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Finaki 2018: le sfide prioritarie dello tsunami digitale

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Finaki 2018: le sfide prioritarie dello tsunami digitale

04 Giu 2018

di Giorgio Bongiorno

A Baveno, CIO ed esperti per discutere e confrontarsi sui cambiamenti legati agli impatti della rivoluzione digitale su persone, imprese e società

La comunità dei CIO Finaki, nella scia degli ultimi incontri che hanno sviscerato il fenomeno della trasformazione digitale e dopo il lavoro di analisi preliminare operato negli scorsi mesi dal Comitato di Programma (costituito da 23 CIO delle maggiori realtà aziendali e istituzionali del paese presieduti da Mauro Minenna, Direttore Generale di ACI Informatica) si riunisce. Quest’anno sarà la 18esima edizione consecutiva. Dal 7 al 10 Giugno 2018, con la consueta formula che si pone ambiziosamente di rappresentare la voce della domanda ICT del Paese e per il terzo anno nell’accogliente struttura del Grand Hotel Dino, a Baveno (VB), nella stupenda cornice del lago Maggiore, la comunità Finaki discuterà il tema della metamorfosi digitale, delle sfide prioritarie connesse al processo in atto e dell’incombere ormai pregresso di regole di ingaggio e delle procedure da applicarsi nei riguardi del trattamento dei dati sensibili e della privacy che necessariamente ne consegue.

Questa rivoluzione da tempo ha cancellato barriere consolidate nel mondo ICT e business e offre una grande opportunità alla funzione CIO aziendale e istituzionale di rappresentare l’elemento guida nei confronti della trasformazione dei processi, prima centrati esclusivamente sui prodotti e sulla loro logica costruttiva e ora sempre più service driven e customer centric.

Questa azione di intermediazione richiede sempre di più un cambiamento della cultura di contesto in tutte le sue declinazioni (attitudini, abitudini, competenze, comportamenti, riferimenti). La sfida principale per il CIO è rappresentata, attraverso la sua testimonianza concreta e la sua credibilità provata, dalla sua capacità di elevare la cultura digitale media dell’azienda in un contesto nazionale peraltro gravato dal basso grado di digitalizzazione del Paese.

I CIO possono e devono ancora giocare un ruolo importante in questo scenario, aggiornando la propria visione e le proprie competenze, ponendosi in prima linea in una sfida più ampia ed aperta sul piano manageriale e ripensando alla propria funzione come “agente di tecnologia” e come “partner di business”, arrivando a collegare in maniera diretta ed esplicita i propri obiettivi a quelli più tipici delle funzioni di business (vendite, fatturato, indicatori di customer satisfaction e retention ecc.)

Il CIO è detentore di un set di com­petenze che può mettere a disposizione dell’azienda per accelerare il processo di trasformazione digitale del business e quindi i vantaggi ai clienti (costruendo nuovi scenari di customer experience) che da questo nuovo approccio possono nascere e svilupparsi.

Il CIO in questo nuovo scenario non è più un soggetto che fa un solo mestiere. Diventa broker di tecnolo­gie, meccanico di processi e, più in generale, promotore trasversale del cambiamento; deve fare sintesi dai conflitti e dalle resistenze originate da un management tradizionalista e legato a concezioni superate della funzione ICT ed essere capace di portare, all’interno della propria organizzazione, gli elementi di innovazione tecnologica e organizzativa, la capacità nel gestire progetti e risorse e una visione ampia del business, che consentano di orientare le energie organizzative a rispondere alle esigenze del cliente (dei cittadini per le pubbliche amministrazioni) e alla semplificazione dei servizi.
Per fare questo, il CIO dovrà poter spostare progressivamente il peso della quota di tempo della sua gior­nata dalla gestione operativa alla proposizione e alla gestione dell’innovazione digitale e prendere la responsabilità di traghettare la sua azienda, ed in alcuni casi il Paese, verso una modernizza­zione digitale la cui maturità possa essere misurata e monitorata negli anni: un CIO garante di cambiamento digitale, un CIO garante di maturità digitale.
In estrema sintesi, l’obiettivo delle riflessioni degli Incontri ICT2018 è quello di affinare l’approccio strategico, rimettere a fuoco il ruolo guida del CIO, sia per rafforzarlo rispetto alle trasformazioni indotte dall’economia digitale che si presenta oggi alle porte del business e sia per essere veri autorevoli protagonisti del digital.
L’evento Finaki 2018, chiamando a raccolta i CIO quali detentori delle leve di governo della tecnologia, intende avviare una riflessione su questi temi, valutarne le implicazioni, analizzare i rischi inevitabilmente connessi e individuare gli strumenti che consentano di mantenere la rotta vincente della leadership. I lavori di approfondimento si propongono quindi di maturare fra i partecipanti un clima di fertilizzazione intersettoriale e di coniugare un confronto fruttuoso tra domanda ed offerta con l’intento di favorire tra l’altro lo scambio di informazioni e la verifica di come e con quale velocità le singole priorità si realizzino a passi diversi in settori diversi dell’economia del paese.

All’incontro, note personalità del mondo ICT nazionale e internazionale contribuiranno ad arricchire i lavori dei singoli workshop secondo cui è declinato il tema principale dell’evento.

Per informazioni: http://www.finaki.com/it/program/public/86-gli-incontri-ict2018
Tel: +39 02 3656 4594

Giorgio Bongiorno
Delegato Finaki in Italia

Finaki 2018: le sfide prioritarie dello tsunami digitale

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