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Il design thinking leva per la formazione 4.0 e per la trasformazione delle imprese

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Prospettive

Il design thinking leva per la formazione 4.0 e per la trasformazione delle imprese

07 Mag 2019

di Elisabetta Bevilacqua

Il programma ITS 4.0 promosso dal Miur con la partnership dell’Università Ca’ Foscari, adottando il design thinking come metodologia alla base dei progetti di innovazione congiunta scuola-impresa, si sta rivelando non solo utile per una nuova didattica attiva ma anche uno stimolo per la trasformazione, tecnologica e organizzativa, delle imprese, soprattutto le PMI, come alcuni casi, di seguito illustrati, evidenziano

Un sistema di collaudo per piccoli satelliti, sonde per valutare il grado di maturazione del formaggio, una stazione trasportabile di ricarica alimentata da pannelli solari per biciclette: sono alcuni dei progetti realizzati rispettivamente in Piemonte, Sardegna e Toscana. Fanno parte del programma ITS 4.0, attivato nel 2018 con il sostegno economico del Ministero dell’Istruzione e sviluppato in partnership con l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Si tratta di una specializzazione degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), il biennio post-diploma pensato per creare figure professionali vicine alle esigenze delle imprese. Le fondazioni che li gestiscono vedono infatti la partecipazione di imprese, università, centri di ricerca e scuole tecniche, mentre circa metà dei docenti provengono dalle aziende.

ITS 4.0 per abilitare la trasformazione delle imprese

Il programma ITS4.0 si sta rivelando efficace per mettere in campo le competenze necessarie per abilitare la trasformazione delle imprese in ottica 4.0.

“In assenza di un ‘manuale di istruzioni’ per la 4° rivoluzione industriale – sottolinea Stefano Micelli docente di Ca’ Foscari e direttore scientifico del progetto – ci siamo posti l’obiettivo di diventare una palestra dove imprese e i bienni post-diploma possano sperimentare nuove forme di innovazione congiunta”.

Stefano Micelli docente di Ca’ Foscari e direttore scientifico del progetto ITS4.0

Il progetto ha finora coinvolto 1.150 studenti di 74 ITS che hanno collaborato con oltre 100 aziende per attivare un centinaio di progetti di innovazione 4.0, tre dei quali verranno di seguito illustrati.

Un aspetto centrale è l’adozione di un modello di formazione basato sulla metodologia Design Thinking (DT) che supera il modello tradizionale di trasferimento della conoscenza di tecnologie e processi noti, a favore di un modello attivo: “Non solo dunque apprendimento sul campo di tecnologie del futuro, ma di anche una metodologia a supporto dell’innovation management – aggiunge Micelli che spiega – La principale novità, anche rispetto ad altri progetti di collaborazione fra scuola e impresa, è la centralità dell’ascolto dell’utilizzatore finale e lo sviluppo della fase di empatia, finalizzata alla capacità di trovare soluzioni in grado di rispondere ai bisogni delle imprese e dei loro clienti”.

Concordano i protagonisti dei progetti.

Il Design Thinking: creatività strutturata che porta valore alle aziende

“Il DT va visto come una grande opportunità di mettere in campo un approccio strutturato alla creatività secondo un metodo tipico delle aziende. La possibilità di sviluppare la creatività di tutte le persone rappresenta un’importante spinta per le imprese”, sottolinea Sigfrido Pilone, Direttore della Fondazione ITS Aerospazio/Meccatronica del Piemonte, notando che le imprese coinvolte nel progetto hanno manifestato inizialmente un atteggiamento scettico, poi superato una volta sperimentata l’acquisizione da parte degli studenti di un approccio trasversale al tema 4.0.

Foto di Sigfrido Pilone
Sigfrido Pilone, Direttore della Fondazione ITS Aerospazio/Meccatronica del Piemonte

Anche Francesco Macrì, presidente della Fondazione ITS Energia e Ambiente della Toscana, nonché presidente della multiutility Estra membro della Fondazione, sottolinea la capacità dei progetti ITS di ridurre il solco fra imprese e ambito formativo di cui tutte le organizzazioni, pubbliche e private, sentono l’esigenza. “Servono persone con competenze trasversali – sottolinea – Questa esperienza può aiutare anche le aziende a vedere in una nuova luce la formazione, spesso percepita come un obbligo da sopportare più che una opportunità”.

Foto di Francesco Macrì
Francesco Macrì, presidente della Fondazione ITS Energia e Ambiente della Toscana e presidente della multiutility Estra

La sperimentazione sceglie la tipologia Problem Solving

Fra le principali tipologie di DT la scelta è caduta sul Problem Solving, ci ricorda Micelli, con il coinvolgimento di popolazioni e unità organizzative diverse, anche interaziendali, come accade con le PMI che si avvalgono di fornitori esterni di soluzioni e tecnologie.

“Il metodo è risultato efficace soprattutto in ambito tecnico, dove le competenze diventano obsolete in poco tempo, mentre apprendere un metodo di team e innovation management consente di imparare ad imparare, una competenza che gli studenti porteranno con sé in tutta la vita lavorativa – aggiunge Pilone – Inoltre, il DT evita l’autoreferenzialità tipica dei tecnici che, per convincere i clienti che la soluzione proposta è quella giusta, devono imparare ad ascoltare le esigenze del cliente”.

Ragionare sui problemi in maniera diversa

“Il DT è una metodologia di design per non designer, utile come metodo didattico perché costringe a mettere da parte le tecnologie e aiuta a ragionare sui problemi e sui processi in maniera diversa e più approfondita”, conferma Andrea Galante, docente all’interno del progetto ITS 4.0 e rappresentante di Primo Principio, azienda di servizi ICT per mondo agroalimentare parte della Fondazione ITS Agroalimentare di Sassari. “L’esperienza è stata utile per consentire agli studenti di acquisire un habitus mentale che spenderanno in ambito lavorativo, grazie ai contatti con le aziende”, aggiunge Mauro Solinas, Coordinatore del progetto.

