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Infor: non c’è più tempo da perdere

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Infor: non c’è più tempo da perdere

11 Nov 2009

di Nicoletta Boldrini

Nell’approccio al “green” è fondamentale che il settore produttivo inizi a non essere più considerato il problema, essendo responsabile delle maggiori emissioni di anidride carbonica, ma la soluzione. Ciò può realizzarsi solo attraverso innovazione, ricerca, pianificazione, azione e investimento

Alcuni produttori hanno iniziato ad adottare tecniche ecosostenibili per soddisfare i clienti, rispettare la conformità alle normative e promuovere relazioni positive con la community. Molte di queste aziende hanno scoperto, spesso con sorpresa, che le iniziative a tutela dell’ambiente non sono solo socialmente positive, ma sono anche utili per il business”. Con queste parole Sandro Turci (nella foto), Eam Account Manager di Infor (http://it.infor.com) evidenzia come, in tema di eco sostenibilità, si sia ormai passati dalle teorie ai fatti e alle scelte di business. “Queste imprese hanno sviluppato processi interni economicamente produttivi che incoraggiano un’amministrazione ecosostenibile e stanno sfruttando sempre di più le opportunità di mercato che generano reddito con l’offerta di prodotti e servizi molto interessanti per i clienti che desiderano sostenere la tutela dell’ambiente”. E analizzando in concreto ciò che stanno facendo le aziende, dal punto di vista di Infor, Turci evidenzia come “le maggiori società ‘verdi’ utilizzino tecnologie, tra cui gestione delle performance, gestione delle risorse aziendali, gestione della supply chain e gestione del ciclo di vita dei prodotti, per assumere decisioni strategiche relative alla responsabilità ambientale, incluso il consumo di energia”. Queste applicazioni vengono sviluppate e adottate con una particolare attenzione ai vantaggi che offrono. “Una società che adotti un programma avanzato di gestione degli Asset aziendali (Eam) dispone con tutta probabilità di informazioni sul consumo di energia per i macchinari e altri asset. Una società priva di un programma Eam, o simile, dovrà investire nel loro acquisto e dedicare tempo alla raccolta dei dati prima di definire gli obiettivi e identificare le azioni necessarie”, asserisce il manager di Infor.
I tradizionali metodi di gestione delle risorse non prevedono la valutazione del consumo di energia. “Per quanto riguarda il risparmio energetico – prosegue Turci – le aziende devono scegliere una tecnologia che inizi a raccogliere informazioni su tutti gli asset dell’impianto (da unità di riscaldamento o raffreddamento, impianti di refrigerazione, caldaie, illuminazione a qualsiasi elemento che consumi energia) e fornisca al team di gestione, informazioni sulla manutenzione ottimale e pianificazioni delle sostituzioni in base al consumo di energia. Il risultato netto corrisponde in genere a una riduzione dei costi energetici complessivi, anche in presenza di un aumento delle performance delle risorse e dei tempi di attività”. Ma, come qualsiasi altra iniziativa aziendale che non sia solo la conseguenza di una moda, deve essere introdotta con fermezza nei principi, nelle abitudini, nei cuori e nelle menti della forza lavoro. “Per diventare una società green è necessario adottare i principi della conservazione dell’ambiente e introdurli nella cultura aziendale con un approccio che offra comunque delle gratificazioni”, sottolinea Turci.
“Essendo l’argomento più discusso quest’anno nel settore It, le società che non hanno ancora definito una strategia “verde” dovrebbero passare prontamente all’azione anziché attendere che requisiti normativi o le imposizioni dei clienti comportino un’accelerazione forzata dei ritmi”, conclude Turci. “I mercati stanno cambiando e si aprono nuove opportunità. Diventare tutori dell’ambiente non è più un’ambizione altruistica, sta diventando una strategia per ottenere vantaggi competitivi e la redditività del business”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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