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Minecraft, il gioco che insegna le soft skill aziendali

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Minecraft, il gioco che insegna le soft skill aziendali

Minecraft è uno dei giochi più conosciuti. Pensato per un pubblico di giovani e adolescenti, non è in realtà un semplice svago, ma un ambiente complesso e immersivo in cui sviluppare skill e attitudini che ci aiuteranno nella futura carriera lavorativa.

03 Dic 2020

di Pablo Cerini

Minecraft è uno dei giochi online che hanno avuto più successo in questi ultimi anni. Il suo brand è sulla bocca di tutti, e ha generato un tripudio di collegamenti, sottoscrizioni e merchandise. La sua popolarità ha raggiunto un tale livello da spingere Microsoft ad acquistare la piattaforma, identificando in questo brand un asset chiave per il segmento videoludico.

Ma è solo questo che ha risvegliato l’interesse del gigante di Redmond? Un tale successo può farci sospettare che quello che abbiamo davanti non è un semplice giocattolone tecnologicamente raffinato, ma una piattaforma immersiva complessa e ricca di implicazioni psicologiche e culturali. In particolare, un’analisi appassionata delle attività svolte dai piccoli (e anche dai meno piccoli) giocatori nell’universo del gioco, ci rivela non solo che Minecraft è una sorgente di stimoli creativi, ma anche una vera e propria palestra in cui acquisire metodi e attitudini che saranno poi di grande aiuto nel mondo del lavoro.

Palestra di problem solving

Se osservate vostro figlio che gioca nel mondo di Minecraft, la prima cosa che vi rimarrà impressa, oltre al nuovo sterminato vocabolario fatto di minerali, tools e universi (biomi), sarà la rapidità con cui prende confidenza con il metodo scientifico.

Sin dai primi passi in modalità creativa, e importantissimo per affrontare le sfide del survival mode, il piccolo giocatore deve subito ragionare creando une rete di cause ed effetti tra i materiali e i personaggi del mondo che lo circonda, impiantando un vero e proprio network elastico di informazioni da cui attingere per progredire nello sviluppo del proprio personaggio.

Al piccolo giocatore è continuamente richiesto di sperimentare: combinazioni di nuovi materiali, effetti di un composto su un ostacolo in una determinata situazione, effetti di certe azioni e preparazioni su altri personaggi o ambienti del gioco. Una continua palestra in cui allenare la propria attitudine al problem solving, basata su una rigorosa metodologia scientifica di ipotesi e verifiche. Il metodo scientifico può essere applicato a problemi banali, volti a sopperire a bisogni basilari per la sopravvivenza del personaggio (accendere un fuoco o pescare del cibo), oppure scalare su situazioni più complesse, fino a raggiungere l’applicazione in sfide strutturate, come ad esempio spalancare un portale verso un altro bioma. Non c’è attimo in Minecraft in cui il piccolo giocatore non senta scorrere l’adrenalina del problem solving e del pensiero applicato. Minecraft è un passatempo scandito da rigorosi diagrammi di flusso.

