Forrester Wave: come scegliere la piattaforma per gestire l’innovazione in azienda

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Forrester Wave: come scegliere la piattaforma per gestire l’innovazione in azienda

Nel suo “Innovation Management Platforms” riferito al primo trimestre 2020 Forrester esamina 13 fornitori di soluzioni sottoponendoli al metodo Wave che prevede la suddivisione dei vendor in 4 categorie: leader, interpreti forti, contendenti e sfidanti. Tra le novità dei software che utilizzano modelli di project management per accelerare i processi di innovazione delle imprese, l’utilizzo di intelligenza artificiale e machine learning, insieme all’ampliamento dell’ecosistema dei partner e dei dati da analizzare

01 Giu 2020

di Carmelo Greco

Quale piattaforma usare per gestire l’innovazione tecnologica in azienda? Forrester ha applicato la sua metodologia Wave per identificare le migliori soluzioni nel suo recente report Forrester Wave Innovation Management Platforms che ha analizzato soluzioni e tecnologie prese in considerazione entro il novembre 2019 per poi diffondere i risultati nel marzo 2020. A differenza del passato, in cui si era focalizzata sui software che abilitavano la creazione e l’incubazione delle idee soprattutto con campagne aziendali interne, in questo ultimo documento Forrester ha esteso il campo di indagine a quelle piattaforme che supportano l’innovazione nell’ecosistema che va oltre il perimetro aziendale, coinvolgendo network e praticando meccanismi di open innovation. Basata sull’utilizzo di 22 criteri, la valutazione è da considerare, per ammissione della società di consulenza, come un punto di partenza affinché CIO e Innovation Manager possano orientarsi in questo mercato. Graficamente l’esito della ricerca è riportato su un piano cartesiano all’interno del quale i vendor selezionati occupano una sezione dell’“onda” suddivisa in 4 categorie: leader, interpreti forti (strong performers), contendenti e sfidanti.

Offerta, strategia, mercato: i criteri per capire quale piattaforma scegliere per portare innovazione tecnologica in azienda

I 22 criteri adottati da Forrester sono sintetizzati in 3 macro voci. Sull’asse verticale del grafico è indicata la forza, in una scala da 0 a 5, dell’attuale offerta del vendor, che si desume dalla completezza della gamma di funzionalità previste per la gestione dell’innovazione. A questo si aggiunge la capacità di coinvolgere i rispettivi clienti in un percorso in grado di sfruttare nuove tendenze tecnologiche e valorizzare collaborazioni con soggetti terzi. Sull’asse orizzontale, invece, scorre la forza della strategia.

Una qualità che Forrester misura in base alla visione dell’azienda sull’innovazione, alla realizzazione della roadmap, all’approccio al mercato, alle performance finanziarie, all’ecosistema dei partner e al modello commerciale. Dentro il grafico trova posto il ranking inerente la presenza sul mercato calcolata sull’ampiezza dei clienti e sull’ammontare dei ricavi di ciascun vendor. Del resto, uno dei prerequisiti per accedere alla selezione era quello di attestare un reddito superiore ai 3 milioni di dollari nel 2018, unito al fatto di poter vantare almeno 20 clienti attivi, cioè paganti.

Cosa ricercare nelle piattaforme software per l’innovazione

A livello generale, la collocazione di ciascuna piattaforma per l’innovazione tecnologica in azienda e dei relativi fornitori nello schema di Forrester è determinata dal possedere o meno alcune caratteristiche, le stesse che dovrebbero guidare la scelta dei CIO. La prima caratteristica che devono assicurare le soluzioni è quella di coprire tutte le fasi del processo di innovazione: targeting, ideazione, incubazione, business plan e commercializzazione.

La seconda consiste nella capacità di connettersi con set di dati anche esterni, consentendo così di generare una forma di intelligenza “adattiva” che discende dalle integrazioni comprendenti informazioni sui clienti e sul mercato, sulle tecnologie emergenti, sulle pubblicazioni accademiche e sui brevetti che interessano il proprio settore.

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La terza peculiarità da ricercare, infine, deve andare oltre la mera fornitura del software. È auspicabile che l’offerta del vendor, infatti, includa servizi professionali a corredo del sistema che aiutino ad attingere a risorse quali la partecipazione a seminari o la collaborazione con altri utenti che si servono della medesima piattaforma.

