La digitalizzazione cambia ciò che l’azienda chiede ai fornitori di tecnologia e come questa tecnologia viene acquistata, con un impatto a dir poco dirompente sui vendor. Il tempo digitale scorre più veloce anche per loro: le loro strategie di canale, forza di vendita, ecosistema di partner sono attaccate da concorrenti, da nuovi centri acquisto, soprattutto dai mutevoli bisogni di business. “Ciò spiega l’emergere sia di fornitori best of breed in aree tradizionali come l’Erp, in grado di offrire soluzioni innovative anche se relative solo ad alcuni aspetti dei sistemi di gestione [un esempio per tutti Salesforce ndr] sia – afferma Sondergaard – di un nugolo di startup a traino tecnologico in tutto il mondo”. L’analista di Gartner ritiene che “sia prevedibile un accelerato cambio di leadership: molti vendor oggi ai vertici come Cisco, Oracle o Microsoft, potranno vedere ridursi la loro influenza nell’economia dell’industria digitalizzata” (figura 1). Sono i Cio stessi a prevederlo: nella Cio survey presentata da Gartner nello scorso novembre, che ha visto il coinvolgimento di 2.339 Cio a livello mondiale, due terzi di loro pensano di cambiare fornitori primari entro il 2017 in quanto, nella trasformazione generata dal business digitale, l’offerta vincente può non essere quella delle grandi major dell’Ict ma quella di realtà anche piccole, meglio in grado di centrare con precisione il bisogno specifico del cliente in un determinato ambito.
La carriera del Cio a un bivio
Oggi siamo di fronte a una “crisi di It Leadership”, parola di Sondergaard. Già oggi, secondo l’analista americano, il 70% delle organizzazioni marketing hanno già un Chief (Marketing) Technology Officer, che nell’80% dei casi non dipende all’organizzazione It. Le singole business unit sanno (o pensano di sapere) cosa fare per reinventarsi le operazioni in digitale e non aspettano più l’It per fare un assessment dei loro bisogni. Trend del livello di influenza del Cio – Fonte: Gartner, novembre 2013Praticamente ogni organizzazione avrà una strategia digitale sponsorizzata dal Ceo. Ceo e business leader vogliono una storia digitale credibile e non credono di riuscire ad attuarla solo con l’It leadership esistente. Ergo, assumono nuovi leader con la missione di innovare in tecnologia digitale. Per fine anno 2013, Gartner riferisce che il 6% delle aziende affiancherà al Cio altre due figure: un Chief Digital Officer e un Chief Data Officer. La domanda è se nell’Economia Industriale Digitalizzata a regime ci si deve aspettare uno spettro di titoli c-level digitali in concorrenza tra loro. Gartner ritiene di no. Il Chief Digital Officer è un “agente del cambiamento”, che nel 2020 avrà completato la sua missione avendo formato i business leader a leader digitali, allo stesso modo in cui questi hanno oggi il quantum di skill finanziari e/o di gestione delle risorse umane che serve loro; tipicamente non ha budget, non ha organizzazione, né è parte della Corporate Governance.
La figura evidenzia un bivio per la carriera del Cio, che si apre nel 2014 a seconda delle sue scelte, da giocare ben prima che i leader siano diventati leader digitali: o non far niente (o non abbastanza) e diventare il custode di installazioni di tecnologia back end; o impegnarsi contribuendo con la sua competenza digitale in modo determinante per strategie e fatturato e con questo accedere a livelli di influenza superiori a quelli pre-digitalizzazione. |













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