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Ibm “Next 5 in 5”: così le città diventano più “intelligenti“

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Ibm “Next 5 in 5”: così le città diventano più “intelligenti“

12 Gen 2010

di Riccardo Cervelli

Big Blue mette in luce cinque innovazioni che cambieranno la vita degli abitanti delle città nei prossimi cinque-dieci anni. I cambiamenti riguardano in particolare la tutela della salute, l’ecosostenibilità degli edifici, la riduzione dell’inquinamento derivante dai trasporti pubblici, la gestione delle risorse idriche e quella delle emergenze

Come saranno le città nel prossimo futuro? Ibm le dipinge più “intelligenti”. Basandosi sull’analisi delle tecnologie che sta sviluppando nei suoi laboratori, sugli esiti delle collaborazioni che ha in corso con alcune istituzioni globali e locali, e su scenari elaborati da esperti di varie discipline, Big Blue ha distillato cinque cambiamenti importanti che avverranno nelle nostre metropoli nel giro di cinque o dieci anni. Questi trend sono stati presentati nella quarta edizione del programma “Ibm Next 5 in 5”.

Il primo riguarda la tematica della salute e, in particolare, dell’epidemiologia, scienza non a caso salita alla ribalta negli ultimi tempi con la diffusione del virus N1H1. La densità crescente della popolazione urbana (secondo dati in possesso di Ibm ogni anno 60 milioni di persone al mondo si spostano nelle città, e lo scorso anno la popolazione urbana ha superato per la prima volta quella non urbana) pone nuove sfide a chi deve prevedere, individuare e combattere le epidemie. Secondo Ibm, nel prossimo futuro sarà possibile vedere la nascita di una sorta di “internet della saluta”, una rete che interconnette ospedali, università e altri operatori sanitari per condividere in tempo reale dati provenienti, in modo anonimo, da cartelle cliniche archiviate online e sempre aggiornate. In questo modo sarà possibile identificare rapidamente la diffusione di malattie addirittura a livello di singoli quartieri e agire tempestivamente per arginare il rischio di pandemie.

Un’altra area di innovazione è quella degli edifici cittadini. Secondo Ibm essi “avranno capacità di percezione simili a quelle degli organismi viventi”. Oggi i diversi impianti di un edificio – idrico, elettrico, di climatizzazione, fognario e così via – sono gestiti in modo autonomo e in massima parte manuale. Grazie alla predisposizione di sensori e alla loro connessione con sistemi informatizzati, in futuro sarà possibile controllare tutti questi elementi in modo automatico e integrato, con il risultato di eliminare sprechi, prevenire guasti, aumentare il comfort degli abitanti. Grazie a questa evoluzione, sottolineano gli scienziati del colosso It, gli edifici non solo miglioreranno il loro rapporto con la natura circostante, ma sapranno anche sfruttarla al meglio, per esempio utilizzando la luce naturale quando si può fare a meno di quella artificiale o il calore del sole per il riscaldamento nelle giornate in cui le temperature sono meno rigide.

Dai palazzi alle strade e alla mobilità. Una delle fonti maggiori attuali di inquinamento metropolitano sono i trasporti pubblici che utilizzano combustibili fossili. Dotare i mezzi di motori elettrici consente da un lato di ridurre le emissioni di anidride carbonica e polveri sottili, dall’altra diminuire notevolmente l’inquinamento acustico. A frenare oggi l’utilizzo di mezzi ad alimentazione elettrica è la scarsa durata delle batterie. Ibm afferma di stare studiando nei propri laboratori batterie in grado di garantire un’autonomia di 500-800 chilometri, ben superiore ai 160 chilometri circa attuali. In questo modo saranno necessari minori rientri in rimessa per la ricarica delle batterie e i veicoli elettrici potranno essere utilizzati anche su rotte più lunghe.

Un altro problema di cui chi abita nelle città e le amministrazioni metropolitane cominciano a prendere coscienza è l’accessibilità sempre più a rischio alle risorse idriche. Molte infrastrutture attualmente in uso sono inefficienti, al punto che in alcuni casi le perdite d’acqua dalle tubature possono arrivare fino al 50%. La situazione rischia di diventare insostenibile dato che la capacità di approvvigionamento idrico non può crescere all’infinito mentre la popolazione cittadina tende ad aumentare in modo costante (Ibm cita una crescita di sei volte nei prossimi 50 anni). Per risolvere questo problema saranno necessarie, oltre a interventi decisi sulle infrastrutture, l’adozione di sistemi di controllo automatizzati dei consumi e della distribuzione, nonché la creazione di centrali di depurazione delle acque fognarie in grado non solo di limitare il deflusso di sostanze inquinanti verso fiumi, laghi e mari, ma addirittura di generare nuova acqua potabile per uso locale. Riducendo, in questo modo, anche fino al 20% delle emissioni di CO2 derivanti dall’uso di mezzi per il trasporto idrico.

Un ultimo capitolo in cui il programma “Next 5 in 5” prevede importanti innovazioni è quello della gestione delle emergenze. Grazie a nuovi sistemi intelligenti di raccolta dei dati, analisi, condivisione e comunicazione, le forze dell’ordine potranno non solo reprimere in tempo breve atti criminali ma addirittura prevenirli in modo efficace. Anche altre forze di protezione civile, come i Vigili del Fuoco, potranno beneficiare di servizi analoghi per migliorare le capacità di intervento e utilizzare in modo più razionale, efficace e sicuro risorse e mezzi a disposizione.

Per tutte le cinque innovazioni, Ibm è in grado di segnalare delle esperienze concrete che la vedono protagonista. Per esempio, per quanto riguarda il tema della salute dei cittadini, Big Blue collabora già con molte amministrazioni nel mondo, nonché con organizzazioni quali la Global Health and Security Initiative della Nuclear Threat Initiative (Nti) e il Middle East Consortium on Infectious Disease Surveillance (Mecids). Un esempio di sistema di gestione intelligente di edificio è quello implementato da Ibm presso il China Hangzhou Dragon Hotel. Nell’ambito di programmi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico derivante dall’utilizzo di mezzi pubblici a combustibile fossile Big Blue collabora con il consorzio di ricerca Edison, con sede in Danimarca. Un esempio di partnership, infine, all’insegna della gestione intelligente delle emergenze è quella in corso tra il vendor e i Vigili del Fuoco della città di New York.
Per maggiori informazioni visitare il sito ibm.com/smartercities

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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