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Fotovoltaico in Italia: un piccolo passo avanti

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Fotovoltaico in Italia: un piccolo passo avanti

16 Lug 2009

di Riccardo Cervelli

L’Italia è diventata più fotovoltaica. L’ha certificato Solar Energy Report 2008, la prima ricerca curata dall’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, presieduta dal professor Umberto Bertelè. Il primo Solar Energy Report, realizzato attraverso un lavoro di interviste, raccolte di dati e analisi in collaborazione con aziende e istituzioni, riporta stime attendibili su quanto il settore fotovoltaico si è evoluto nel corso del 2008 a seguito, soprattutto, dell’entrata in vigore del Nuovo Conto Energia.

Fino al 2007, anno del varo del primo Conto Energia (che ha introdotto incentivi all’installazione di impianti fotovoltaici), la tecnologia fotovoltaica ha battuto il passo in Italia. Un Paese che, dalla fine degli anni Ottanta e fino a metà dei Novanta, era invece il terzo nel mondo in questo settore dietro a Usa e Giappone. Negli anni successivi, il ruolo di paese leader del fotovoltaico nel mondo è stato assunto dalla Germania (5.212 MW di potenza cumulata a fine 2008). Paese che, nell’anno passato, ha visto insediarsi al secondo posto la Spagna che, con i 2.661 MW di capacità di produzione installati in soli dodici mesi, ha raggiunto i 3.316 MW di potenza cumulata, superando il Giappone (2.219) e gli Stati Uniti (2.316). E l’Italia? Nel suo piccolo ha fatto un grande passo in avanti. Dai 120 MW di capacità installata registrata nel 2007 (contro i 50 del 2006), si è passati a 301.
È tutto oro quello che riluce? Sia il rapporto della School of Management del Politecnico di Milano sia il dibattito che si è tenuto in occasione della sua presentazione, ha permesso di evidenziare un contesto con molte luci e altrettante ombre. “È positivo che gli investimenti sulle energie rinnovabili continuino anche in questo momento di crisi economica e che permettano di diminuire la nostra dipendenza dai Paesi produttori di fonti non rinnovabili”, ha affermato Bertelé, dichiarandosi fiducioso che crescerà un’industria del fotovoltaico anche in Italia. Dal canto suo, Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria con delega all’energia, ha apprezzato il fatto che “del dibattito sull’energia si stia riappropriandosi la scienza, e che non sia più animato dagli studi legali e dai fondi di private equity, specializzati nel costruire castelli finanziati”. Costato, però, ha anche richiamato alla “necessità di distinguere il fotovoltaico buono da quello cattivo”, cioè quello abnormemente sussidiato, e ha auspicato che si cerchino i giusti equilibri “tra i diversi sistemi di produzione energetica alternativa, nucleare compreso”.
Da un’analisi dei trend di installazione di impianti fotovoltaici in Italia, emerge chiaramente il ruolo svolto dai meccanismi di incentivazione, senza nulla togliere alla crescita della “sensibilità ambientale” dell’opinione pubblica. Senza gli incentivi previsti dal Nuovo Conto Energia, non si spiegherebbe come un sistema che prevede un costo di 40 eurocent per la produzione di un kWh (contro i 3,7-7,7 degli impianti a combustibili fossili, i 13,9 dell’eolico, i 14,3 della combustione di biogas e i 20,6 dell’idroelettrico a basso salto), possa aver visto, nel solo 2008, l’installazione di 14.500 nuovi impianti residenziali, fino a raggiungere quota 21.635. E tutto ciò nonostante i costi di accesso elevati: 20.000 euro in media per un impianto da 3 kW, 270-300 mila per uno industriale da 50 kW.
Detto questo, è positivo che il Paese continui a investire in questa tecnologia “green”, senza però disdegnare alternative che, in determinate situazioni, risultino più convenienti. La School of Management del Politecnico di Milano ha stilato una lista dei fattori che potrebbero favorire l’espansione del fotovoltaico in Italia nei prossimi anni: la riconferma dei meccanismi di incentivazione anche dopo il raggiungimento dei 1.200 MW installati previsti, come tetto, dal Nuovo Conto Energia; una diminuzione del 10% annuo dei costi di produzione di energia fotovoltaica; l’aumento della disponibilità di prodotti e, infine, l’entrata in vigore e l’effettiva attuazione della normativa che prevede l’integrazione di tecnologie fotovoltaiche negli edifici di nuova costruzione.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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