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Easynet: il Green che parte dall’interno

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Easynet: il Green che parte dall’interno

30 Set 2008

di Nicoletta Boldrini

“Ci consideriamo direttamente responsabili dell’impatto sia immediato che a lungo termine delle nostre attività sull’ambiente”. Con questa considerazione Sergio Barbonetti (nella foto), amministratore delegato della società, presenta un modello di business sostenibile e responsabile che parte dall’interno (dal comportamento dei dipendenti e dalla scelta dei partner tecnologici) e si estende fino alla proposta di soluzioni ecocompatibili

Easynet è una società che offre soluzioni gestite di rete, hosting e videoconferenza per le aziende di tutta Europa. La società, che fa parte del gruppo British Sky Broadcasting (Sky), proprietà di NewsCorp della famiglia Murdoch, ha da tempo adottato una politica di Corporate Social Responsability che la vede impegnata su più fronti tra i quali quello del Green It. Sergio Barbonetti, amministratore delegato e direttore generale di Easynet Italia, intervistato da ZeroUno, ci illustra la strategia dell’azienda e gli impegni presi concretamente in questa direzione.
“Abbiamo iniziato ad interessarci a queste tematiche più di un anno e mezzo fa – esordisce Barbonetti, – grazie alla sensibilità e all’interesse che il nostro azionista ha dimostrato nei confronti di questo tema su scala globale. Ma al di là degli impegni personali (il rispetto dell’ambiente e la necessità di adottare scelte e comportamenti eco sostenibili sono tematiche che all’amministratore delegato stanno particolarmente a cuore) ciò che mi preme sottolineare è la serie di misure che come Easynet abbiamo adottato in campo tecnologico”.
Per trasferire al meglio alle aziende clienti le motivazioni ed i vantaggi del Green It, infatti, Easynet è partita da alcune scelte interne che le hanno consentito razionalizzare i data center, migliorandone il livello di efficienza, riducendo l’impatto ambientale e al contempo ottimizzando gli investimenti. “La chiave della questione gira intorno all’efficienza dei sistemi e all’adozione di best practices. Abbiamo cominciato investendo molte risorse nel consolidamento delle infrastrutture, facendo scelte di virtualizzazione, utility computing e sistemi intelligenti di gestione delle tecnologie e delle applicazioni”, spiega l’amministratore delegato. “L’obiettivo è aumentare l’utilizzo reale delle singole risorse It con il minor numero di sistemi e tecnologie possibili. In questo modo si aumenta l’efficienza energetica con una conseguente ricaduta positiva nei confronti dell’ambiente”.
“Se chiudo gli occhi e penso al futuro prossimo, vedo ed immagino una rete che assume sempre più un ruolo determinante nella vita delle persone e del business – prosegue Barbonetti; essa stessa sorgente di servizi applicativi, dove sistemi e piattaforme It di elaborazione saranno condivise, concentrate in data center progettati con i migliori standard di efficienza energetica, alimentati totalmente o in parte da fonti rinnovabili, con benefici ambientali rilevanti ed un conseguente beneficio economico diretto ed indiretto”.
Secondo l’opinione dell’ad, il cammino è certamente lungo e siamo solo all’inizio, ma il percorso è tracciato, anche da un punto di vista tecnologico. “Troveranno sempre più consenso scelte di architetture Soa e modelli software as a service – spiega –, oggi ancora in forma “embrionale”, ma in un futuro non molto lontano, inseriti in un contesto di cambiamento e innovazione”.Altro importante passo compiuto dall’azienda è stato ridurre gli spostamenti dei dipendenti e le trasferte di viaggio adottando il servizio di videocomunicazione che oggi offre alle imprese sotto forma di soluzione gestita (Managed Virtual Meeting). “La scelta dei partner tecnologici rappresenta un aspetto fondamentale per la nostra realtà”, sottolinea Barbonetti. “per alimentare il circolo virtuoso, scegliamo fornitori anche in base alla loro strategia “Green”. La scelta di adottare, ad esempio, server HP ProLiant con regolazione dell’alimentazione, software di virtualizzazione, condivisione della capacità di storage high density e dei server attraverso un modello di calcolo utility-based”.
“L’It, al contrario di quanto si possa immaginare, è “energivoro” – continua l’ad – ed i costi energetici non possono e non devono essere trascurati. Aumentando l’efficienza si ottengono due risultati: riduzione dei costi e minori emissioni inquinanti. Le aziende che affidano a noi la gestione delle loro infrastrutture sanno di poter avere a disposizione le migliori tecnologie”.
“Non importa se a spingere le scelte “verdi” siano fattori come la riduzione dei costi di energia – dice Barbonetti – l’importante è andare verso una direzione responsabile di minor impatto ambientale, indipendentemente dal percorso e dalla scelta strategica iniziale”. In altre parole, ciò che conta è il risultato!

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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