Andrea Galante, docente all’interno del progetto ITS 4.0

Sviluppare empatia e ascolto

In tutti i progetti grande attenzione viene dedicata alle prime fasi.
“Non si punta tanto alla soluzione ma soprattutto a sviluppare la fase di empatia e ascolto che risulta la più difficile – spiega Luisa Cornero, referente del progetto ITS4.0 – Il DT si sta rivelando la metodologia vincente capace di aiutare nel processo di innovazione culturale e portare valore che non deriva tanto dalla capacità tecnologica che non manca anche a livello avanzato, quanto dalla capacità di reale innovazione portata dai ragazzi, che vanno visti come semi diffusi nelle aziende”.

foto a luisa cornero
Luisa Cornero, referente del progetto ITS4.0

Un ruolo fondamentale e innovativo viene svolto dal pensiero divergente che esplora un universo di soluzioni disomogenee.

Una volta completate queste prime fasi in cui si è compreso cosa serva e quale sia la soluzione più adatta, la prototipazione a basso costo, che consiste nel tradurre l’idea in un oggetto, risulta relativamente facile anche grazie al background tecnico degli studenti.

I progetti in pillole

“Ho verificato un coinvolgimento superiore alle attese da parte delle aziende – dice Micelli – Soprattutto le PMI si rendono conto come il DT non sia solo un metodo didattico e di progettazione, ma possa essere uno strumento utile per il management dell’innovazione e per esplorare nuove forme organizzative dell’impresa”.

Sistema di collaudo per piccoli satelliti

Un caso emblematico è il percorso seguito nella progettazione del Sistema di collaudo per piccoli satelliti. “È un piccolo miracolo che una PMI [ndr: Spin Electronics, partner del progetto] possa pensare di entrare in un settore che immaginiamo riservato a grandi aziende e che si pensa preveda grandi investimenti”, sottolinea Cornero. Il progetto è partito a gennaio e ora è incorso la fase di definizione e ideazione per arrivare a creare per giugno con la prototipazione realizzata con materiali a basso costo. La prospettiva di andare sul mercato italiano e internazionale, con un sistema rivolto, da un lato, alla formazione e, dall’altro, ai produttori di piccoli satelliti.

Il gruppo dell’ITS Aerospazio-Meccatronica Torino che ha ideato il Sistema di collaudo per piccoli satelliti

Il Sistema di collaudo per piccoli satelliti, ITS Aerospazio/Meccatronica (Torino), è un emulatore d’orbita e di assetto di piccoli satelliti realizzato da un team di ragazzi del primo anno, in collaborazione con un piccola azienda piemontese, Spin Electronics, specializzata nella produzione di strumenti per misure elettroniche e comunicazioni radio.

e-bike solar mobile charger

Come ricaduta del progetto eBike solar mobile charger è previsto un ampliamento del mercato di riferimento dell’azienda partner, che produce pannelli solari flessibili al momento principalmente utilizzati nel mondo della nautica e della camperistica e la creazione di energy.lab.4.0, per la realizzazione di progetti di collaborazione e innovazione con le aziende di settore.

i ragazzi del progetto bici elettrica, Its Siena
Il gruppo dell’ITS Siena che ha ideato il progetto eBike solar mobile charger

eBike solar mobile charger, ITS Energia e Ambiente (Colle val d’Elsa- Siena) puntava a rispondere alle necessità del cicloturismo e dell’utilizzo del bikesharing mettendo a punto una stazione mobile di ricarica solare che fosse al tempo stesso punto di raccolta in grado di segnalare gli interventi di manutenzione e l’utilizzo delle bici per una programmazione a lungo termine.

SensingCheese 4.0

Nel caso del progetto SensingCheese 4.0, l’azienda partner sta valutando se inserire il sistema realizzato, oggi allo stato prototipale, nel processo di produzione.

Il progetto SensingCheese 4.0 dell’ITS Agroalimentare di Sassari

SensingCheese 4.0, ITS Agroalimentare, (Sassari), realizzato in partnership con lo storico caseificio Fratelli Pinna, si pone l’obiettivo di valutare il grado di maturazione del formaggio, evitando spreco e danneggiamento del prodotto, migliorando il processo di produzione e ottimizzando le risorse.
Al progetto hanno partecipato due team di studenti: uno del secondo anno, per lo sviluppo del progetto tecnologico e l’altro, del primo anno, per lo sviluppo della comunicazione, che ha realizzato il blog ITS4.0.

Design Thinking come abilitatore per esplorare nuove aree di business

La conclusione è che i progetti ITS 4.0, anche grazie al DT, possano davvero aiutare le PMI nell’innovazione, come sottolinea Micelli. “Le PMI, con fatturati inferiori ai 50 milioni di euro spesso hanno difficoltà nei rapporti con le università mentre non hanno problemi a partecipare ai progetti ITS 4.0”.

Il valore del DT nei progetti non deriva solo dall’efficacia nella formazione con ricadute occupazionali positive (che tutti gli ITS manifestano) ma soprattutto nella creazione di competenze trasversali e di capacità nella gestione dell’innovazione e nella trasformazione delle organizzazioni.

“La sfida principale è fornire a ragazzi, provenienti in prevalenza da una formazione tecnica/tecnico- professionale, una metodologia di apprendimento e sperimentazione all’altezza delle esigenze di trasformazione delle imprese”, conclude Micelli.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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