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Emilia-Romagna: contrastare la crisi investendo

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Emilia-Romagna: contrastare la crisi investendo

02 Feb 2011

di ZeroUno

Nel corso del recente convegno “Tecnologie dell’informazione per le imprese e il territorio” imprese e istituzioni locali si sono confrontate sui temi della tecnologia come elemento abilitante della ripresa e della competizione a livello globale. Per l’occasione sono stati presentati i risultati di una ricerca che Microsoft e NetConsulting, in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Unioncamere, associazioni regionali di Cna e Confindustria, hanno svolto presso un panel di 403 Pmi della Regione per valutare l’impatto della crisi sulle attività aziendali, e per analizzare le principali caratteristiche dell’adozione di strumenti IT. Dalla ricerca emerge il ritratto di un tessuto economico che ha saputo reagire. Quasi nel 25% dei casi le aziende hanno saputo mantenere il proprio posizionamento sul mercato, e in qualche caso (2%) lo hanno addirittura migliorato. La sopravvivenza delle aziende è stata messa a dura prova solo nel 7,2% dei casi, con le situazioni maggiormente difficili tra le realtà più piccole.
Per rispondere alla situazione di crisi il focus delle aziende ha riguardato prevalentemente l’avvio di strategie volte alla razionalizzazione dei costi aziendali e, per questo motivo, nella maggior parte dei casi si è trattato di misure tattiche e non strutturali. La razionalizzazione dei costi di gestione e produzione e le politiche di riduzione del personale sono infatti state citate da oltre il 40% del campione, mentre le azioni di ridefinizione delle attività e dei processi aziendali sono state citate da percentuali inferiori al 13%.
Questo atteggiamento si è riflesso anche nelle strategie di investimento che, seppur abbiano mostrato un andamento positivo per oltre l’84% dei casi, si sono polarizzate sul miglioramento della produzione, e solo in minima parte sullo sviluppo competitivo in termini di internazionalizzazione, tutela ambientale e sviluppo tecnologico.
Le azioni innovative sono tuttavia ancora scarsamente supportate da strumenti Ict, in un contesto in cui il livello di informatizzazione delle aziende intervistate è prevalentemente concentrato sulla gestione finanziaria e su quella della produzione. I progetti IT avviati dalle aziende risultano concentrati prevalentemente nelle aree gestionale/ERP (65,8%) e di produttività individuale (14,4%). È molto scarsa, invece, la frequenza di iniziative condotte su dotazioni applicative più evolute. In particolare l’adozione di modelli più flessibili e a servizio, come il cloud computing, è molto poco diffusa, coinvolgendo solo il 2,5% delle aziende, principalmente a causa di mancanza di valutazioni concrete al riguardo (32,5%) e per la tendenza diffusa a ricorrere a prevalentemente a risorse interne (45,8%), con budget diffusamente contratti (solo il 2,1% delle aziende ha dichiarato una spesa superiore a 1 milione di euro).

"Per noi – spiega l’assessore regionale dell’Emilia Romagna alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli – questi sono temi fondamentali. Favorire le reti è cruciale per garantire una crescita di tutto il sistema. Il nostro obiettivo di assicurare il passaggio "dai distretti produttivi ai distretti tecnologici" va in questa direzione: la forza di un’impresa e la sua capacità di competere oggi dipende in misura rilevante dal know how, dalle conoscenze, e dal grado di innovazione che sa assicurare ai prodotti".
“La Regione Emilia-Romagna programma e progetta interventi in materia di ‘società dell’informazione’ da un decennio. Questo ha significato trasferire e investire sul territorio ingenti risorse economiche, favorendo l’adozione di tecnologie di base da parte delle pubbliche amministrazioni e sviluppando reti e servizi infrastrutturali di nuova generazione" dichiara l’assessore regionale alla Programmazione territoriale e Infrastrutture, Alfredo Peri.
“La sfida delle PMI italiane passa attraverso l’adozione di politiche di innovazione funzionali ad accrescere la competitività delle aziende stesse. La strada verso un utilizzo strategico delle tecnologie innovative appare però, per la maggior parte delle aziende intervistate, ancora da percorrere. Noi pensiamo che un utilizzo più intenso e strategico delle soluzioni tecnologiche a supporto del business sia una scelta obbligata per poter avere successo all’interno di filiere e attività sempre più complesse, globalizzate e real time" afferma Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting.
“Siamo convinti che un uso più diffuso e strategico delle tecnologie possa rappresentare un’opportunità per le imprese sia per migliorare la loro produttività, sia per anticipare la ripartenza del ciclo economico”, ha dichiarato Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. “Per superare i gap delle nostre PMI sarebbe inoltre importante imparare a fare meglio sistema tra gli attori locali, pubblici e privati e potenziare le reti di imprese".

Al convegno si sono confrontate alcune imprese regionali eccellenti che hanno raccontato come hanno saputo fare delle risorse IT una leva competitiva. Fra queste, ricordiamo Panini, Nexion, Interpuls, Lastra e, in rappresentanza del settore pubblico, la AUSL di Reggio Emilia.

ZeroUno

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