Microsoft: la digitalizzazione della pubblica amministrazione in 5 passi

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Microsoft: la digitalizzazione della pubblica amministrazione in 5 passi

Aiutare le amministrazioni a migliorare le competenze digitali, ad aumentare l’efficienza, grazie al cloud, la produttività e la sicurezza, in un contesto di interoperabilità e apertura. Sono questi secondo Microsoft i punti chiave alla base della strategia di digitalizzazione della pubblica amministrazione. L’esperienza della Corte dei Conti che ha ridisegnato il proprio data center e punta a fornire servizi anche ad altre amministrazioni dimostra che si può fare

26 Set 2016

di Elisabetta Bevilacqua

Nella Pubblica Amministrazione italiana ci sono eccellenze che possono rappresentare punti di riferimento a livello internazionale. Lo pensa Simonetta Moreschini, Direttore della Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia. “Ma le eccellenze, se non vengono ricondotte a livello di sistema, restano isole. È questa oggi la sfida principale che la collaborazione pubblico-privato può aiutare a vincere e alla quale Microsoft vuole dare il proprio contributo”.

Simonetta Moreschini, Direttore della Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia

Moreschini indica cinque priorità che Microsoft ha individuato e che intende supportare per la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Competenze digitali

Al primo posto viene l’accelerazione nella crescita delle competenze digitali in generale nella società; qui l’impegno di Microsoft si esplicita sia nel contatto diretto con i clienti sia con un piano nazionale che vede, per esempio, la collaborazione con le università per la formazione e iniziative verso la società italiana (ne è un esempio Nuvola Rosa, che punta alla formazione digitale al femminile)

Cloud

L’aumento dell’efficienza è indispensabile, per realizzare innovazioni a risorse costanti, da perseguire soprattutto attraverso l’accelerazione delle soluzioni cloud per ridurre il numero esorbitante dei data center

Comunicazione unificata

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L’aumento della produttività può essere realizzata anche grazie all’adozione di strumenti come Office 365 e Skype for Business; grazie alla comunicazione unificata che consente fra l’altro la condivisione di documenti, si riducono costi di trasferta e tempi di organizzazione dei meeting.

Sicurezza

La sicurezza è il presupposto per il dispiegamento del cloud e del mobile, non solo per la protezione dal cyber terrorismo, ma anche per difendere il valore crescente dei dati pubblici. “Per Microsoft ogni componente dell’offerta deve avere elementi di sicurezza che la mettano al riparo dagli attacchi – aggiunge – Ma la sicurezza è strettamente legata alla cultura delle persone. Da qui la nostra scelta di investire in un master sulla sicurezza rivolto ai dirigenti della Pa”.

Soluzioni open

Apertura e interoperabilità, infine, sono i presupposti fondamentali. “Microsoft ha da tempo sposato concetti come interoperabilità, open government, open data e open source – sottolinea – È infatti impensabile che il complesso processo di trasformazione della Pa venga guidato da una sola azienda”.

L’esperienza della Corte dei conti, un progetto di innovazione basato sul cloud per recuperare efficienza e produttività, è un esempio concreto della visione illustrata da Moreschini. Il centro di calcolo è stato ridisegnato utilizzando Azure per la messa a punto di un cloud ibrido, dove a fine maggio era stato trasferito il 66% delle attività It. L’ambizione è di fungere da centro servizi anche per altre amministrazioni. Inoltre 3mila dipendenti utilizzano Office 365 e Skype for Business con risparmi significativi per la riduzione trasferte e tempi persi.
Visto che la Corte dei Conti ha il ruolo di garante della correttezza della spesa pubblica, si può ipotizzare che la razionalizzazione dei data center e dei server attraverso una soluzione cloud hybrid possa essere di esempio per altre amministrazioni.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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