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Le Tlc in Italia. Quali driver per la crescita

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Le Tlc in Italia. Quali driver per la crescita

19 Mag 2004

di Giancarlo Capitani e Riccardo Zanchi

Sebbene nel 2003 il mercato delle Tlc in Italia sia cresciuto solo dell’1,8%, è lecito parlare di un segnale di svolta. Non solo rispetto al 2002, ma anche perché le opportunità legate ai nuovi servizi per la mobilità e alle connessioni al web fanno ritenere che la ripresa non resterà un fatto isolato

Il mercato italiano delle telecomunicazioni archivia il 2003 come un anno di ripresa, anche se limitata ad un modesto +1,8%. In effetti, se si pensa al 2002, che si era chiuso in una situazione di stagnazione (+0,4%), l’anno appena concluso può essere visto con soddisfazione, non fosse altro per il fatto che segna un momento di svolta. Se si confronta il trend italiano con quello internazionale emergono alcuni elementi significativi: da un lato si rileva una chiara similitudine nella crescita con quanto avviene in Europa (+1,1%), mentre la dinamica delle altre aree risulta decisamente più brillante, sia nel Nord America (+3,5%, anche grazie al dollaro debole) sia, soprattutto, in Asia, dove la rincorsa del mercato cinese alle nuove tecnologie rappresenta un traino per tutto il continente (+6,7%).
Indubbiamente, il livello di maturità raggiunto dalle telecomunicazioni nelle diverse economie in passato, determina in buona parte anche il trend che è lecito attendersi per il prossimo futuro. In Italia, questo fattore risulta particolarmente significativo ed è sicuramente uno degli elementi di maggior rilevanza nella valutazione degli andamenti del mercato. In effetti, il comparto delle Tlc nel nostro Paese sta affrontando un momento di discontinuità, caratterizzato da un processo di rinnovamento delle tecnologie utilizzate, abbinato ad un sensibile acculturamento della clientela a tutti i livelli, con conseguente impiego sempre più intenso delle comunicazioni.
Tuttavia, ogni discontinuità porta con sé dei fattori positivi (nuovi utilizzatori, nuovi servizi) generando però anche riscontri negativi per il mercato (downpricing competitivo, cannibalizzazione dei servizi tradizionali) e non sempre comporta una crescita del giro d’affari complessivo.

Gli utenti dei servizi di Tlc in Italia 2001-2003


Fonte: NetConsulting

Luci e ombre di un momento di svolta
Il mercato italiano sta attualmente attraversando un importante momento di discontinuità, che fa sì che esistano luci ed ombre a caratterizzarlo, con effetti molto marcati sia in senso positivo che negativo.
Fra i fattori positivi vanno sicuramente considerate le comunicazioni mobili che, nonostante il livello di diffusione raggiunto, continuano a registrare crescite significative. Un altro fattore di crescita è rappresentato dai servizi innovativi, quelli legati ad Internet, sia in termini di protocolli di comunicazione, sia per quanto riguarda le modalità di accesso alla rete. Infine, ha pesantemente contribuito alla ripresa del 2003 la domanda consumer, che ha riguardato in prevalenza il mobile (sia sul fronte dei servizi che su quello dei terminali), ma che ha spaziato anche sui servizi, in particolare per quelli erogati in modalità always on con collegamenti in banda larga e media (Fibra Ottica e xDSL).
Negli elementi frenanti del mercato si inseriscono i complementi dei fattori positivi, vale a dire: la rete fissa, nel suo complesso di apparati e servizi; i servizi tradizionali di fonia e trasmissione dati; il segmento business, che registra una crescita sensibilmente inferiore rispetto al consumer e che, se si include la componente infrastrutture, risulta decisamente in calo. In questo contesto, è opportuno considerare quali possano essere i margini di sviluppo dei vari mercati e, all’interno di essi, quali siano i segmenti di traino su cui puntare.

Le opportunità di crescita
Se si guarda al numero degli utilizzatori dei diversi servizi, emerge che il mobile ha raggiunto un livello di penetrazione tale che, per generare delle crescite, deve puntare sull’intensificazione dell’uso, legata sia ai servizi tradizionali (fonia) sia a quelli innovativi (xMS, navigazione in Internet, video nelle varie accezioni).
Gli oltre 41 milioni di singoli utenti (vedi figura 1) rappresentano il 73% della popolazione e, anche volendo essere ottimisti, la crescita nei prossimi anni sarà limitata a pochissimi punti percentuali ed è destinata ad azzerarsi nel medio periodo analogamente a quanto avvenuto per la rete fissa in passato. Tuttavia, tenuto conto che la spesa media per utente (Arpu) è in continua crescita, la dinamica del mercato sarà sostenuta dal maggior utilizzo che si farà del terminale mobile per parlare, scambiare messaggi e videocomunicare, con un trend che appare ancora in fase di sviluppo.
Sul lato della rete fissa, la crescita dei clienti è per lo più concentrata su coloro che si connettono ad Internet con modalità innovative (passati in due anni da 400.000 a ben oltre 2 milioni, vedi ancora figura 1), tuttavia gli effetti positivi vanno bilanciati con quelli negativi di chi, passando dall’accesso in dial up a quello always on, sposta la propria spesa senza necessariamente incrementarla (anzi, a volte diminuendola). Pertanto le opportunità di crescita del segmento di rete fissa saranno legate ad una crescente pervasività delle connessioni ad Internet, soprattutto presso clienti in precedenza non connessi, abbinando tuttavia al puro trasporto anche una serie di servizi (dal video all’e-commerce) che porteranno i clienti a cambiare il proprio approccio nei confronti dei carrier.
In questo contesto di mercato, è da ritenere quindi che la ripresa del 2003 non rimarrà isolata, con riscontri positivi sia a livello complessivo che sui singoli segmenti di servizi.

Giancarlo Capitani e Riccardo Zanchi

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