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Continuous cloud nella vision Hds

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Continuous cloud nella vision Hds

13 Giu 2014

di Arianna Leonardi

Lo sviluppo verso un’infrastruttura di continuous cloud assicura la costruzione di un ambiente dotato di alta disponibilità, automatizzazione e agilità, a beneficio dei data center software-defined, in grado di adattarsi, senza interrompere l’operatività, alle esigenze in divenire delle aziende.

Perseguendo questo obiettivo, Hitachi Data Systems offre il sistema operativo Storage Virtualization Operating System (Svos), la Virtual Storage Platform (Vsp) G1000, una nuova versione della piattaforma di management Hitachi Command Suite (Hcs), oltre a miglioramenti alle soluzioni Unified Compute Platform (Ucp).
Le funzionalità principali di Svos includono: l’ottimizzazione delle memorie flash, la virtualizzazione avanzata dello storage, il tiering automatico, la migrazione dei dati senza interrompere l’operatività e la nuova funzionalità nativa Global Active Device, in grado di fornire capacità distribuita su diversi sistemi e data center in modalità active-active senza bisogno di utilizzare dispositivi specifici esterni ai sistemi.
La Vsp, che può integrare nativamente il nuovo sistema operativo di Hitachi, può scalare da configurazioni molto piccole fino a insiemi in grado di erogare più di 3 milioni di Iops, superando i 48 GB/sec di larghezza di banda utilizzabile e una performance Nfs di oltre 1,2 milioni di operazioni al secondo in configurazioni unificate. La versione più recente di Hcs, invece, supporta le nuove funzionalità di virtualizzazione dello storage a livello globale in Svos e offre un Rest Api comune trasversale alla piattaforma stessa, oltre a un’interfaccia aggiornata e semplificata.
Infine, i miglioramenti dell’Ucp riguardano, oltre al supporto per Vsp G1000 e Svos, nuove configurazioni per VMware vSphere e funzionalità ampliate per il software di orchestrazione Director (release 3.5), come la definizione del profilo del server per il provisioning semplificato e una maggiore integrazione della funzionalità di disaster recovery.

Arianna Leonardi

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