci metodologici e strutturati, VMware ha deciso di sfruttare l’esperienza e le competenze maturate attraverso i propri progetti con le aziende per definire un modello operativo. Identificato sotto il nome di Cloud Ops e affiancato da un Forum online (Cloud Ops Forum) il framework è focalizzato su quattro aree chiave:

  1. Processi e controllo: Cloud Ops propone servizi On-Demand; provisioning automatizzato e deployment; Proactive Incident e Problem Management; sicurezza basata su Policy; Compliance e Risk Management; Consumption-based It Financial Management.
  2. Persone e organizzazione: in questo caso l’approccio aiuta le aziende ad affrontare i cambiamenti organizzativi introducendo lo sviluppo di un Centro di eccellenza cloud, supportato da corsi di formazione e certificazioni.  
  3. Modello finanziario e misurazione: Cloud Ops introduce nuove metriche che stabiliscono parametri per misurare efficienza, agilità e affidabilità degli ambienti cloud, così come migliorate capacità di servizi di It Business Management per guidare la transizione verso una gestione economica dell’It.
  4. Tecnologia e architettura software: l’efficienza, l’agilità e l’affidabilità di Cloud Ops richiedono un’infrastruttura flessibile, automatizzabile e resiliente, fornita attraverso la visione VMware per un data center software-defined (ed è qui che si colloca la nuova offerta della suite VMware vCloud 5.1).

Non sono poi mancati gli annunci dedicati al mondo delle Pmi. In questo caso parliamo della suite VMware vSphere 5.1 pensata con l’obiettivo di semplificare e proteggere gli ambienti It attraverso soluzioni di virtualizzazione, business continuity e gestione automatizzata.
Nello specifico VMware vSphere 5.1 includerà:

  1. un VMware vSphere Storage Appliance che trasforma lo storage interno dei server in una risorsa storage condivisa, permettendo di utilizzare le caratteristiche di business continuity di VMware vSphere come VMware vMotion e High Availability senza hardware storage condiviso;
  2. nuove capacità di backup e di recovery che consentiranno agli utenti di definire rapidamente le policy di backup di VMware vSphere (VMware vSphere Data Protection è il sistema di backup agentless che, grazie alla de-duplicazione built-in, consente di ridurre i costi nella gestione della protezione dei dati);
  3. VMware vSphere Replication per replicare i dati della virtual machine sulla Lan o Wan (per le aziende che vogliono semplificare e automatizzare il disaster recovery, VMware sta introducendo una nuova versione di VMware vCenter Site Recovery Manager – ndr);
  4. vShield Endpoint per la sicurezza degli endpoint per ogni carico di lavoro con un approccio semplificato cloud-aware (con VMware vShield Endpoint non c’è più bisogno di disporre di agenti antivirus all’interno delle virtual machine; si possono scaricare funzioni di antivirus e anti-malware per le macchine virtuali direttamente dai partner VMware).

Nicoletta Boldrini

Direttore responsabile di ZeroUno

Direttore di ZeroUno e del portale AI4Business dedicato all'intelligenza artificiale, seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

VMworld 2012: il cloud gestito e sicuro

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