Attitudini STEM

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STEM è un acronimo inglese il cui significato è “science, technology, engineering, and math”, ossia scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Sopravvivere in Minecraft richiede un’attenzione e un training continuo di queste skill.
L’attitudine scientifica, come abbiamo detto, è continuamente chiamata in gioco dalla necessità di una scrupolosa annotazione dell’ambiente circostante e dell’impatto che le nostre azioni hanno in esso.
La tecnologia permea l’esperienza di Minecraft sin dal momento in cui il piccolo giocatore scarica l’app sul proprio device, imparando le basi di utilizzo degli account in cloud e della manutenzione software, fino ad arrivare a sviluppare le skill di un vero e proprio amministratore di sistema qualora volesse spingersi nel modding più avanzato e gestire l’hosting di un server dedicato a un suo personale universo.
L’ingegneria è uno dei perni su cui l’esperienza (e il divertimento) di Minecraft si basano: con la sua immensa scelta di materiali e lavorazioni, Minecraft regala al piccolo giocatore una robusta attitudine all’ingegneria dei materiali, e alla sua applicazione ai diversi segmenti di industria. Non vi stupirà accorgervi che vostro figlio potrebbe prendere presto confidenza con concetti del mondo ERP oggetto di studi universitari, come la distinta base e le fasi di lavorazione, metodologie vitali per forgiarsi una scintillante armatura di diamanti o per poter affrontare una nuova esplorazione equipaggiati di un’efficientissima ascia in Nedherite. In Minecraft attività come assemblaggio e costruzione raggiungono una notevole strutturazione, tanto da richiedere al piccolo giocatore di regolare già in termini di avanzamenti di produzione i propri progressi nel gioco.
Infine, la matematica è uno degli ingredienti fondamentali dell’esperienza di Minecraft. Se si vuole vincere nelle sfide della modalità sopravvivenza, o esprimere al massimo le potenzialità dell’esperienza creativa, bisognerà preso imparare ad affrontare in maniera logica, aritmetica e statistica le situazioni del gioco. Che probabilità posso avere che questa nuova trappola sia efficace contro il boss che blocca l’accesso al nuovo livello? Perché se sbaglio i miei calcoli sprecherò soltanto preziosi materiali e risorse che richiederanno molto tempo e molti sforzi per essere di nuovo assemblati. Ho con me abbastanza scorte di cibo per cimentarmi ad attraversare questo impegnativo deserto? Perché altrimenti soccomberò e dovrò ripartire a un punto di respawn molto più arretrato rispetto ai miei attuali progressi. Questi sono solo alcuni esempi con cui Minecraft richiede al piccolo giocatore di compiere valutazioni aritmetiche e statistiche senza le quali il progresso nella sfida risulterebbe difficile. Una buona strategia è vitale.

Business e relazioni

Sarebbe però sbagliato, dopo questa carrellata attitudinale, immaginarsi Minecraft come l’ennesimo rifugio di nerd solitari e cervellotici fuori dalla società. Al contrario, skill fondamentale per il progresso nel gioco è l’abilità di costruire e mantenere relazioni con altri giocatori. Questa è una componente disruptive che Minecraft, rispetto ai videogiochi fruibili da un single player, mutua dal mondo dei MMORPG, ma estremizzandola fino a ricreare contesti di interazione sociale che nulla hanno da invidiare alla maturità degli scenari di business odierni.
Innanzitutto, una delle prime scoperte che il piccolo giocatore compie, dopo essersi impratichito nella creazione di materiali e risorse, è come queste diventino più efficaci se impiegate in team piuttosto che in solitario. Dopo essersi sforzato invano per molti giorni a sconfiggere un boss tendendogli trappole o sperimentando armi assemblate in modo sempre più creativo, si rivela impagabile la scoperta di quanto facilmente quello stesso boss possa essere abbattuto facendo squadra con altri giocatori.

I team di Minecraft, però si rivelano da subito ben più impegnativi dai romantici party dei vecchi Dungeons and Dragons. In Minecraft, un team non è composto da figure stereotipate votate al sacrificio per qualche ideale gotico, ma è composto da altri individui con una personalità forte e ben determinata. Come nella realtà, le alleanze sono basate sul raggiungimento di obiettivi comuni e sono spesso regolate da meccanismi di “do ut des”, di compensazioni delle reciproche mancanze, o di team building in vista di centrare un traguardo altrimenti irraggiungibile in solitaria. Questo aspetto fa sì che costruire relazioni di business sia, per lo sviluppo del proprio personaggio nel gioco, altrettanto importante dell’acquisizione della padronanza delle abilità più tecniche: esattamente come nel mondo del lavoro odierno conta non solo sviluppare le proprie capacità, ma anche saperle comunicare e renderle fruibili alle persone che ci stanno intorno.

Un ottimo arricchimento delle nozioni scolastiche

In conclusione, per tutti i genitori che si chiedono se Minecraft faccia bene al proprio figlio, la risposta è: sì. Minecraft rappresenta un valido arricchimento delle nozioni scolastiche e insegna skill e metodologie interdisciplinari che saranno di grande aiuto nell’affacciarsi al mondo del lavoro.

Pablo Cerini

Giornalista

Sviluppatore software, cresciuto nel mondo ERP, ma appassionato del mondo DEV a 360°. Affascinato dalla statistica e dal machine learning, con un chiodo fisso per le candele giapponesi

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