Le aziende leader nelle piattaforme per l’innovazione tecnologica in azienda

Sono in tutto 13 le aziende inserite da Forrester nel suo Innovation Management Platforms. Tra quelle leader rientrano Planbox, Qmarkets, Planview e Innosabi. La prima si distingue per le funzionalità avanzate di intelligenza artificiale e machine learning della sua piattaforma, notevolmente ampliata anche in seguito all’acquisizione di Brain Bank e Imaginatik. Qmarkets è un marchio focalizzato nell’aiutare le aziende a maturare i loro programmi di innovazione strategica. Mette a disposizione, a tale scopo, diversi moduli (Q-empathize, Q-open, Q-trend, Q-scout e Q-project) per fasi differenti del processo insieme a collegamenti con i partner e set di dati pre-integrati. Planview, nota soprattutto per la sua soluzione di Project Portfolio Management, con l’acquisizione di Spigit ha ampliato la sua offerta, unendo per esempio il suo sistema Projectplace con Spigit. Oggi la sua piattaforma si distingue per l’automazione dei processi e per strumenti come i modelli matematici che studiano i comportamenti della folla. Innosabi è l’unica realtà europea, tedesca per la precisione, fra le quattro aziende leader (Planbox è canadese, Qmarkets israeliana, Planview statunitense). Su questa localizzazione insiste molto il documento di Forrester, sostenendo che, pur trattandosi di un’azienda in crescita, per ora è radicata principalmente in Germania ed Europa, il che potrebbe essere un ostacolo nella creazione di comunità di innovazione su larga scala.

Fonte: Forrester

Gli “interpreti forti” secondo l’analisi di Forrester

Le organizzazioni considerate “strong performers” nel report sono Wazoku, Sopheon, Brightidea, HackerEarth e HYPE Innovation. L’offerta di Wazoku aiuta i clienti a sviluppare e condividere idee tra comunità di innovazione interne ed esterne in regioni geografiche e in lingue diverse, con strumenti di collaborazione pienamente integrati. I punti di debolezza riguardano la capacità di consulenza strategica, limitata a causa della sua relativamente giovane età (è stata fondata nel 2011), nonché le funzionalità di visualizzazione degli analytics, giudicate insufficienti dai clienti perché basate principalmente sul formato Excel. Anche su Sopheon il parere dei clienti lamenta una parziale capacità di integrazione su dati e analytics, senza che questo, tuttavia, pregiudichi alcuni suoi elementi di forza quali, per esempio, la capacità di integrazione con applicazioni di terze parti (Office 365 in primis) per la creazione di idee, la promozione e la reportistica. Brightidea propone la sua piattaforma come insieme di moduli, una varietà che però può essere fonte di confusione, a detta dei clienti intervistati da Forrester. In realtà, è la stessa azienda che non vuole offrire una visione unificata e preferisce che i clienti non siano guidati e scelgano fra le tante app del sistema. HackerEarth è una startup di origine indiana il cui quartier generale oggi si trova nella Silicon Valley. Viene utilizzata specialmente per gli hackathon, il che corrisponde a una massiccia rete di specialisti in molteplici tecnologie, ma anche a una sua adozione che tende a essere circoscritta a questo solo uso. HYPE Innovation, infine, pur disponendo di tool importanti per la costruzione di prototipi, secondo Forrester pecca di eccessivo Europa-centrismo (non a caso il quartier generale è a Bonn).

“Contendenti” e “sfidanti”, terzi e quarti nella classifica

Innovationcast, Wellspring e IdeaScale fanno parte della categoria “contendenti”. La piattaforma di Innovationcast si distingue perché sollecita il coinvolgimento di dipendenti e partner tramite la creazione e la pubblicazione di blog, articoli, immagini e video utili all’engagement continuo. Wellspring, invece, è conosciuta per la sua attitudine nello scouting tecnologico e nelle ricerche di mercato, ma difetta nei suoi strumenti di collaboration. IdeaScale, sebbene abbia feature di analisi relativamente basilari, può vantare una solida esperienza nello sviluppo di progetti nel settore pubblico. Infatti è l’unico soggetto, tra quelli esaminati, che soddisfi gli standard di sicurezza del programma statunitense FedRAMP a cui si devono attenere i fornitori che desiderano offrire servizi IT alla pubblica amministrazione.

Unica tra gli “sfidanti”, la danese Nosco può contare su una rete di startup tecnologiche emergenti in Europa, ma la piattaforma è ancora carente sul fronte delle integrazioni con le fonti di dati della customer experience e deve migliorare sul versante dell’intelligenza artificiale.

Carmelo Greco

Giornalista

Giornalista professionista, si occupa come freelance e formatore di temi connessi all'innovazione digitale e alle trasformazioni del mercato del lavoro. Collabora alla collana “La bellezza dell'impresa” edita da Rubbettino ed è autore di opere teatrali e di narrativa.

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