Cos’è trasformazione digitale, il parere di Microsoft e dei suoi clienti

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Cos’è trasformazione digitale, il parere di Microsoft e dei suoi clienti

Al Microsoft Forum, aziende innovatrici e strategie orientate al futuro hanno fatto da cornice alla ricetta digitale della casa di Redmond che fa perno su processi, persone e prodotti.

28 Apr 2016

di Alessandra Zamarra

Condividere l’innovazione, celebrarla, guardare al mondo con occhi nuovi, abbracciare la Digital Transformation. Questo il messaggio che Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, ha lanciato ai circa 2mila partecipanti alla plenaria di apertura del Microsoft Forum 2016, primo appuntamento di una serie di incontri che la casa di Redmond ha messo a calendario per l’anno in corso.

Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia

Perché ora che l’IT è entrata trasversalmente nella vita di tutti noi, la condivisione, quella reale, del sapere, del dato, rappresenta un fattore di trasformazione prepotente a cui Microsoft risponde elevando alla terza il fattore “P”: People, Products e Processes.
“Bisogna creare valore in un modo nuovo ma non controesistente, partendo dall’utilizzo intelligente dei dati – ha spiegato Purassanta – e la Iot è in grado di creare interazione tra gli asset di cui già disponiamo, valorizzando le competenze e creando modelli di lavoro evoluti; arricchendo prodotti e servizi di esperienze, rendendo i processi più efficaci e flessibili, personalizzandoli grazie all’utilizzo strategico dei dati”.

I trend in corso

La trasformazione, secondo Microsoft, muove da otto inarrestabili trend.  La Mobility e l’intimità con cui la viviamo, la possibilità di effettuare analisi avanzate dei dati in nostro possesso, la capacità del Cloud computing di rompere le barriere di accesso a queste informazioni, l’Internet of things che è alle porte, le potenzialità della realtà aumentata e l’interazione con il mondo virtuale, il quantum computing che aumenta il valore dell’IT, l’Adaptive wereable e l’intelligenza legata all’ambiente; tutti costituiscono fattori di cambiamento dirompenti.
Entro il 2020, ad esempio, il peso del mercato del Cloud Computing supererà i 500 miliardi di dollari, gli utenti connessi ai social saliranno a 5 miliardi e gli oggetti collegati in rete toccheranno i 50 miliardi, l’esplosione dei dati raggiungerà i 50 trilioni di Gigabite e l’intelligenza “naturale”, che ancora oggi forse ci sfugge ma è composta da tutti quei servizi  software che miglioreranno l’interazione umana con il mondo esterno, varrà 5 miliardi di dollari. Uno scenario che si basa sul concetto di Data Intensive e che offre grandi opportunità di business a tutte le aziende italiane.

Innovazione concreta

Un’innovazione concretamente testimoniata anche da diverse aziende italiane che, grazie a progetti centrati sul cambiamento tecnologico e culturale, hanno saputo amplificare l’impatto del proprio business sul mercato.
Costa Crociere, ad esempio, ha dato vita al progetto “Neptune”, cogliendo le opportunità offerte da Cloud computing e analisi predittiva per mettere a disposizione del personale di bordo, in tempo reale, i dati provenienti dai sensori presenti sulle navi. Il risultato è un’importante ottimizzazione della gestione della flotta, una conseguente manutenzione intelligente, un  calcolo più efficiente delle rotte di viaggio e un netto cost saving per la società.
Unicredit, sempre grazie alla sperimentazione del Cloud e alla Business intelligence, ha spinto l’acceleratore sulla condivisione dei dati con l’obiettivo di accrescere la propria produttività e la prossimità nei confronti dei clienti, rendendo possibile il monitoraggio quotidiano delle performance e delle informazioni sensibili, mentre Coop Italia, si è fatta portavoce del supermercato del futuro, con un progetto che consente l’interazione di consumatori e prodotti, rendendo maggiormente soddisfacente e chiaro il percorso d’acquisto (vedi articolo: Come gestire il supermercato del futuro, tra robot e data visualization wall).
Ma il palcoscenico del Microsoft Forum ha permesso anche a Canali, Mapei e Fameccanica di raccontare le proprie inclinazioni digitali. La casa di moda, ad esempio, grazie a Dynamics AX ha saputo rigenerare l’intera catena logistica, semplificando la gestione del magazzino e delle spedizioni, che avevano subito un incremento della complessità a causa della richiesta di tempi di consegna sempre più rapidi e dell’affermazione dell’e-commerce.
La multinazionale dell’edilizia, poi, ha accresciuto la sinergia tra le numerose filiali presenti al mondo, predisponendo strumenti di analisi aggregate sia a livello locale che per l‘intero Gruppo.
Con il progetto “EasyLife”, infine, Fameccanica ha portato alla ribalta le potenzialità della Iot, rendendo possibile, anche per i clienti, il monitoraggio dello stato di funzionamento dei macchinari e abilitando il controllo in tempo reale dei Kpi.

