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Fiamm: valorizzare le competenze interne con l’Outsourcing

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Fiamm: valorizzare le competenze interne con l’Outsourcing

06 Feb 2006

di Cristina Pontiggia

Il centro competenze It interne di Fiamm è stato assorbito da un fornitore esterno ed è oggi diventato parte integrante del servizio da questi offerto. I vantaggi: maggiore affidabilità ed elevata disponibilità nonché una significativa riduzione dei costi

Fiamm (http://www.fiamm.com/), marchio italiano molto conosciuto nel mondo dell’automotive, è una realtà molto articolata, composta da oltre 3.100 dipendenti, un giro d’affari di circa 500 milioni di euro di fatturato nel 2004 e clienti in una cinquantina di Paesi in tutto il mondo. Nel 1998 inizia l’implementazione dell’Erp Sap, dapprima in Italia e poi nelle filiali estere, con un peculiare passaggio dalla gestione interna all’outsourcing.
L’implementazione è stata seguita internamente con l’ausilio della consulenza di Ernst & Young e, all’epoca, l’azienda ha fatto la scelta strategica di costruire un dipartimento apposito che potesse seguire tutta la parte progettuale, l’implementazione e la manutenzione del sistema. La necessità di trasformare i costi fissi in voci variabili del bilancio ha poi avviato un’altra fase: quella dell’outsourcing. Siamo nel 2002, quando termina l’apporto dei consulenti esterni e le competenze interne hanno ormai raggiunto un livello d’eccellenza. “Fiamm è una multinazionale, con problemi di fuso orario e, quindi, risvolti di attività 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per coprire i tre turni di produzione – spiega Luca Bovalino, responsabile It di Fiamm – e la nostra infrastruttura poggia su di un sistema nervoso che, ovviamente, deve essere sempre disponibile”. “L’affidabilità del sistema è molto elevata, quindi è difficile da garantire internamente – commenta Paolo Zani, oggi direttore operativo di It-Works del gruppo Infracom (www.infracomitalia.it) e all’epoca uno dei responsabili del competence center di Fiamm -. Questa difficoltà ha portato Fiamm a prendere in considerazione l’outsourcing e a individuare in Infracom il fornitore del servizio; tuttavia, non si poteva rischiare di perdere le professionalità, l’expertise e il know how acquisito internamente. È iniziato così uno degli aspetti fondamentali di questa esperienza: Infracom ha valorizzato le competenze che si erano formate nel gruppo di lavoro Fiamm”.
Dalla vicinanza delle due società è nata It-Works, composta all’inizio quindici di persone del competence center Fiamm. “Infracom dal canto suo – continua Zani-, è riuscita a racchiudere e a seguire l’intero servizio in un unico fornitore”. Erano i primi di maggio del 2003 quando è avvenuta l’evoluzione a un modello di outsourcing e uno dei cambiamenti più importanti che si sono rilevati sin dall’inizio è stata la comunicazione fluida e controllata tra le due parti, che avviene tramite reportistica. “Per gli utenti Fiamm si è registrato da un lato la percezione di un miglior servizio, perché ora è organizzato anche con un help desk che svolge la funzione di interfaccia, dall’altro un calo drastico degli interventi proposti dagli utenti”, continua Zani.
Bovalino non ha assistito al passaggio dalla gestione interna a quella esterna, in quanto è arrivato in Fiamm a progetto avvenuto: “Oggi, It-Works si occupa completamente della parte applicativa sia di manutenzione sia evolutiva, inoltre abbiamo studiato dei meccanismi che consentono un costante e garantito monitoraggio dei flussi Edi per tutto il mondo”. In pratica, il progetto Fiamm si è trasformato in un caso dentro al caso: l’esperienza interna è stata portata all’esterno creando una società ad hoc che, dal novembre del 2003, è andata anche sul mercato aperto e commercializza i propri servizi, forte di un’esperienza verificata con il primo cliente, tanto che Bovalino dice: “Al momento consiglierei l’esperienza, in quanto l’outsourcing porta un reale valore all’azienda utente, nonché un vero valore aggiunto nelle capacità sia di manutenzione sia di proattività. Infatti, gli spazi di miglioramento si ampliano moltissimo rispetto a quanto un’azienda da sola è in grado di fare, progettare e controllare”.
Naturalmente il passaggio non è stato avulso da criticità: “All’inizio, abbiamo vissuto un po’ di tensioni tra i componenti del competence center. Ma tutto ciò è normale quando si introduce un cambiamento forte come quello che abbiamo vissuto – dice Zani-. Tuttavia, va anche sottolineato che, a distanza di due anni, dei 15 professionisti che sono passati da Fiamm a Infracom nessuno è stato allontanato da It-Works o se ne è andato volontariamente, un sintomo questo molto importante, poiché si è apprezzato il valore della conoscenza acquisita sulla gestione del sistema. Infatti, oggi il numero di persone che lavora in It-Works si è più che triplicato”. Intanto, il progetto Fiamm continua a crescere e a migliorare (vedi riquadro).
Infine, uno sguardo alla riduzione dei costi introdotta dal passaggio all’outsourcing: “Sin dall’inizio è stata di oltre il 10% – sottolinea Zani-. Un aspetto da non sottovalutare, soprattutto in quelle aziende che hanno fatturati al di sotto di 100 milioni di euro, ma che decidono di implementare sistemi complessi e che non dispongono delle necessarie competenze per una gestione corretta”.
 


L' APPETITO VIEN MANGIANDO…
La positiva esperienza di passaggio da una gestione interna del sistema Sap all’ousourcing, condotta da Fiamm, ha indotto l’azienda a prendere in considerazione ulteriori sviluppi: “Ci sono molte cose in pectore — dice Luca Bovalino, responsabile It di Fiamm – e molte altre che sarebbe bello poter realizzare, ma che non sono fondamentali. In ogni caso, per quanto riguarda l’Erp è in atto un’azione di business process reengineering, attraverso la creazione di template per la sede centrale e poi estesi a tutte le realtà Fiamm nel mondo. Sul lato reti e macchinari, invece, stiamo valutando un’altra esperienza di gestione esternalizzata, con l’outsourcing del parco macchine. Da un’analisi effettuata sembra essere più vantaggioso stipulare dei contratti con società esterne, piuttosto che acquistare le macchine e gestirle direttamente. Tutto ciò è possibile quando si ha alle spalle una buona esperienza di outsourcing, così non si corre il rischio di fare economie a discapito dei service level agreement”.
Un ulteriore aspetto su cui si sta lavorando è la possibilità di mantenere l’infrastruttura del gruppo Fiamm su un’unica piattaforma: “Mi riferisco, in particolare, alle joint venture siglate con società cinesi e indiane, dove anche lì stiamo avviando progetti di roll out di sistemi Sap, in quanto la gestione centrale richiede una piattaforma comune e integrata, anche se basati sui requisiti civilistici locali”, conclude Bovalino. (C.P.)

 

Cristina Pontiggia

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