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Regioni: diffondere innovazione a cittadini e imprese

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Regioni: diffondere innovazione a cittadini e imprese

19 Lug 2007

di Paola Parmendola

Sempre più incisive le proposte Ict a livello regionale per formare una “squadra” e diffondere le innovazioni tecnologiche all’interno delle PA, così da aumentare la competitività del Paese. Nei progetti nazionali, le Regioni hanno già dimostrato di saper fare sistema, mentre ancora carente è la collaborazione a livello locale.

Alla diciottesima edizione del ForumPA (www.forumpa.it ), sono emerse importanti novità ed intese interregionali concrete. A cominciare dagli accordi di cooperazione, che, secondo Giulio De Petra, direttore generale della Regione Autonoma della Sardegna (www.regione.sardegna.it ), potrebbero ispirarsi a Internet per le caratteristiche di trasparenza, necessarie a creare produttive community. Sviluppando e condividendo il know-how, sostiene De Petra, si possono evitare gli sprechi di risorse legati, ad esempio, a progetti replicati oppure a quelli iniziati e non conclusi. Escludendo l’allestimento delle infrastrutture, che ciascuna Regione deve realizzare in modo indipendente, alcune iniziative inerenti i settori verticali (cultura, turismo, ecc.) sono diventate delle best practice, che sarebbe auspicabile esportare oltre i confini regionali.
Un esempio, l’accordo di programma quadro siglato a fine maggio tra i presidenti della Regione Autonoma della Sardegna, Renato Soru (nella foto a sinistra), e della Regione Emilia-Romagna (www.regione.emilia-romagna.it ), Vasco Errani (nella foto a destra), per scambiare le conoscenze tecnologiche, utili allo sviluppo sociale. La collaborazione, annuale e rinnovabile per altri 24 mesi, sarà monitorata da un comitato di controllo sull’attuazione dei progetti. Entrambe le Regioni hanno obiettivi comuni da raggiungere, in modo coerente con la policy nazionale di e-government, di cui intendono massimizzare le risorse finanziare. Scambiando le best practice e replicando soluzioni già in uso, le amministrazioni potranno risparmiare sui costi, innovando i servizi al cittadino.
Dal benchmarking su servizi e strumenti Ict, l’intesa è prevalentemente inerente ai progetti fiscali, sviluppati dalle due Regioni. In particolare, la Regione Autonoma della Sardegna sta completando le procedure con cui ottenere una visione di controllo sul territorio, relativa alla pianificazione fiscale ed urbanistica (Sitr – Sistema Informativo Territoriale Regionale e Sit2Com – Sistema Informativo Territoriale alle Comunità). Mentre la Regione Emilia-Romagna sta coordinando il progetto interregionale di supporto alla fiscalità degli enti locali, in cui i dati geografici saranno usati attraverso la visualizzazione tridimensionale del territorio (Sigmater – Servizi Integrati catastali e Geografici per il Monitoraggio Amministrativo del TERritorio).

