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Hybrid cloud e Poste Italiane: così è possibile affrontare la nuova normalità

Grazie alla piattaforma realizzata con Red Hat, Poste Italiane vuole erogare più rapidamente servizi digitali nuovi e aggiornati

Pubblicato il 02 Ott 2020

Hybrid cloud Poste Italiane

Gli obiettivi con cui Poste Italiane sta realizzando la piattaforma basata sul portfolio open hybrid cloud di Red Hat (che include Red Hat OpenShift) sono quelli di supportare le connessioni sempre più numerose e profonde con i partner dell’ecosistema di Poste Italiane, di fornire ai 35 milioni di clienti del Gruppo una customer experience sempre più evoluta, consentendo al tempo stesso di accedere a un portafoglio di prodotti e servizi sempre più ampio e dinamico e di supportare la crescita dell’economia digitale in Italia.

Impegnata in un piano strategico quinquennale di trasformazione del business, Poste Italiane punta a migliorare l’operatività dei suoi 125.000 dipendenti, offrendo maggior valore ai propri utenti attraverso un’offerta ancor più ricca e fungendo da hub in un ecosistema di innovazione. Nell’ambito di questa trasformazione pluriennale del proprio business, il Gruppo ha adottato un’architettura scalabile a microservizi e ha fatto proprie pratiche di lavoro agili, tra cui DevOps.

Poste Italiane ha scelto Red Hat OpenShift come base comune alla propria architettura di business, con Red Hat Enterprise Linux come dorsale per il proprio cloud ibrido. Poste Italiane ha collaborato con Red Hat Consulting alla progettazione, implementazione e gestione della sua piattaforma basata su Red Hat OpenShift. A supporto di uno sviluppo accelerato di applicazioni cloud-native, Poste Italiane ha implementato Red Hat Runtimes, Red Hat OpenShift Container Storage e Red Hat Ceph Storage.

Inoltre, Poste Italiane sta utilizzando Red Hat AMQ (componente di Red Hat Integration) per collegare applicazioni, dati e dispositivi eterogenei e Red Hat Process Automation per velocizzare i flussi di lavoro per i servizi finanziari erogati sui propri canali digitali.

Con la sua nuova piattaforma, Poste Italiane può concentrarsi sull’innovazione piuttosto che sulle infrastrutture e ha ridotto drasticamente i tempi di erogazione delle applicazioni di business. Oggi, il Gruppo è in grado di portare sul mercato nuove applicazioni in 2-4 mesi rispetto ai 6-12 mesi che prima erano necessari.

Il successo del nuovo approccio ha aiutato Poste Italiane a far crescere la propria clientela digitale da 1,3 milioni di utenti giornalieri online nel 2017 a 2,6 milioni di utenti giornalieri online a giugno 2020, registrando un aumento del 64% delle transazioni digitali a seguito dell’emergenza Covid-19.

Poste Italiane è ora in grado di promuovere una maggiore collaborazione a livello di ecosistema nei servizi finanziari e in altri settori per creare nuove esperienze per i clienti. Ad esempio, facendo leva sulla direttiva PSD2 sui servizi di pagamento dell’Unione Europea, Poste Italiane può utilizzare API aperte e open standard per collegare fornitori terzi al proprio ambiente di test su OpenShift per effettuare controlli di integrazione dei sistemi prima che questi vadano in produzione.

Attualmente sta collaborando con una serie di fintech e startup, in Italia e non solo, per creare proposte congiunte per i clienti, portandole sul mercato in modo più rapido rispetto al passato. Le nuove offerte lanciate includono: una soluzione basata su QR-code per semplificare i pagamenti digitali; offerte combinate di servizi di pagamento e di telefonia mobile che sfruttano la convergenza tra i due ambiti; una rete più estesa di punti di consegna e ritiro pacchi (oltre settemila); servizi di consegna al cliente avanzati, personalizzati e programmati; gestione più efficace della logistica su strada a lungo raggio; prodotti digitali di gestione del risparmio.

Mentre il Gruppo sviluppa ulteriormente le funzionalità e la portata della piattaforma, la collaborazione con Red Hat procede, anche attraverso servizi di consulenza a distanza. Tra i progetti allo studio, vi è anche la containerizzazione sull’edge per migliorare efficienza, prestazioni e continuità operativa dei dati e delle risorse di calcolo presso siti distribuiti come i centri di smistamento della posta.

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