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Nasce “Confindustria Digitale” per l’innovazione e lo sviluppo

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Nasce “Confindustria Digitale” per l’innovazione e lo sviluppo

06 Lug 2011

di Paolo Lombardi

La nuova Federazione è costituita da Asstel, Assinform, Anitec e Aiip per rappresentare il mondo dell’Ict. In questa intervista, Stefano Parisi, che guida Confindustria Digitale, ce ne illustra ragioni e linee direttrici

MILANO – Confindustria Digitale, all’interno di Confindustria, rappresenta il punto di riferimento di un gruppo di imprese che occupano oltre 250.000 addetti per un fatturato di circa 70 miliardi di euro e si prefigge di promuovere lo sviluppo dell’economia digitale per rilanciare la competitività del nostro paese.
Nel delineare aspettative e criticità, Stefano Parisi, chiamato alla guida della Federazione, presenta una realtà complessa: da una parte una lenta penetrazione dell’innovazione tecnologica nelle aziende, dall’altra una competitività che spinge a un necessario adeguamento.
ZeroUno: Quali sono i problemi che lei vede nel comparto Ict del nostro Paese?
Stefano Parisi: C’è un problema di fondo: lo scarso utilizzo dell’Ict e dei servizi web da parte delle imprese e delle famiglie che genera una scarsa crescita dell’intero mercato Ict. È un circolo vizioso che porta poche risorse al settore e impedisce di fare più investimenti. Questo crea problemi all’industria del settore e al Paese intero perché l’economia digitale migliora produttività, efficienza e occupazione. Il nostro obiettivo è invertire questa tendenza e spingere perché ci sia più domanda di servizi web per portare più risorse alle aziende, più investimenti nelle reti e capacità di offrire servizi innovativi
ZeroUno: Qual è l’impatto di questa nuova ’iniziativa nel mondo di Confindustria?
Parisi: Il tema dell’economia digitale è finalmente entrato nell’agenda della associazione, che prima quasi non se ne occupava. Emma Marcegaglia, dall’inizio del suo mandato ha lavorato in questa direzione. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è la riunione dello scorso 13 giugno. La Marcegaglia ha riunito a Milano i Ceo delle principali aziende della filiera Ict per raccogliere proposte in una sorta di ‘agenda digitale’ di Confindustria.
ZeroUno: Scarsa capacità di rappresentanza reale del comparto Ict e incapacità di dare sbocchi concreti alle proprie rivendicazioni. Come pensa di dare una svolta a questa situazione?
Parisi: Asstel [associazione di aziende Tlc che, insieme ad Assinform, Anitec e Aiip è tra i fondatori della nuova federazione ndr] ha spinto molto per costituire Confindustria Digitale proprio per questi motivi. Unita, l’intera filiera del settore avrà una forza di impatto molto superiore a quella che potevano esprimere le singole componenti. Lavoreremo insieme per costruire condizioni migliori per gli investimenti e allargare la torta; poi si potrà litigare al nostro interno per prenderci ciascuno la fetta più grossa…
ZeroUno: Il mondo della politica ha mostrato fino a oggi una ben scarsa comprensione del settore Ict, della sua importanza e dei suoi problemi…
Parisi: Se solo pensiamo che sono passati 18 anni dai progetti sulle ‘autostrade digitali’ di Al Gore e Clinton… È anche colpa nostra perché ci siamo rivolti al mondo politico con delle rivendicazioni prima ancora che con la capacità di far capire che è nel nostro settore e nello sviluppo dell’economia digitale la soluzione dei problemi della produttività, del controllo e dell’efficienza della spesa pubblica. Fino a oggi ci siamo mossi in una logica diversa, come quella che ha portato qualcuno addirittura a chiedere aiuti e incentivi. Non è questa la strada, non abbiamo bisogno di soldi pubblici ma di molta più sensibilità per digitalizzare la Sanità così come le scuole, dove studenti nativi digitali hanno insegnanti analfabeti digitali. Questi sono i temi che dobbiamo sottoporre all’attenzione della politica.
ZeroUno: Ci lascia un paio di ‘idee forti’ per capire la direzione che vuole dare a Confindustria Digitale?
Parisi: Prima idea: come cambia il lavoro con il web. Seconda idea: come e quanto la Pa, passando dalla carta al web, può generare domanda informatica. Questi saranno due dei pilastri della nostra iniziativa.

Paolo Lombardi

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