L'importanza della collaborazione
Commentando positivamente l’accordo interregionale, Soru ha affermato che “la volontà di collaborare e di superare il far da soli ci arricchisce vicendevolmente ed arricchisce il Paese”. La sua Regione “sta cercando di superare in fretta un ritardo sedimentato nel tempo” e dalla collaborazione con le altre Regioni, ha continuato Soru, la Sardegna ha molto da imparare ed anche da offrire. Importanti, infatti, i progetti in corso e quelli effettuati dal Crs4 (www.crs4.it ), Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia, nato nel 1991 a Pula all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico Polaris (vedi ZeroUno, ottobre 2006). Presieduto inizialmente da Rubbia, Crs4 ha raggiunto una discreta notorietà internazionale, al punto di trasferire il know-how al centro di ricerca e sviluppo di San Diego in California.
L’istituto sta elaborando una tecnologia sui motori semantici, con cui la Pa potrebbe far riemergere studi e conoscenza dimenticate o difficilmente accessibili. Le informazioni, non più segmentate, agevolerebbero la programmazione delle spese e dello sviluppo, utilizzando meglio i fondi strutturali europei. Ma per usufruire di evoluti sistemi informativi, è stata data priorità al cablaggio dell’isola, che terminerà entro la metà del 2008. La Regione sarà collegata alle sedi provinciali, comunali ed al Polo Tecnologico, ma anche alla rete telematica continentale, tramite due cavi sottomarini.
L’altro notevole progetto riguarda la trasformazione in pixel della cartografia territoriale della Regione, consultabile tramite il navigatore tridimensionale Sardegna3D (www.sardegna3d.it ), sviluppato dal Visual Computing Group del Crs4. L’applicazione software, a cui hanno collaborato anche l’azienda Core Soluzioni Informatiche (www.corenet.it ) ed i tecnici dell’assessorato degli Enti locali, utilizza una specifica tecnologia di visualizzazione per mettere a disposizione, di tutti ed in modo gratuito, il patrimonio informativo dell’isola, distinguendosi così dagli altri prodotti in commercio. Di ciascuna località, è infatti possibile consultare le fotografie aree e satellitari, zoomando sui particolari fino alla definizione desiderata e cambiando l’angolo di visualizzazione. Cliccando sulla relativa scheda di approfondimento, sono visibili le notizie correlate, come le caratteristiche di una spiaggia o dei nuraghi, le note topografiche, quelle di tipo ricettivo (alberghi, agriturismo,ecc.) e culturale. I collegamenti ad altre banche dati consentono poi di stratificare i layer del già ricco prodotto informatico, ad esempio mostrando in tempo reale la situazione meteorologica. Affinché il tool di rendering grafico funzioni, è necessaria una scheda grafica idonea a visualizzare le immagini 3D delle foto ad alta definizione. Poi occorre prelevare dal portale della Regione Sardegna ed installare in locale l’eseguibile del programma. Inoltre, deve essere attivo il collegamento Internet, preferibilmente a banda larga per accedere al considerevole flusso di dati, costantemente aggiornati. Essi sono prelevabili in remoto dagli archivi del Sistema Informativo Territoriale Regionale e da altre applicazioni specialistiche georeferenziate. Tra queste, è da notare il database del portale SardegnaCultura, che comprende una biblioteca digitale con oltre cinquantamila oggetti multimediali, scaricabili nel rispetto del diritto d’autore per il web (creative commons). Il lavoro di sistematizzazione ha mostrato “una ricchezza inaspettata”, ha osservato Soru durante la presentazione del prodotto.
Nel navigatore digitale, sono integrati e consultabili on-line anche gli archivi tematici di SardegnaTurismo, SardegnaTerritorio, Comunas (il sito degli enti locali) ed altri. In tal modo, la Regione ha rappresentato adeguatamente tutte le amministrazioni, offrendo di sé un’immagine coordinata ed unitaria.
Sardegna3D è stato ampliato in Italia3D, per navigare l’intera cartografia del territorio nazionale. Tramite un software aperto simile a wikipedia, chiunque può alimentare la base dati con nuove informazioni, che il sistema elabora automaticamente. “I dati delle Pa sono interconnessi ed interoperabili”, ha detto ancora Soru, “un risultato importante, non possibile se le informazioni fossero gestite da una società privata”. Questo strumento, facilmente estensibile, sarà oggetto di partnership multi-regionali, per creare sinergie. Inoltre, incontra pure le esigenze della Comunità Europea, in particolare della Catalogna e della Francia, ancora prive delle prestazioni di un simile applicativo.

Presenza di collegamento alla RUPAR e servizi Utilizzati – fonte: AITech Assinform/NetConsulting


