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Dynamics verso il cloud: un ponte fra Cio e Lob

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Dynamics verso il cloud: un ponte fra Cio e Lob

08 Lug 2014

di Elisabetta Bevilacqua

Nell’attesa dell’arrivo delle nuove funzionalità che andranno a completare il Crm abbiamo analizzato con il direttore della divisione Dynamics come l’evoluzione dell’offerta Microsoft possa influenzare il futuro delle imprese italiane. Un modello di cloud ibrido e flessibile potrebbe aiutare a riportare la pace in azienda fra It e business.

“La buona notizia è che non ci sono state negli ultimi mesi svolte rivoluzionarie, ma novità nell’attuazione di una strategia già disegnata”, esordisce Giovanni Stifano, Direttore della Divisione Dynamics di Microsoft Italia, riferendosi agli annunci degli ultimi mesi, che vedono la disponibilità del Crm anche su cloud e in mobilità, oltre a funzionalità di social listening, sentiment analysis e marketing. Sul versante Erp viene confermato il commitment su Navision e Ax, considerati cruciali per il mercato delle imprese che Microsoft vuole raggiungere e per i quali prevede lo stesso livello di investimento. Per quanto riguarda la presenza sul mercato italiano Stifano commenta: “Non facciamo confronti sull’istallato dove abbiamo 20 anni di ritardo, ma nel new business: con 450-500 nuovi clienti Nav e Ax l’anno, realizziamo il doppio di installazioni del nostro immediato competitor”. Certo la dimensione dei clienti è diversa: Microsoft si rivolge a imprese che vanno dalla piccola fino alla medio-grande, mentre esclude le large enterprise che, però, in Italia non sono numerose.

Giovanni Stifano, Direttore della Divisione Dynamics di Microsoft Italia

In questo contesto si inserisce la disponibilità su cloud degli Erp: prima Nav e dallo scorso maggio Ax. Le applicazioni sono fruibili su Azure (la nuvola dell’azienda di Redmond) nei data center Microsoft, situati in Europa (Irlanda e Paesi Bassi). Sono previste per Nav e Crm anche soluzioni partner hosted, che potranno essere ergoate dai data center dei partner certificati.

“L’adozione del cloud sul mercato italiano è più lenta che in altri paesi dove è più radicata la cultura la cultura dei service provider e si può contare su un miglior livello di connettività. Paradossalmente il cloud, nato per favorire le Pmi, proprio nel paese delle Pmi ha più difficoltà a diffondersi – ammette Stifano -. Tuttavia qualche segnale si sta intravedendo: le sottoscrizioni al Crm online stanno crescendo, pur partendo da una base bassa, mentre ancora non abbiamo ancora riscontri sull’Erp Nav, solo da poco disponibile”. Per una fotografica del fenomeno Cloud in Italia, leggi l’articolo “Cloud in Italia: il 2014 è l’anno dell’azione”.

Un fattore che Microsoft considera differenziante rispetto ai competitor è la volontà di ricostruire quel ponte di collegamento fra Cio e Lob che le soluzioni basate esclusivamente su cloud tendono a interrompere. “L’adozione di soluzioni plug and play danno l’illusione alle Lob di poter diventare indipendenti dall’It anche in termini di budget. Ma se nell’immediato si percepiscono i vantaggi in termini di rapidità di implementazione, ci si scontra nel tempo con il rischio di isolamento”. È il caso del direttore marketing o del direttore vendite, esemplifica il top manager, che realizza il proprio sistema di Crm ma quando vuole effettuare attività di analisi si rende conto di non disporre dei dati, ancora in mano all’It, e deve costatare di avere realizzato un sistema che serve solo alla sua Lob. “Microsoft offrendo invece la possibilità di costruire soluzioni ibride, con tutte le combinazioni possibili, dall’estremo totalmente on premise a quello tutto su cloud, aiuta a ridurre la distanza fra reponsabile della Lob e il Cio. Il primo può fornire i suoi requirement senza i vincoli dell’infrastruttura aziendale, il secondo non solo smette di rappresentare un freno, ma anzi può diventare l’enabler per il business”, sostiene Stifano.

Nel percorso ormai segnato verso il cloud, un ruolo strategico è assegnato ai partner, sempre centrali nella strategia Microsoft, a cui viene richiesta una crescita dimensionale e qualitativa per assecondare l’evoluzione Ax verso il mondo enterprise e viene offerta in cambio un’opportunità aggiuntiva di ricavi anche grazie all’adozione di una logica di replicabilità delle soluzioni.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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