Ambizioni interconnesse

Steve Clayton, Chief Storyteller e General Manager di Microsoft Image & Culture
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Digital360: partecipa al live streaming sui risultati della relazione finanziaria semestrale 2020
Amministrazione/Finanza/Controllo
CIO

In ogni ambito di business, quindi, diventa fondamentale intraprendere un chiaro percorso digitale, che Microsoft individua nel concetto di “Interconnected Ambition”, come raccontato da Steve Clayton, Chief Storyteller e General Manager di Microsoft Image & Culture. Obiettivo è creare intelligenza come sinonimo di produttività e processi, grazie a soluzioni e piattaforme capaci di trasformare i prodotti, ottimizzare le operation, rafforzare il ruolo di chi in azienda e per l’azienda lavora, coinvolgere maggiormente l’emisfero clienti.

Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

In questo scenario dalla rapida evoluzione, a giocare un ruolo determinante è anche la politica che, nel parere di Purassanta, deve mostrare lucidità di visione, efficacia e capacità pedagogica, oltre che, logicamente, abilitare l’innovazione digitale. Per questo, Microsoft ha dato voce al ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, che ha legato le potenzialità dell’IT al futuro del cibo, come frontiera e chiave cruciale di cambiamento, in un’ottica di effettiva condivisione con i cittadini, che devono essere informati al meglio su cosa comprano e mangiano. Le sfide digitali, dalla sensoristica, all’analisi dei dati, alla geolocalizzazione, possono, infatti, rendere più immediate e comprensibili operazioni già esistenti, quali l’etichettatura, dare impulso all’agricoltura sostenibile nonché permettere di produrre meglio, consumando meno.

Intelligenza condivisa

Tiziana Olivieri, direttore della divisione Enterprise e Partner di Microsoft Italia

Parlando di intelligenza unita a condivisione, Tiziana Olivieri, direttore della divisione Enterprise e Partner di Microsoft Italia, ha sottolineato come la trasformazione digitale, per essere messa in pratica, debba  essere capita e interpretata in primis dal top management delle imprese.
Sicuramente, un aiuto nella direzione della collaborazione e di quella che Microsoft definisce “conversation as a platform” viene dal lancio di Surface Hub, lavagna interattiva che permette di condividere in modo semplice e immediato idee, dati, progetti e flussi di lavoro, grazie alla possibilità di organizzare riunioni virtuali in cui le persone presenti o collegate da remoto possono contare sullo stesso livello di interazione. Disponibile nella duplice versione da 55 e 84 pollici, questo device può contare su un’interfaccia intuitiva e sull’integrazione sinergica di dei diversi applicativi Microsoft, per un’esperienza realmente business sensitive.

Alessandra Zamarra

Giornalista

Giornalista professionista con un’esperienza ventennale nel campo dell’Ict e della tecnologia aziendale applicata al business, Alessandra Zamarra collabora per le diverse testate del Gruppo Digital360, in particolare con ZeroUno. Da anni dedita a dar voce alle opinioni e alla strategia dei manager dei sistemi informativi, Alessandra coordina e moderare numerosi eventi, convegni, tavole rotonde e webinar rivolti agli utenti finali di informatica, con cui ha costantemente contatti per interviste e approfondimenti tematici.

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