"Fare sistema" per un paese uniforme
Iniziare a costruire gli accordi sulle esperienze già fatte in ambito locale e non imponendo la governance dall’alto, è secondo Errani un buon modo di procedere, che consentirebbe sia di ridurre il proliferare di tavoli tecnici sia di far progredire il Paese in modo uniforme. Gli ostacoli più grandi, legati alla diffusione della società dell’informazione, sono di “fare sistema” e di rendere i servizi digitalizzati facilmente usufruibili dalle imprese e dal cittadino, quest’ultimo spesso poco partecipe e poco interessato alle tecnologie. Il Governo, secondo Errani, dovrebbe assumere il compito di “favorire, incentivare e promuovere la cooperazione interregionale”, poiché essa contribuisce a semplificare le relazioni con la Pa, instaurando nuovi contatti e ridefinendo il rapporto con i cittadini. È altrettanto fondamentale poi investire sulle connessioni, che “mettono a disposizione le informazioni detenute da pochi”.
Ad incrementare la connettività dell’Emilia-Romagna, che ha scelto di sviluppare in modo parallelo infrastrutture e servizi, è la rete a banda larga denominata Lepida (in onore del console romano Marco Emilio Lepido, che fece costruire la Via Emilia, nel secondo secolo a.C.). Su di essa, il Piano Telematico (PiTER) 2007-2009 prevede di completare la realizzazione di un insieme di moderni servizi di e-government, alcuni inclusi per la prima volta nella programmazione (sanità, istruzione, ecc.). Lepida connetterà ad alta velocità i 43mila dipendenti della Pal (341 Comuni, 9 Province, 18 Comunità montane, Università, Aziende sanitarie, ospedali e scuole). Dal cablaggio dell’intera Regione, i Comuni con poche risorse potranno usufruire dei servizi informatici di base Aap (Application Service Provider) e risparmiare sui costi di gestione. Sarà completato il sistema informativo turistico, destinato sia alla programmazione degli interventi di supporto sia ai cittadini che intendono sviluppare nuovi servizi commerciali. Anche l’e-health trarrà notevole valore aggiunto dalla connessione in rete delle varie banche dati della Pa (progetto Sole, www.progetto-sole.it ) . In particolare, immediato sarà il vantaggio per il cittadino, le cui informazioni sanitarie saranno tutte reperibili on-line. Molteplici, inoltre, sono i servizi per l’istruzione, i cui contenuti didattici multimediali potranno contrastare l’abbandono scolastico e ridurre il pendolarismo.

Applicazioni presenti presso i Comuni italiani (risposte multiple) – fonte: AITech Assinform/NetConsulting – fonte: AITech-Assinform/NetConsulting

Applicazioni presenti presso i Comuni italiani (risposte multiple) – fonte: AITech-Assinform/NetConsulting

Per una governance partecipata dal sistema degli enti locali, è previsto che la diffusione dei servizi in Emilia-Romagna avvenga su canali differenziati. Tramite LepidaTV, la televisione digitale terrestre attivata in collaborazione con Casper (CAnale di Servizio Pubblico dell’Emilia-Romagna), i cittadini emiliani possono già usufruire di servizi informativi di tipo interattivo ed inoltre possono creare un palinsesto personalizzato di programmi, selezionabili da un vasto archivio. Tramite l’infrastruttura R3 (Rete Radiomobile Regionale, www.regionedigitale.net), dedicata ai servizi di emergenza (protezione civile, 118, polizia municipale), saranno presto predisposti anche i servizi di controllo del territorio. Con essi, saranno monitorati i fenomeni climatici ed il traffico nelle strade, trasferendo la serie di sensori attualmente residenti su reti proprietarie.
L’impegno della Regione è rivolto anche a semplificare la burocrazia e le comunicazioni con l’esterno, migliorando i rapporti istituzionali. Coinvolgendo un vasto network, le Amministrazioni stanno proseguendo la digitalizzazione dei documenti (progetto Docarea, www.docarea.it ) e lo sviluppo degli Sportelli Virtuali. Gli obiettivi di eliminare il digital divide e di rendere paritario l’accesso ai servizi telematici assicura opportunità a tutta l’area regionale. In tal modo, è aumentato il numero (86%) degli enti pubblici in grado di erogare sul web almeno un servizio interattivo. Indagini di benchmarking, finanziate dalla Comunità Europea, dimostrano che i risultati omogenei, conseguiti dalla Pal, collocano l’Emilia-Romagna a livelli tecnologici europei elevati.
A qualificare ulteriormente i progressi regionali, ha certamente contribuito l’applicazione della pragmatica metodologia di rilevazione del contesto locale, determinata nell’ambito del progetto interregionale Understand (European Regions Under way towards standard indicators for benchmarking information society). L’Emilia-Romagna, che ha diretto le attività (hanno finora partecipato undici Regioni e sette Paesi membri dell’Unione), segue e misura le evoluzioni della società dell’informazione nel suo territorio, tramite efficienti indicatori (circa 200) relativi a ciascun settore di interesse: citizen, broadband, e-government, e-business.

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Paola Parmendola

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